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Di Admin (del 22/12/2011 @ 11:55:41, in CALCIO, linkato 55 volte)
Ora che non va più con la mano sotto il mento, “a testa alta” come diceva lui, perché non aveva nulla da nascondere, perché era pulito; ora che sono uscite le intercettazioni telefoniche dove si sente la sua voce; ora che si è saputo dei suoi maldestri tentativi di truccare le prove, della sua fuga in pigiama dalla Polizia nel suo garage nascosto dietro alla sua macchina come un bambino che si fa cercare da un genitore che rincasa, insomma ora che è evidente che Cristiano Doni e di conseguenza l’Atalanta centra con lo scandalo “Scommessopoli” - che ha beneficiato delle partite falsate, tutte a vincere, o comunque a fare punti, e anche grazie a questi risultati è stata promossa in serie A (non a caso sconta una penalizzazione di 6 punti in questo campionato) – i tifosi dell’Atalanta si sono affrettati a eliminare tutti gli striscioni a nome dell’ex capitano nerazzurro (per contro i tifosi avversari li sfottono, lo stendardo esposto dai cesenati recitava “Un natale senza… Doni”). Una presa di distanza troppo tardiva. Già perché quegli stessi tifosi dell’Atalanta avevano fatto fuoco e fiamme quest’estate a difesa della loro integrità morale, manifestazioni e cortei in piazza all’insegna degli slogan “Giù le mani dall’Atalanta”, o “Doni non si tocca” e simili. Sono andati all’Infedele da Gad Lerner in una puntata che io ho visto (provando un forte imbarazzo per loro), a urlare e a spergiurare che l’Atalanta è pulita, che Doni è un santo, che è un complotto, e così via. Tutto questo non perché ho qualcosa di personale contro l’Atalanta e contro Doni, ma solo per far presente ancora una volta come in questo Paese (dove lo stesso Doni era stato fatto cittadino onorario di Bergamo con proposta del centrodestra votata all’unanimità da tutto il Consiglio comunale, semplicemente in nome delle gesta calcistiche, pare incredibile ma è così che accade), in nome del tifo, dicevo, si chiudono tutti gli occhi e si chiudono tutte le vene. In qualsiasi occasione giudiziaria controversa che riguardi una squadra o un giocatore ci si schiera, stampa locale compresa, a prescindere in difesa della squadra, con lo spirito di “Noi siamo puliti, sono gli altri che hanno semmai qualcosa da nascondere”. E poi, quando arrivano le sentenze, o quando la verità è venuta a galla e non si può più mistificare, si fanno figure di m… come nel caso dei tifosi dell’Atalanta. Abituiamoci a essere sempre oggettivi, anche quando si tratta di calcio. Vivremo tutti meglio.
Archiviando giornali ho trovato anche i seguenti titoli: "Il centro sportivo a Firenze sarà pronto per settembre". Sottotitolo: "I lavori dovrebbero iniziare tra gennaio e febbraio 2007 e dureranno circa sei mesi per creare una struttura funzionale". E sotto c'è la foto dei Campini. Il giornale era Il Firenze del 21 ottobre 2006. Il centro sportivo infatti è stato inaugurato nel settembre 2011. Poi ho questa : "Campus Viola, il progetto va avanti" "Incisa. Il sindaco rassicura: "Entro giugno riceveremo il piano particolareggiato". E sotto c'è la foto di Diego Della Valle, mani in tasca, passseggi sorridente in piazza Signoria con un codazzo dietro di lui. Il giornale era datato 16 maggio 2006. Centro sportivo di Incisa mai realizzato. Poi ho trovato anche uno Sportweek del novembre 2007 che faceva un servizio sull'Udinese e nella foto dei nuovi talenti metteva Inler, Eremenko, Asamoh, Handanovic e anche Felipe.
La giornata era piovosa, per una volta non avevo impegni pressanti. Ecco l’occasione per archiviare un po’ di carte e riviste che erano arretrate, da tempo parcheggiate su un angolo del parquet. Tra queste ho disseppellito anche alcuni miei articoli sul Nuovo Corriere di Firenze che erano rimasti lì, ancora da archiviare, che si riferivano a un arco di tre mesi. Ho (ri)vissuto sensazioni dimenticate e mi sono rituffato nei ricordi. Ecco Diego Della Valle che aspettavamo fuori dallo stadio per l’intervista del dopopartita. Andrea era “solo” il fratello di Diego. Infatti, scrivevo, “la macchina del fratello Andrea poco prima era stata fatta spostare dall’ingresso. Il presidente dimissionario uscirà, quindi, da un’altra parte. La strategia è chiara. Parla solo il patron”. Che tempi, quando Diego lo incontravi e ci parlavi. Ora semmai arriva il messaggino, magari in tarda serata, quando i giornali sono già chiusi o quasi, che ti dice (come è appena avvenuto, per la seconda sera consecutiva) che sul sito ufficiale c’è un comunicato stampa di Diego Della Valle. “Ora ci faremo sentire”, era il titolo del mio pezzo (di allora). La Fiorentina aveva appena subito il furto dal Milan , sconfitta e rigore negato, Galliani contestato all’uscita. Anche il pezzo di colore è firmato da me. Titolo: “Lo spettacolo del Franchi nonostante le ingiustizie”. Sopra c’è anche un articolo non firmato col titolo: “Renzi: ‘Non diriga più’”. E l’occhiello: “Il sindaco nel dopopartita spara a zero su Rosetti”. Catenaccio, sempre parole del sindaco: “Da oggi c’è una nuova regola: se Montolivo viene atterrato in area non è rigore”. Negli articoli di qualche giorno prima ecco invece la “guerriglia allo stadio”, la sera di Fiorentina-Roma (0-1, gol di Vucinic) e il relativo pezzo di colore. Qualche giorno ancora indietro ecco la squadra che ritorna a Firenze dopo il furto subito da Ovrebo in Champion’s League a Monaco. Anche quelle foto le avevo scattate io: Prandelli che esce dal pullman coi giornali sotto braccio (che classe!), Gila scuro in volto, l’altra con De Silvestri accanto all’addetto stampa di allora Voulaz (cappotto sul braccio, di classe anche lui) entrambi a testa bassa e sguardo pensieroso, con sullo sfondo il Bar Marisa. Titolo in prima pagina: “Fiorentina, la rabbia del day after”. Accanto a queste ci sono le pagine con gli articoli degli sport vari. Ecco un Dario Loreto, promessa del tennistavolo fiorentino, che nelle foto era un bambino. La presentazione della “Befana in canoa”, organizzata dalla Canottieri Comunali Firenze, e naturalmente i pezzi sulle campestri e sulle gare podistiche. E poi i miei pezzi in cronaca. Apertura di prima pagina, con firma: “Il sindaco torna e mette una toppa. Rimpasto di deleghe in Giunta. Firmata la convenzione con la Fiorentina”. Sulle dimissioni di Barbara Cavandoli assessore allo sport e la firma della nuova convenzione per lo stadio, con la presentazione della new entry tra gli assessori Cristina Giachi. Il sindaco era tornato dal viaggio negli Stati Uniti dove aveva stretto la mano a Obama. Infatti in una di queste pagine c’è una fotosequenza in cui si vede Renzi che si fa largo tra una serie di sindaci americani, riesce a farsi notare e a spiegare al presidente U.S.A di essere il sindaco della città della famosa bistecca alla fiorentina (o qualcosa del genere, lui stesso la racconterà poi spesso la gag in Tv. Tra i pezzi firmati da me c’è n’è anche uno sugli “Amici della bici” che chiedono più attenzione per i problemi dei velocipedi… O la questione tranvia, quando in città ferveva (come si dice) il dibattito. Il presidente della Provincia Barducci e i vertici (?) del Pd fiorentino non ci stavano ad allinearsi al niet del sindaco che aveva deciso di stravolgere il tracciato originale per cui il tram sarebbe dovuto passare da piazza Duomo, ovvero secondo il tragitto più semplice e lineare. “Finchè sarò sindaco io non passerà di lì”. E poi “Strisce viola sempre più scolorite”, la bagarre in Consiglio comunale sulla proposta di fare i parcheggi “per Vip” caratterizzati da questo colore. Il tutto sembra preistoria, ma questi erano i giornali di nemmeno due anni fa, dal gennaio al marzo 2010. Che tuffo nel passato! Che tempi! Torneranno?
Viviamo in una vita a senso unico. E serviamo per FARE CASSA. Ecco tre esempi. Non mi arriva a casa nessun foglio che mi dice che non ho fatto la revisione della macchina. Mi fermano (per la precisione fermano la Sara) al casello di Firenze Scandicci (sarà la settima volta in tre mesi che la fermano, finora è sempre stato tutto in regola). Non era arrivato a casa nessun avviso (non è previsto, ho scoperto, a differenza di quello che succede invece con i ciclomotori). Auto praticamente sequestrata, con l’intimazione di tornare immediatamente a casa. Eppure la macchina è in regola, non inquina, ha i freni e tutte le luci a posto, è stata controllata da un meccanico nemmeno 20 giorni fa. Ma la revisione è scaduta (a mia insaputa, purtroppo) da nemmeno un mese. Non sei un delinquente eppure ti tolgono immediatamente la macchina e ti fanno una multa da 160 euro. Il sospetto è che i poliziotti siano dislocati lì tutte le sere non tanto per garantire l’ordine pubblico ma per FARE CASSA. Episodio 2: di recente ho preso un semaforo rosso, in viale Guidoni a Firenze, con la moto, viaggiavo per lavoro. Sono stato al comando di Polizia Municipale, dove sono stati gentilissimi. Mi hanno fatto vedere il video. Ore 14 del pomeriggio. Strada larghissima, nessun pedone nel raggio di 100 metri tutto intorno, nessun altro veicolo, il semaforo è solo pedonale, la velocità entro i 50m km orari. Si vede la moto che è a due metri dalla linea di stop e il semaforo è ancora giallo. Poi diventa rosso. Il risultato sono 6 punti in meno sulla patente, oltre alla multa da 172 euro, e soprattutto se nei prossimi due anni mi dovesse capitare un altro semaforo rosso mi tolgono la patente. “Non sono un delinquente, mi dico, e so che le leggi vanno rispettate, ma devo essere trattato come un pirata della strada?. E poi faccio anche notare. Avete mai fatto il conto di quanti semafori ci sono nelle nostre città che potrebbero facilmente essere sostituiti da rotatorie, in modo che il traffico scorrerebbe senza inquinamento e senza perdite di tempo per chi lavora? Invece no. Il sospetto è che si affollano le strade di semafori per FARE CASSA. A proposito. Proprio cento metri dopo il semaforo che ho preso rosso io, hanno da poco costruito una rotatoria perché c’è un incrocio. Però, (indovinate?) ci hanno messo anche lì un altro semaforo, oltre alla rotatoria. Esempio 3: Equitalia mi manda delle cartelle con delle multe da pagare. Io ero convinto di essere in pari, di nona vere pendenze. Prima mi arriva una lettera a casa. Dice di andare alla Posta. Alla Posta, dopo aver fatto la fila, ti danno un avviso che dice di recarti da Equitalia. Lì rifai la fila, poi ti danno delle cartelle con dei codici. A cosa si riferiscono? Devi andare presso il Comando di Polizia Municipale a vedere se rintracciano il verbale e a cosa si riferiscono. Ci vado. Sono multe di poco meno di 5 anni fa. Ero convinto di averle pagate, ma non ritrovo le ricevute. E allora si paga: quasi 500 euro. Tanto l’imperativo è FARE CASSA.
Ripeto che se si sbaglia, anche in modo veniale, è giusto pagare. Però PER CONTRO mi chiedo invece perché solo doveri e mai i diritti. Esempio 1: ho un assegno scoperto da riscuotere, mille euro. Ma l’avvocato mi dice che non vale la pena fare una causa perché oltre alle spese (circa 400 euro) non c’è garanzia di riavere i soldi da chi si proclama nullatenente. Esempio 2: ho contratti firmati di collaborazione e non riscuoto da un anno. Non posso fare altro che aspettare. Ho fatture emesse con Iva già pagata da me allo Stato, datate 2010, ma non riscuoto i compensi relativi. C’è logica in tutto questo? Il presidente del Consiglio Monti nel suo discorso di insediamento ha parlato di equità, di tutelare i lavoratori e i giovani, di creare delle condizioni di vita e di lavoro con delle tutele. Per ora si tratta solo di pagare. Le tutele non si vedono. Abbiamo la benzina più cara d’Europa, io cerco di evitare perfino di prendere i mezzi a motore, uso sempre più spesso treno e bici. Ma se devi andare in più di una meta spesso è impossibile. Eppure Firenze avrebbe una rete di stazioni metropolitane praticamente infinita. Ma i treni non vi fermano. E nel frattempo si costruisce il tunnel per l’Alta Velocità, dove i Frecciarossa dovranno rallentare perché il tracciato sarà per forza di cose tortuoso, e ovviamente un’altra stazione, sotterranea, decentrata e distaccata da tutte le altre stazioni. Siamo mucche da mungere.
Sono stato in Palazzo Vecchio, Salone de' Cinquecento stracolmo. Hall of fame del calcio. Superstars, amarcord, lippi, BAGGIO, Sacchi, Cesare il Ct, Platini, sindaco con fascia tricolore, diretta Sky, centinaia di giornalisti e telecamere, ressa per le interviste. Poi faccio trecento metri a piedi e vedo il corteo dei lavoratori dell'Ataf, che (giusta o sbagliata che sia) lottano per il loro posto di lavoro. Sguardi curiosi di qualche passante e un solo fotografo. Il commento che mi hanno messo su Facebook e che faccio mio è stato: "Descrizione perfetta di un Paese allo sbando".
Io non ci sto! Lo disse Scalfaro, lo ripeto nel mio piccolo anche io. Non ci sto a tapparmi gli occhi e soprattutto le orecchie, non ci sto a “stare uniti e non dividersi” solo in nome del tifo e di una squadra di calcio. Non me lo potete chiedere: faccio il giornalista, non sono pagato per fare il capo degli Ultrà! E per di più ho già pagato per queste vicende. Ai tempi di calciopoli alcuni (se non tutti) i miei datori di lavoro hanno subìto pressioni affinchè ridimensionassero il mio ruolo all’interno degli organi di informazione per i quali lavoravo, all’interno dei quali cercavo di leggere la realtà di quelle vicende, cercando di analizzarla con lucidità, atti alla mano, senza essere ottenebrato dal sentimento del tifo. Alcune di queste pressioni ho intuito che sono andate (più o meno) a buon fine, di altre ho avuto anche le prove (scritte e documentate) successivamente. La mia carriera ha preso determinate strade, chissà se ne poteva prendere altre: nessuno può sapere come si dipana il corso del destino quando un evento vi si mette in mezzo come un masso franato da un costone di roccia e caduto sulla strada. Preciso che in ogni caso sono contento e orgoglioso dei miei attuali datori di lavoro, di chi attualmente si avvale della mia collaborazione e mi paga, credo per la quantità e per la qualità del mio lavoro. Ma chi può dire cosa sarebbe successo riavvolgendo nel modo giusto quel nastro: non sono tanti mi immagino gli editori in questo Paese che decidono di assumere un giornalista che ha sulla testa un disco rosso o un veto da parte di una grande proprietà industriale, o per lo meno da parte di chi la rappresentava in quel momento. Tuttavia, dopo che già il processo sportivo aveva emesso determinate sentenze, ora è arrivata anche la sentenza di primo grado per calciopoli. Che tende in linea generica a confermare che ciò che cercavo di spiegare allora a lettori e ascoltatori che avevano la sorte o la volontà di ascoltare quello che dicevo allora, dati e intercettazioni alla mano, non era lontano dalla realtà. I pochi ma attenti frequentatori di questo blog possono farsi un’idea, andando a ripescare nell’archivio, di cosa scrivevo all’epoca. Tuttavia nessuna sentenza è inappellabile, esiste l’eventualità che il giudice si sia sbagliato e io resto sereno. Non ho rivalse da prendermi, non mi va di gridare frasi del tipo “Visto che avevo ragione io?” e nemmeno ho rancore verso chicchessia. Attendiamo sereni i successivi gradi di giudizio. Se arriveranno delle assoluzioni sarò felice per i dirigenti coinvolti e farò doverosamente cronaca. Come ho sempre fatto. Ma non chiedetemi nel frattempo, ancora una volta, di non ragionare con la mia testa; e soprattutto di non fare il mio mestiere di giornalista in modo asettico e senza condizionamenti. In nome del tifo. E tantomeno in nome di quel nutrito numero di ragazzi, di persone e di tifosi che, spinti anche dalle dichiarazioni di innocenza da parte della dirigenza della Fiorentina, andarono a protestare occupando la stazione ferroviaria di Campo di Marte e interrompendo per almeno una mezza giornata il traffico ferroviario in mezza Italia. Ora stanno passando guai giudiziari seri e tra parentesi non mi risulta che la Fiorentina, pur dopo gli è stata inoltrata una specifica richiesta a farlo, stia dando loro una mano anche economica a sostenere le spese legali relative a quelle vicende. Io sono invece ancora più di altri solidale con loro. Se molti di più di questi ragazzi avessero avuto modo di ascoltare altre campane (simili alla mia, non necessariamente la mia), forse ci avrebbero pensato due volte prima di compiere quei gesti che adesso si sanno ritorcendo contro di loro stessi. Solidarietà doppia per loro.
Questo è un antipasto. Poi su questo blog ribadirò un concetto. Traggo quanto segue da violanews.com: L'ex presidente del Brescia Gino Corioni commenta l'esito del processo di Napoli ("Mi dispiace davvero per chi è stato condannato, ma è giusto così") e in attesa del risarcimento danni che verrà discusso più avanti, torna a parlare di Fiorentina e di Diego Della Valle: "Ricordo quando prese la Fiorentina - le parole riportate da Bresciaoggi.it -. Telefonai a Montezemolo, gli chiesi se Della Valle avesse le palle. Montezemolo garantì. Sapete, in Lega c'era da fare una battaglia per limitare lo strapotere delle solite due-tre squadre. Poi chiamai Della Valle, gli feci la stessa domanda: hai le palle? E lui mi disse di sì. Gli proposi di essere il capo del gruppo delle società medio-piccole che in Lega dovevano limitare l'influenza delle grandi. Mi disse di sì".
E il successivo passo fu andare dal notaio "per costituire un'antilega. Aderirono 14 squadre su 20. Poi, però, quando vide che la Fiorentina stava retrocedendo in serie B, Della Valle si assoggettò al sistema. È tutto scritto, è tutto nelle intercettazioni. Alla fine, quando perdemmo a Firenze all'ultima giornata, dissi a Della Valle: meno male che mi avevi detto di avere le palle. E lui rispose: ma così finivo in B. Embè, io cosa ho fatto? E so bene quanto mi è costata quella maledetta retrocessione in B".
ANSA) - CATANZARO, 17 OTT - ''La decisione della Commissione Europea di confermare la cancellazione del Ponte sullo Stretto dalle previsioni programmatiche e finanziarie della Ue, insieme ai contenuti dei recenti decreti finanziari ed alla bozza del 'decreto sviluppo' in discussione, di fatto mettono la parola fine alla pantomima del ponte''. E' quanto affermano, in una dichiarazione congiunta, i docenti Alberto Ziparo, dell'Universita' di Firenze, e Guido Signorino, dell'Universita' di Messina, del coordinamento degli studi sugli impatti del Ponte sullo Stretto. ''Non ci sono infatti fondi europei - proseguono Ziparo e Signorino - non ci sono fondi nazionali, come Tremonti va dicendo da almeno un anno e ha ribadito in questi giorni: peraltro i problemi economico finanziari del progetto - oggi stimato in circa 9 miliardi di euro e per cui si sono spesi gia' svariate centinaia di milioni, senza neppure avere un elaborato esecutivo - si sommano agli enormi perduranti problemi tecnici e ambientali confermati dal progetto definitivo, che dimostra gli enormi impatti del Ponte e non contiene neppure la verifica certa della sua costruibilita', avallando al contrario i dubbi gia' espressi anche dai consulenti del progetto''. ''Anche per rispetto al paese e alla societa' italiana che sta soffrendo i termini di una crisi economica drammatica - proseguono i due docenti - va chiuso definitivamente il pozzo di S. Patrizio degli sprechi del ponte, interrompendo subito ogni procedura e chiudendo la Stretto di Messina. A questo proposito si sottolinea che ad oggi l'interruzione delle procedure del Ponte non comporterebbe alcuna penale, circostanza confermata dagli stessi dirigenti della Stretto di Messina. Evidentemente le dichiarazioni sul tema del ministro Matteoli e di Impregilo sono sbagliate e strumentali a proseguire con un trasferimento di risorse pubbliche alle imprese evidentemente inaccettabile''
L’appuntamento per il debutto era fissato per martedì sera alle ore 21presso i campi di calcio a 5 del Ponte a Greve, in viale Nenni, accanto al Centro commerciale; l’avversario era il Chianti United. Per il secondo anno consecutivo la Polisportiva Fiorentina Silvano Dani ha formato una squadra di atleti ipovedenti che partecipano insieme ai normodotati al campionato di calcio a cinque Uisp di prima categoria. In questa squadra, avvicinato lo scorso anno a campionato già iniziato, ci sono anche io. La prima partita è andata alla grande: abbiamo vinto 8-4, dopo un parziale di 5-0 nel primo tempo, che si è era concluso per 5-1, con secondo gol firmato da me. “Dopo il primo anno di esperienza – conferma con orgoglio l’allenatore Sirio Belluomini - ricominciamo col gruppo dell'anno scorso, che ha terminato la stagione in crescendo nel campionato e poi ha sfiorato le semifinali al successivo torneo Città di Firenze. E’ la dimostrazione che questo esperimento, unico in Toscana, cioè quello di mescolare vedenti e ipovedenti è riuscito fuori e dentro il campo, perchè tutti si sono divertiti e hanno dato la loro disponibilità anche per questo anno”. La squadra è quindi ormai affiatata, i ragazzi si conoscono e si adeguano tecnicamente alle esigenze di ognuno, l’entusiasmo è grande, l’umiltà altrettanto, perché si è consapevoli delle difficoltà supplementari. “Un grande grazie – prosegue Belluomini - va alla Uisp di Firenze che è sempre sensibile alle nostre esigenze. Vogliamo migliorarci e per fare questo abbiamo bisogno del tifo e del sostegno di tutti”. L’obiettivo iniziale infatti è proprio quello di migliorare il bilancio dello scorso anno: 24 partite, 5 vinte, 1 pari e 18 sconfitte (soprattutto a inizio anno) con 77 gol fatti e 141 subiti. Nel Torneo Città di Firenze invece il bilancio era stato di 3 vittorie, 2 pari e una sconfitta (con 28 reti fatte e 14 subite). Il livello non è certo basso e non è facile ritagliarsi spazi per giocare (difficilissimo per me giocare una partita intera senza essere avvicendato); peraltro in campo quasi mai si notano differenze con gli avversari, trovati determinati accorgimenti che dobbiamo tutti sempre ricordarci di adottare. Questa la rosa a disposizione di Belluomini: Samuele Coppini, Gianfranco Marilli, Gregorio De Razza, Antonio Del Canto (miglior realizzatore l’anno scorso con 20 gol in 26 presenze), Daniele Del Canto, Giovanni Tornese, Francesco Casunati, Francesco Pasqua, Francesco Romano, Giovanni Perlo, Daniele Mastracci, Andrea Polito, Carlo Carotenuto.
La prossima partita non la giocherò perché è fissata per lunedì prossimo, alle 22, sempre al campo di Ponte a Greve, con inizio alle 22 (il lunedì sono impegnato in tv con “30esimo minuto” in diretta su Toscana Tv), poi ci sarà il turno di riposo. Ma l’invito è seguire questa squadra che sta andando oltre le barriere. Su questo blog (oltre che periodicamente sul Nuovo Corriere di Firenze) l'aggiornamento con risultati e appuntamenti.
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05/02/2012 @ 12.39.52
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