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	<title>CARLO CAROTENUTO BLOG</title>
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		<title><![CDATA[PAGATE I GIORNALISTI DEL NUOVO CORRIERE ALTRIMENTI E' FAR WEST]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Ottanta collaboratori del Nuovo Corriere di Firenze e del Nuovo Corriere di Arezzo, giornali messi in liquidazione, sono tutti da saldare per le prestazioni fornite al giornale. Io personalmente devo riscuotere 12 mesi di compensi certificati con contratti (mi sono risparmiato l'agonia degli ultimi quattro mesi quando, esausto, sfiduciato e stanco di farmi prendere in giro, avevo gi&agrave; lasciato il giornale, che pure era la mia vita con una media di due articoli al giorno, da dieci anni a questa parte,domeniche e feste comprese, sempre anteponendolo alle esigenze familiari). Altri arrivano a 16 mesi da riscuotere.  E nella stessa barca sono i collaboratori del Nuovo Corriere di Lucca e del Nuovo Corriere di Prato, testate che lo scorso autunno furono smantellate dall'oggi al domani, senza un preavviso. Ma se questo &egrave; ancora un Paese civile e non un far west queste persone devono essere liquidate. Perch&egrave;, come per molti altri lavoratori in questo Paese, se ci sono dei contratti o degli accordi, magari scritti, &egrave; giusto che si onorino. E le istituzioni devono fare di tutto per mantenere questi principi, altrimenti c'&egrave; il rischio della deriva, del cane mangia cane, del tutti contro tutti, della rivoluzione. Questa battaglia sia la battaglia di tutti. Non si pu&ograve; dire "morto un Papa se ne fa un altro", oppure "mors tua vita mea". I collaboratori del Nuovo Corriere si sono riuniti in un comitato e attendono, tra le prime iniziative, un incontro con il liquidatore ed amministratore del Nuovo Corriere, Michele Polacco, oltre che la solidariet&agrave; attiva e non di facciata del resto del mondo del lavoro e delle istitruzioni. ]]></content>
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		<title><![CDATA[LA CURA DEL FERRO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[perUnaltracitt&agrave; - lista di cittadinanza
Linee 2 e 3 tramvia, De Zordo: "Ditte inadempienti, ora si passi all'alternativa del metrotreno". I lavori per le linee 2 e 3 della tramvia sono fermi; ultimo inciampo in ordine di tempo (dopo un ritardo di un anno sull'inizio previsto dei lavori), veniamo ora a sapere che le ditte hanno problemi con i prestiti bancari i cui interessi potrebbero salire da 5 a 6.5 e perfino 7%. Risultano perci&ograve; inadempienti, liberando il Comune dagli impegni presi senza pagare penali di sorta. 
 
Un'occasione d'oro per cancellare i tracciati delle linee 2 e 3 e, sempre ricorrendo alla 'cura del ferro' per il trasporto pubblico locale, utilizzare in alternativa due tratte della rete ferroviaria esistente, rispettivamente da Porta a Prato-Leopolda-Puccini-Cascine fino alle Piagge, e da Rifredi-Dalmazia-Macelli fino a S.M.Novella. 
 
Si attiverebbe cos&igrave; un metrotreno, o metropolitana di superficie, che noi abbiamo proposto da tempo e che pu&ograve; rappresentare una valida alternativa di trasporto metropolitano, senza impattare sull'ambiente e risparmiando larga parte dei 37,692 milioni di euro previsti in bilancio comunale nel triennio 2012-2014 per le linee 2 e 3 della tramvia. Tutti soldi pubblici provenienti da mutui bancari (per 14.100 milioni) e da proventi di (presunte) alienazioni (per 21.9 milioni) che i fiorentini si troveranno a dover pagare per un'opera sostituibile con la sistemazione ecologicamente vantaggiosa e assai pi&ugrave; veloce della rete ferroviaria esistente. 
 
 In questo senso ho presentato un ordine del giorno, collegato al Bilancio di previsione 2012 in discussione luned&igrave; prossimo.
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		<title><![CDATA[BUONANOTTE, FIORENTINA! SEI DA SERIE B]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[L’esonero di Delio Rossi, il diciannovesimo su venti panchine in serie A (per la media del pollo &egrave; come se quasi tutte le squadre avessero esonerato il proprio tecnico) non mi piace. Ineccepibile dal punto di vista formale. Delio Rossi ha sbagliato, &egrave; evidente. Ai corsi all’Isef ci insegnavano che l’allenatore non deve battibeccare nemmeno col pubblico, figuriamoci picchiare un giocatore. Ma il contesto del dopo non mi &egrave; piaciuto. Andrea Della Valle ieri sera &egrave; andato in tutte le tv (quasi a reti unificate) e tra le altre cose ha detto: che la campagna acquisti, e quindi gli errori eventuali relativi, non l’ha fatta lui (excusatio non petita, che sa di molto scaricabarile); che il giocatore viziato che ha applaudito il tecnico, boh, s&igrave;, certo, saranno presi provvedimenti anche contro di lui, ma comunque in maniera proporzionale (mentre per me Lijaic deve essere messo fuori squadra per le prossime due partite e ceduto al fischio finale dell’ultima, gi&agrave; ma se no chi gioca?); ha ripetuto la manfrina che a fine campionato quando ci saremo salvati diremo tutto e faremo conoscere il progetto, che la Fiorentina &egrave; un caso che quest’anno lotti per la salvezza, ma noi siamo abituati a lottare per l’Europa. Insomma non un mea culpa, non un rendersi conto e rendere conto che se il suo allenatore, un signore notoriamente, ha avuto una reazione del genere &egrave; segno che c’&egrave; qualcosa (tanto) che non va nella gestione della squadra. In sala stampa Franco Ligas ha cercato di spiegarglielo, ma non &egrave; arrivata nessuna risposta da Andrea Della Valle, salvo un banale e telegrafico “domattina decideremo il da farsi col giocatore”, e buonanotte. Gi&agrave;, buonanotte Fiorentina! Non vorrei fare il gufo ma questa situazione mi ricorda quella dell’esonero di Radice, che condusse la Fiorentina in serie B. Prima Agroppi, poi la soluzione interna. Stavolta basta un punto e la strada da percorrere per evitare il baratro sembra corta (solo due partite). Ma anche in caso di salvezza la sostanza rester&agrave;: questa societ&agrave; in questa stagione si &egrave; dimostrata da serie B. (P.S. Qualcuno deve pur avere il coraggio di dirlo esplicitamente...)
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		<title><![CDATA[LA SCOMPARSA DI CARLO PETRINI: LO SI RICORDERA OGGI IN UN DIBATTITO A SESTO FIORENTINO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Una delle ultime interviste di Carlo Petrini, l’ex calciatore di serie A, prematuramente scomparso in queste ore, &egrave; inserita nel libro “Fuorigioco” scritto da Sara Colzi, Carlo Carotenuto e Simone Pagnini. Del libro si parler&agrave; oggi all’interno di un dibattito che preceder&agrave;  la premiazione degli atleti e delle societ&agrave; del Comune di Sesto Fiorentino. Circa 500 atleti appartenenti a 29 associazioni sportive di Sesto riceveranno un riconoscimento ufficiale dall’amministrazione comunale nel corso della cerimonia annuale di premiazione che si terr&agrave; luned&igrave; 16 aprile alle ore 18 al cinema Multisala Grotta di via Gramsci. Nel corso della serata - che avr&agrave; come ospite d’onore la “bandiera” della Fiorentina calcio Giancarlo Antognoni - il sindaco Gianni Gianassi consegner&agrave; un attestato a ciascun atleta che si &egrave; distinto nella stagione 2010/2011. La premiazione sar&agrave; preceduta, come detto, dalla presentazione di due libri di argomento sportivo: “Fuorigioco”, e “Strada Facendo” di Simonetta Cartoni e Alessandro Algerini, sul tema del podismo, vincitore del premio Un libro per lo sport a Firenze promosso dal Coni. La serata sar&agrave; condotta dal giornalista di Toscana tv Carlo Carotenuto e vedr&agrave; la presenza della consigliera delegata allo sport dell’Istituzione Sestoidee, Gabriella Bruschi.]]></content>
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		<title><![CDATA[FIRENZE, IN TRENO ALLA PARTITA? IMPOSSIBILE ]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Volevo andare alla partita domani sera, Fiorentina-Palermo, stadio Franchi. Non potr&ograve;. Ma &egrave; possibile che non ci sia il modo di ritornare a Prato in treno dopo la partita? Inaudito per una citt&agrave; moderna come si definisce Firenze: dalla stazione di Firenze Campo di Marte, a 200 metri dallo stadio, l'ultimo treno utile (con cambio) &egrave; alle 22.37. Dopo non c'&egrave; niente nemmeno verso Firenze Santa Maria Novella o FIrenze Rifredi. Cosa ce ne facciamo di dieci e pi&ugrave; stazioni in citt&agrave; se non vengono utilizzate per sgravare il carico di traffico? Ma l'importante &egrave; che scavino il tunnel per l'alta velocit&agrave;, che costriscano la mastodontica e decentrata stazione Foster, scavando vagonate di camion di terra (considerata rifiuto speciale). Ah, gi&agrave;, ma fanno la stazione e il tunnel per liberare i binari per i treni locali. Si ma se nemmeno quando &egrave; notte e il traffico &egrave; ridotto si usano gli attuali binari per i treni locali...  ]]></content>
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		<title><![CDATA[QUANDO TI PRENDE UN CAMION...]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Devo giustificare la lunga assenza dal mio blog: il 23 febbraio scorso un camion mi ha centrato in pieno mentre ero in moto.  Da quel momento sono ricoverato al Cto a Firenze, due stanze accanto a quella dove era stato ricoverato Valentino Rossi. Frattura in pi&ugrave; punti di tibia e perone, scomposta ed esposta. Mi hanno sottoposto gi&agrave; a cinque interventi chirurgici, in ogni caso rinnovo i complimenti a medici e personale. Tutti disponibili e altamente professionali. Con l'occasione ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini in questo periodo, che mi stanno dimostrando solidariet&agrave; e che mi danno forza e suggerimenti. P.S. Quando uscir&ograve; da qui toccher&ograve; ancora pi&ugrave; da vicino i problemi della mobilit&agrave; di cui a volte ho parlato anche in questo blog. Dovr&ograve; destreggiarmi tra treni e mezzi pubblici sicuramente un po' pi&ugrave; di prima e gi&agrave; mi immagino nuove barriere e situazioni paradossali. Continuer&ograve; a raccontare tutto.]]></content>
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		<title><![CDATA[QUANDO IL "CASO MONTOLIVO" A FIRENZE BATTE L'ACQUA CHE MANCA]]></title>
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		<created>2012-02-12T19:40:02+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Questo &egrave; il pezzo che avevo scritto il 30 settembre per partecipare al concorso in memoria di Ennio Macconi organizzato dal Rotary e dall'Assostampa riservato ai giornalisti precari. Lo scorso luned&igrave; c'&egrave; stata la proclamazione dei vincitori (tra cui non ci sono io). Ecco perch&egrave; non ho messo prima di ora in rete il pezzo. A distanza di mesi, per&ograve;, le contraddizioni e i paradossi del tema. Per chi vuole immergersi nel problema, buona lettura.  "Una storia dove tutti hanno ragione e dove tutti per&ograve; alla fine perdono. L’emblema &egrave; un presidente di societ&agrave; sportiva incatenato davanti a una piscina per nove giorni consecutivi. Il fatto che qualcuno si incateni per protestare per qualcosa fa notizia di per se. Quando poi questa protesta si protrae per nove giorni consecutivi dovrebbe scatenare un tale movimento mediatico che il luogo dove avviene dovrebbe secondo logica trasformarsi in una sorta di set del Grande Fratello, con decine di telecamere e taccuini aperti pronti ad annotarne gli sviluppi. Firenze per&ograve; in quei giorni &egrave; alle prese con “il caso Montolivo”, quello di un giocatore della squadra di calcio della citt&agrave; che non vuole rinnovare il proprio contratto in scadenza, e che per questo &egrave; stato messo all’indice dal presidente della societ&agrave; stessa e fischiato da parte dei propri tifosi. E anche questa, diciamolo, &egrave; un’anomalia clamorosa. E cos&igrave;, anche per questo motivo, il caso di Ivan Verduchi, incatenato e accampato davanti alla Piscina Paganelli di Novoli, passa sostanzialmente ignorato dalla citt&agrave;. 
Ma perch&eacute; protesta Ivan Verduchi? Detto in estrema sintesi, perch&eacute; dopo una serie di contenziosi che si sono trascinati per mesi, ha perso il bando di gara di gestione della piscina dove praticavano nuoto e pallanuoto ragazzi e ragazze , circa un centinaio (tantissimi dei quali cresciuti e diventati adulti sotto la sua guida e supervisione) tesserati per la sua societ&agrave;, la Life-Style Nuoto. Il bando di gara per&ograve; prevede che il nuovo gestore “dovr&agrave; comunque garantire adeguati spazi, sia nella piscina sia nella palestra alle societ&agrave; che tradizionalmente operano sull'impianto e in via preferenziale a quelle societ&agrave; che non hanno impianti in concessione. I suddetti spazi alle societ&agrave; sportive dovranno essere riservati concordando con l'amministrazione Comunale il relativo palinsesto, garantendo e favorendo la massima democraticit&agrave; di utilizzo”. In realt&agrave; in questa vicenda non c’&egrave; mai stata nessuna riunione dove tutte le parti in causa sono presenti insieme a uno stesso tavolo per concordare questi spazi. Si sono susseguiti e rimbalzati invece un’incredibile serie di dichiarazioni e comunicati. 
Gi&agrave; il 27 maggio 2011 Verduchi aveva lanciato un allarme. “Siamo preoccupatissimi - diceva - perch&eacute; per un contenzioso che va avanti da mesi da luned&igrave; rischiamo di non poter pi&ugrave; allenarci alla piscina Paganelli”. Poi venerd&igrave; 7 settembre, dopo altri passaggi infruttuosi, Verduchi si mette il lucchetto e una catena alla caviglia; una catena di quelle lunghe, come il cane Melampo di collodiana memoria, che ti permette movimento ma che diffonde comunque un’immagine anomala, che scuote. Intorno ha moltissimi genitori e ragazzi della sua societ&agrave;, che solidarizzano con lui. La trattativa prosegue ma non si trova una soluzione, Verduchi decide di passare la notte fuori. Giorno dopo giorno il presidio continua, si arricchisce di un furgoncino dove dormire, di una lattina per l’acqua appesa alla ringhiera, di un ombrellone per ripararsi dal sole di giorno, di cartelli e striscioni che arredano il tutto, c’&egrave; anche un portatile per comunicare e tenere un diario su Facebook. Verduchi diventa una sorta di Forrest Gump “de noantri”. Gi&agrave;, perch&eacute; della vicenda si occupano gli interessati, con in prima fila naturalmente l’ufficio sport del Comune, l’assessore allo sport, la Federnuoto, il presidente del Coni regionale e quello provinciale, vari consiglieri comunali; ma al presidio si avvicinano a tutte le ore anche semplici cittadini, che si informano, solidarizzano, chiedono a Verduchi se &egrave; disponibile un domani a perorare anche le loro questioni, a far confluire l’indignazione anche su cause che nulla hanno a che fare con la sua. 
Gli spazi acqua all’interno della piscina Paganelli, che pure risulta non affollata in tutte le ore del giorno richieste dalla Life-Style, per&ograve; non si trovano. Dopo nove giorni, stremato, Verduchi desiste, convinto dal presidente del Coni provinciale che gli assicura un tavolo di trattative. Il 29 settembre l’assessore allo sport Nardella telefona a Verduchi per dirgli che gli spazi alla Paganelli non si possono toccare. I ragazzi dovranno allenarsi in piscine lontane dal loro quartiere. Verduchi si rassegna, ma il caso resta aperto, perch&eacute; il Coni regionale, coinvolgendo la Federnuoto, sta intraprendendo altre mediazioni. Gli sviluppi sono tutti da seguire."]]></content>
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		<title><![CDATA[RTR957, NON PERDERE LA FREQUENZA]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[RTR957, la radio che suona come un Cd. Notiziari sportivi (13.30 e 18.30 i principali che curo), prossimamente trasmissioni in diretta, e tanto altro. La frequenza per Firenze e dintorni &egrave; Fm 95,7 , ascoltabile da tutto il mondo anche tramite computer, basta collegarsi a www.rtr957.com. Su facebook cerca rtr957 (tutto attaccato) ed entra in gruppo. Mi trovate l&igrave; . Il vero sport a 360 gradi, cronaca, attualit&agrave;, grande musica, divertimento. "Io sono ancora qua", dice Vasco. Stay tuned.]]></content>
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		<title><![CDATA[UN NATALE SENZA... DONI (E SENZA FACCIA)]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Ora che non va pi&ugrave; con la mano sotto il mento, “a testa alta” come diceva lui, perch&eacute; non aveva nulla da nascondere, perch&eacute; era pulito; ora che sono uscite le intercettazioni telefoniche dove si sente la sua voce; ora che si &egrave; saputo dei suoi maldestri tentativi di truccare le prove, della sua fuga in pigiama dalla Polizia nel suo garage nascosto dietro alla sua macchina come un bambino che si fa cercare da un genitore che rincasa, insomma ora che &egrave; evidente che Cristiano Doni e di conseguenza l’Atalanta centra con lo scandalo “Scommessopoli” - che ha  beneficiato delle partite falsate, tutte a vincere, o comunque a fare punti, e anche grazie a questi risultati &egrave; stata promossa in serie A (non a caso sconta una penalizzazione di 6 punti in questo campionato) – i tifosi dell’Atalanta si sono affrettati a eliminare tutti gli striscioni a nome dell’ex capitano nerazzurro (per contro i tifosi avversari li sfottono, lo stendardo esposto dai cesenati recitava “Un natale senza… Doni”). Una presa di distanza troppo tardiva. Gi&agrave; perch&eacute; quegli stessi tifosi dell’Atalanta avevano fatto fuoco e fiamme quest’estate a difesa della loro integrit&agrave; morale, manifestazioni e cortei in piazza all’insegna degli slogan “Gi&ugrave; le mani dall’Atalanta”, o “Doni non si tocca” e simili. Sono andati all’Infedele da Gad Lerner in una puntata che io ho visto (provando un forte imbarazzo per loro), a urlare e a spergiurare che l’Atalanta &egrave; pulita, che Doni &egrave; un santo, che &egrave; un complotto, e cos&igrave; via. Tutto questo non perch&eacute; ho qualcosa di personale contro l’Atalanta e contro Doni, ma solo per far presente ancora una volta come in questo Paese (dove lo stesso Doni era stato fatto cittadino onorario di Bergamo con proposta del centrodestra votata all’unanimit&agrave; da tutto il Consiglio comunale, semplicemente in nome delle gesta calcistiche, pare incredibile ma &egrave; cos&igrave; che accade), in nome del tifo, dicevo, si chiudono tutti gli occhi e si chiudono tutte le vene. In qualsiasi occasione giudiziaria controversa che riguardi una squadra o un giocatore ci si schiera, stampa locale compresa, a prescindere in difesa della squadra, con lo spirito di “Noi siamo puliti, sono gli altri che hanno semmai qualcosa da nascondere”. E poi, quando arrivano le sentenze, o quando la verit&agrave; &egrave; venuta a galla e non si pu&ograve; pi&ugrave; mistificare, si fanno figure di m… come nel caso dei tifosi dell’Atalanta. Abituiamoci a essere sempre oggettivi, anche quando si tratta di calcio. Vivremo tutti meglio.]]></content>
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		<title><![CDATA[QUANDO DIEGO PARLAVA DI PERSONA 2]]></title>
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		<created>2011-12-17T15:46:30+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Archiviando giornali ho trovato anche i seguenti titoli: "Il centro sportivo a Firenze sar&agrave; pronto per settembre". Sottotitolo: "I lavori dovrebbero iniziare tra gennaio e febbraio 2007 e dureranno circa sei mesi per creare una struttura funzionale". E sotto c'&egrave; la foto dei Campini. Il giornale era Il Firenze del 21 ottobre 2006. Il centro sportivo infatti &egrave; stato inaugurato nel settembre 2011. Poi ho questa  : "Campus Viola, il progetto va avanti" "Incisa. Il sindaco rassicura: "Entro giugno riceveremo il piano particolareggiato". E sotto c'&egrave; la foto di Diego Della Valle, mani in tasca, passseggi sorridente in piazza Signoria con un codazzo dietro di lui. Il giornale era datato 16 maggio 2006. Centro sportivo di Incisa mai realizzato. Poi ho trovato anche uno Sportweek del novembre 2007 che faceva un servizio sull'Udinese e nella foto dei nuovi talenti metteva Inler, Eremenko, Asamoh, Handanovic e anche Felipe.]]></content>
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