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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Carlo Carotenuto
FIRENZE – La Fiorentina chiama (col presidente facente funzioni Cognigni), la politica risponde (con il presidente della Regione Enrico Rossi e il vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Firenze Dario Nardella). Ma la vicenda della Cittadella Viola a Castello non ha ancora trovato uno sbocco certo: ancora non è dato di sapere se nelle intenzioni della Regione a Castello si farà oppure no. Ieri nella consueta conferenza stampa che segue le riunioni di Giunta il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha solo indicato una data interlocutoria. E’ quella del 10 settembre: “Il Garante regionale della comunicazione, Massimo Morisi, - ha detto Rossi - nominato dalla Giunta Regionale in base alla legge regionale 1/2005, formulerà uno specifico programma incontri pubblici e attività informative che sarà sottoposto all’approvazione della Giunta e reso pubblico nelle forme più adeguate entro il 10 settembre 2010”. Poi però la meta è spostata ulteriormente avanti, ben oltre il mese di ottobre, indicato qualche settimana fa dal sindaco Renzi per la fine dell’iter. “Tale percorso di informazione, comunicazione e partecipazione – prosegue infatti Rossi in una nota sul sito della Regione - partirà dunque nel mese di settembre 2010 e si concluderà entro novembre”. Segue il lungo l’elenco dei “soggetti interessati” che la Regione coinvolgerà nella discussione. “Una volta concluse le attività di informazione, comunicazione e partecipazione – si legge con molto “politichese” - il Garante formulerà un rapporto di sintesi sulle discussioni, analisi e proposte emerse durante il percorso di partecipazione e lo sottoporrà all’esame della Giunta Regionale. Gli esiti di tale processo saranno assunti come ‘rilevanti’ per i contenuti dell’integrazione del Pit e contribuiranno a eventuali modifiche alla bozza di integrazione e allo schema di rapporto ambientale, per pervenire alla proposta di adozione”.
Poi c’è il messaggio che Rossi ha fatto diramare su Facebook: “Sull'aeroporto di Firenze la priorità è il suo adeguamento, perchè così com'è adesso non può essere la porta di accesso alla Toscana e a Firenze. Il parco deve essere fatto: serve per abbattere l'inquinamento. Il metodo è quello della partecipazione. Da settembre a novembre consulteremo tutti, dai cittadini, agli operatori, alle associazioni, alle istituzioni. Alla fine prenderemo la decisione migliore". Nessun cenno alla Cittadella.
Il vicesindaco Nardella però si mostra ottimista: “Entro la fine dei giugno – dice - ci eravamo posti con la Regione di definire il quadro. La Regione non ha posto un veto, dando però delle priorità che sono l'aeroporto”. E conclude: “Prima che i Campini saranno completati noi avremo pronto il nuovo piano strutturale che comprenderà anche lo stadio e il parco a tema. Nonostante la situazione sia complessa non siamo mai stati così vicini alla definizione dell’intero assetto dell’area”. (dal Nuovo Corriere di Firenze di oggi)
L’Unione fa la forza, da sempre. Ed è proprio il caso di dirlo, l’Unione Valdera organizza per sabato 24 luglio, ore 18, allo Stadio di Ponsacco, un incontro di calcio benefico tra la Nazionale Italiana Sindaci e la squadra dei giornalisti sportivi dell’Ussi Toscana.
L’iniziativa, voluta fortemente dal Coordinamento allo Sport dell' Unione dei Comuni Valdera che riunisce gli Assessori allo Sport dei 15 Comuni che fanno parte dell’Unione Valdera, nasce da una collaborazione con la Provincia di Pisa e la Fondazione Arpa, ente che opera nel campo dello sviluppo della ricerca clinica e di base specie nel campo dell'oncologia, dei trapianti, dell'elaborazione e dell'applicazione di nuove tecnologie chirurgiche, a cui sarà destinato l'incasso della manifestazione.
“È il primo passo della neonata Unione Valdera - commenta il coordinatore degli assessori della Valdera Fabio Tedeschi, Sindaco di Lajatico -, ‘Valdera sportiva per tutti’ è un insieme di iniziative sportive che abbiamo deciso di inserire nella programmazione del nostro territorio, in cui rientra anche la partita della Nazionale Sindaci contro i giornalisti sportivi dell’Ussi; è l’avvio della programmazione concertata tra 15 Comuni anche dal punto di vista sportivo; in quale settore meglio che nello sport possiamo fare squadra per avere dei buoni risultati?”.
Atteso per il calcio d'inizio, alle ore 18, Andrea Bocelli, già in “zona di casa” per il concerto al Teatro del Silenzio del giorno successivo, fondatore insieme al professor Mosca della Fondazione Arpa.
Molti i Sindaci locali che scenderanno in campo a fronteggiare i giornalisti sportivi toscani; saranno presenti anche l’Assessore provinciale allo sport Salvatore Sanzo, già medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene, Renzo Ulivieri, Presidente Associazione Nazionale Allenatori Calcio, mentre è ancora da confermare la presenza di Igor Protti.
Costo del biglietto d’ingresso 3 euro, bambini ingresso gratuito.
Quello che segue è il testo davvero definitivo (scritto dai membri del Comitato No Tunnel Tav di Firenze) che riassume la sciocchezza, la contraddittorietà e la speculazione di quello che si sta facendo a Firenze e in Italia. Secondo me ogni redazione e ogni telegiornale dovrebbero prenderlo in toto e farci pari pari un servizio o un reportage. Ecco perchè non diventerò mai direttore di un giornale o di una tv... Contrariamente all'effetto che nel lettore può aver suscitato la lettura di alcune recenti dichairazioni, il sindaco di Firenze Matteo Renzi non si è mai espresso contro il progetto dell'Alta Velocità. Renzi non ha mai detto di essere contrario al sottoattraversamento da sette chilometri e da un miliardo e mezzo di euro. Lui stesso, ancora il 6 dicembre 2009, appena
8 mesi fa, riteneva che “il sottoattraversamento consente di liberare binari e offre una grande opportunità per investire sulla riqualificazione delle varie stazioni cittadine”.
Il sindaco esprimeva questo giudizio in una circostanza che non ammette
equivoci: “Come l'Alta Velocità cambierà Firenze e la Toscana”, all'Audiotorium de La Nazione, organizzato dal Gruppo Ferrovie dello Stato Spa. Il cinguettìo pro-tunnel (giacché di questo si parla) era completato, in un delizioso duetto, dall'altro uccello, l'amministratore delegato di Ferrovie Stato Spa, Mauro Moretti. C'erano poi Martini, Barducci e l'assessore provinciale dell'Idv, che non esprime mai un concetto in linea col suo partito a livello nazionale, Giuliano Fedeli.
In effetti, la linea degli amministratori locali, non da ora, ma da sempre è stata del tutto prona e a sostegno dei progetti legati all'Alta Velocità e delle imprese che ne sono le autentiche beneficiarie, vedi il gruppo Impregilo. Nel 2006, da presidente delal provincia, Renzi andò a Roma, da Ferrovie (non c'era Moretti, ma il predecessore Catania), assieme a Martini e Domenici, addirittura, a prendere garanzie perché il tunnel tav di Firenze fosse fatto.
Il 22 marzo 2006 la trimurti locale va da Elio Catania, presidente di Ferrovie Spa, a farsi garantire che “il tunnel dell'alta velocità sarà fatto”. “Abbiamo la certezza della volontà di completare il lavoro previsto e la sicurezza dei tempi e della copertura finanziaria”, diceva Martini, parlando a nome dei tre. “Lo vogliamo anche noi”, ribadiva Catania, come a dire, con quel “anche”, che i tre dovevano proprio averlo stressato perché il tunnel si facesse. Scrivevano poi i giornali fiorentini che Martini, Domenici e Renzi “avevano chiesto questo incontro preoccupati dall'ipotesi di una marcia indietro di governo e Ferrovie riguardo al progetto del tunnel sotterraneo”.
Quindi, Renzi, ora sindaco, è stato sempre non solo a favore, ma grande sostenitore del tunnel sotto Firenze. Non si capisce dunque bene né il senso di certi titoli di giornale “Renzi dichiara guerra all Tav”, né, naturalmente, dei suoi continui rimbrotti contro Ferrovie.
Renzi, e non era un mistero, è a favore del tunnel Tav. Bene ricordarlo.
Semmai, allora, la “guerra” che ha dichiarato a nome addirittura di tutta Firenze (propria tutta no, c'è chi, a questo punto, dopo 10 anni di inascoltate proteste può dire alla città: “mo' accattateve 'o tunnel”) è una guerra agli effetti collaterali dei lavori e al mancato rispetto dei protocolli ambientali, sonori e in generale impattanti dell'opera.
Ora, caro sindaco, ma secondo lei, perché si sono formati i primi gruppi in città, più di 10 anni fa, contrari al sottoattraversamento? Per quali motivi al mondo? Non penserà certo che qualcuno sia contrario al tunnel, se le argomentazioni a favore di esso sono quelle che lei ha sempre elegantemente ascoltato prima da Catania e poi da Moretti? Si metta nei panni di chi abita a Campo di Marte. Si senta dire: “una talpa lunga 200 metri inizierà qui, a 200 metri da casa sua, a scavare sottoterra per la realizzazione di un tunnel lungo 7 chilometri, che fa due curve a novantagradi”. Si senta dire: “il tunnel è sotto il livello della strada di appena 16 metri”. Aggiunga pure: “nel mezzo, tra il tunnel e la superficie, c'è la falda acquifera di Firenze”.
Ci aggiunga pure quanto è accaduto in Mugello. Ci aggiunga che la sentenza riconosce i capi di imputazione, tranne la dolosità nella condotta di Tav Spa e Italferr. Ci aggiunga il pieno riconoscimento, con una pena da 150 milioni di euro, per la gestione truffaldina dello smaltimento dei rifiuti. Capisce perché molte persone ce l'hanno col tunnel Tav non da ora, ma dal 1999? Si metta nei panni di quelli di Idra, del comitato contro il sottoattraversamento, delle frustratissime liste civiche locali, De Zordo e non solo. Si metta nei panni di una sinistra che per 10 anni, proprio su questi temi che lei mostra di aver scoperto da qualche giorno, è stata spazzata via dai media e dal Parlamento perché accusata di vetero-stalinismo. Cosa penseranno tutte queste persone così deluse e profondamente tristi dell'incontro di mercoledì tra lei, Rossi e Moretti?
E, soprattutto, quali margini avrà lei di mettere il bastone tra le ruote di Italferr che, in questa città come dappertutto in Italia, si sta facendo abbondantemente i cavoli propri? Cosa dirà a Moretti, dopo avergli fatto “sì sì bravi bravi” in tutti questi anni?
E che ne è di tutta quella fasulla discussione su dove si fa la stazione Tav, quando erano già diversi mesi che il Comune rilasciava le deroghe possibili e immaginabili per la costruzione della “Statione Alta Velocità nell'area ex-macelli”?
Si preparano 5, 6 anni di totale stravolgimento della vita delle migliaia di residenti a Campo di Marte, a Rifredi, a Castello. E ora coloro che hanno portato la città a questo punto, vorrebbero sfilarsi dalle proprie
responsabilità: uno spreco immane di soldi pubblici per un paio di binari in più. E che ne sarà dell'acqua? Con un ingegnere, l'ingegnere Bocchimuzzo che dirige i lavori, che ci viene a dire che sotto Firenze non scorre acqua, ma è solo terra pregna di umido? E come mai tutti i lavori della Tav seguono i corsi d'acqua? Eh, come mai? Persino il Mugnone? Dove prenderà l'acqua per i lavori, Ferrovie? Dove? Quanti milioni e milioni di litri d'acqua verranno buttati via per lo smaltimento rifiuti, per il cemento, e per scavare? Da dove verranno presi?
Verrà mai chiesto, un giorno, almeno una frazione di tutto questo a Ferrovie? No. Certo che i lavori verranno bloccati, ritardati, ricambiati.
Certo. Perché quelle penali di cui si è ricordata persino la Curia, non sono di “qualche milione”, ma di 500 milioni. A tanto ammontano le penali, in caso di interruzione dei lavori. Bene, troviamo il modo di aggiungerli al miliardo e mezzo già preventivato. Dopotutto, nel Mugello finì così: 10 anni di lavori invece di quattro, 6 miliardi di euro invece di uno e mezzo. I pannelli fonoassorbenti, mettiamoceli alle orecchie per non sentire più certi discorsi.
Viviamo condizionati. Quando avevo facevo atletica (ormai sono passati quasi due lustri) talvolta ci ritrovavamo alle una del pomeriggio al campo nei mesi di luglio e agosto, se dovevamo effettuare delle prove veloci da fare in modo particolarmente brillante. Il corpo e i muscoli sim imbevevano del sole e del caldo, la resa era massimale, e ho ancora addosso la sensazione di quei tuffi di benessere. Naturalmente fra una prova e l’altra (preciso) avevamo anche un po’ d’ombra per recuperare, non andavamo a rischiare l’insolazione! Ora io non dico che tutti debbano avere le mie preferenze e i miei gusti (ci mancherebbe) ma al giorno d’oggi sembra che l’estate la si voglia cancellare dalle stagioni. Parlo dell’aria condizionata che ci pervade in tutti i luoghi. Non fai in tempo a realizzare che davvero dopo tanta attesa è arrivata finalmente questa benedetta estate che già dopo due giorni non c’è posto dove tu vada che non ha l’aria condizionata accesa, magari al massimo. Il freddo ti entra nelle ossa, le vie respiratorie si disseccano. Non è più vita. Sembra davvero che non ci sia più nessuno che si gode “la bella stagione”. Oltretutto con aggravio di inquinamento e costi per la collettività. Ma io dico a tutti voi: se è estate fa caldo ed è naturale che faccia caldo. “Perché privarsi di questa gioia”, come direbbe anche Il Piccolo Principe di Exupery.
Di Admin (del 22/06/2010 @ 14:11:03, in CALCIO, linkato 66 volte)
E’ la prima volta che scrivo su Facebook a una persona che non c’è più. E l’ho fatto anche perché per me questa persona c’è ancora. C’è nell’insegnamento che mi ha dato, indirettamente, senza mai dirmi nulla di diretto perché non avevo con lei rapporti di lavoro concatenati, se non quando io ero in studio in radio e lei era in collegamento telefonico per fare l’opinionista o il filo diretto; raramente la incrociavo di persona. L’insegnamento è che si possono e si devono dire anche cose scomode, non gradite, che possono non piacere. Senza piaggeria, senza calcolo, ma per senso giornalistico e di obiettività lo devi fare. E lo fai anche per affetto verso l’istituzione, verso la società sportiva, l’ente, la persona giuridica a cui sono rivolte: perché lo fai sperando e cercando di contribuire affinchè le cose migliorino, affinchè gli errori non si ripetano, affinchè il mondo e la società, civile e sportiva, sia migliore. Da ieri al mondo mancherà una persona che questo lo faceva. E le persone che lo fanno sono sempre più rare, una specie in estinzione. E senza ci sentiamo tutti più soli. Non se n’è andata una giornalista, ma una giornalista unica. Una di quelle che ce n’è una su cento così. Spero che in nome del suo ricordo da ora in poi questa media si abbassi. Ciao Manuela Righini. Il mondo è più povero senza di te. Ma spero che non perda mai la voglia di arricchirsi di dignità. Io però intanto (confesso) mi sento più solo.
Terza puntata di "Sportissimo, il bello dello sport" in diretta stasera su Toscana Tv a partire dalle 21.con in co-conduzione con Massimiliano Martini.
Stasera sono al PalaMadigan di Montecatini speaker di Italia-Serbia di World League maschile di volley con inizio alle 20. Domenica si replica al MAndela Forum di Firenze con inizio alle 20.30. (Oggi, venerdì, sono anche a Radio Blu, fino alle 18, "pillole" di Pentasport a ogni ora e 15 minuti
Quando hanno saputo che il sindaco Renzi appariva in quel momento in tv a “Porta a Porta” a parlare di mare e di estate circondato da modelle in costume (anche se la trasmissione era stata registrata tre giorni prima, potenza dell'attualità vespiana, ed è andata inn onda "guarda caso" nel giorno dell'approvazione della legge bavaglio) mentre loro lo attendevano per discutere dei propri problemi di sopravvivenza quotidiana, i circa 300 cittadini che l’altra sera si erano ritrovati presso il teatro della Parrocchia dell’Ascensione in via Da Empoli per parlare di sottoattraversamento dell’alta velocità e dei relativi rischi alla salute e danni agli edifici si sono divisi fra indignati e fatalmente rassegnati. Il sindaco infatti aveva da mesi promesso al Comitato ex panificio militare che aveva organizzato l’incontro di essere presente alla serata . Ma non si è visto e in sua vece, a esporre il punto di vista della maggioranza, non c’era nemmeno un assessore: Renzi ha incaricato il consigliere Eros Cruccolini, di Sinistra e libertà. “Il sindaco – si è limitato a dire questi nel suo imbarazzato intervento – promette che metterà in tempi brevi una centralina di controllo e rilevamento nel cortile della scuola Rosai e poi consulterà in tempi brevi un avvocato per verificare quali possono essere le problematiche”. “Fate bene – ha poi aggiunto - ad andare avanti con le cause preventive e con quella alla Corte dei Conti”. E in non pochi hanno urlato dalla platea “allora perché non aderite anche voi politici…?”. Peraltro quasi tutto l’arco costituzionale in Consiglio comunale era presente. Per il Pdl Alberto Locchi e Massimo Sabatini: “Sono contro questo progetto inutile e pericoloso e contro il ministro del mio governo” - ha detto quest’ultimo – comunque qui ci doveva essere il sindaco che non può essere rappresentato da Cruccolini”. Poi ha letto un messaggio del capogruppo Giovanni Galli: “Un anno di comportamento ondivago, poi Renzi è alla fine tornato al punto di partenza: che la stazione Foster si fa dove era prevista” e “nella conferenza dei servizi dello scorso 6 maggio l’unica voce della nostra Amministrazione ha riguardato il dubbio fra il treno navetta e il people-mover per collegare la Foster a Santa Maria Novella”.
Mario Razzanelli dela Lega ha annunciato che la prossima settimana avrà un incontro col viceministro Castelli nel quale tenterà di convincere il Governo a fare marcia indietro. “So – ha aggiunto - di dubbi di Rfi che in una lettera chiede un parere ufficiale dalla Commissione ambiente per la mancanza della Valutazione d’impatto ambientale”. Poi la provocazione: “Se tutto il Pdl lunedì in Consiglio comunale non vota compatto chiederò le dimissioni di Galli, capogruppo, che in campagna elettorale si è schierato contro questo progetto”. Ornella De Zordo di PerUnAltraCittà, seduta accanto a Tommaso Grassi della lista Spini, ha sottolineato come “abbiamo tutti contro in questa battaglia: le Ferrovie, la Regione e il ministro Matteoli, ma ora una parte della città si è sensibilizzata su questo progetto che comunque nasce zoppo per la mancanza della Via”. Rassegnato invece (e contestato) il consigliere regionale dell’Udc, Marco Carraresi: “Io cercherei di limitare i danni assicurandomi che i lavori vengano fatti a norma di legge”. Le notizie sulle cause preventive peraltro non sono buone: hanno aderito per ora un centinaio di proprietari, sulle circa 250 case indicate come ufficialmente a rischio. Tremendo l’aggiornamento sulla scuola Rosai fatto dai rappresentanti del Comitato genitori: “La scuola, ci hanno detto i tecnici, si rovescerà da un lato: per questo hanno cominciate le iniezioni di cemento. In classe è un terremoto continuo, e quando i ragazzi escono si trovano a respirare polveri, perché gli scavi non vengono bagnati, e lo smog dei camion che trasportano la terra. Non si vive più”.
Di Admin (del 01/06/2010 @ 18:20:40, in CALCIO, linkato 78 volte)
Fuori anche Giuseppe Rossi. Con questa mossa il Ct Lippi "taglia" l'ultimo baluardo di fantasia e imprevedibilità per la sua/nostra Nazionale. Affronteremo questo Mondiale con la forza dell'orgoglio dei campioni del Mondo e poco altro. Andiamo al Mondiale come a una gita, in piena transizione. Il quadro è obiettivamente clinico. La nazionale ha un Cittì che "già da dicembre si sa che è in partenza", come ha rivelato in queste ore il presidente Abete. E per di più è stato - fatto questo senza precedenti - già designato il successore (non si sa poi perché, ma forse per non ripetere il tormentone estenuante, ingiusto e deleterio vissuto con Donadoni). In ogni caso facile che se le cose cominciassero a prendere una brutta piega si comincerà a scrivere di quali giocatori rimarranno col nuovo allenatore e quali no. Il quadro è completato da un capitano che non solo lascerà la nazionale ma che non si sa se troverà una squadra per l'anno prossimo. Se poi vogliamo fare il conto dei giocatori che quest'anno per un motivo o per l'altro il campo l'hanno visto poco, prego, non c'è che l'imbarazzo di decidere da quale cominciare, ed ecco la quadratura del cerchio. Ma, tranquilli, con una buona dose di pane e Nutella vinceremo comunque il Mondiale.
C’è un articolo del codice penale che può cambiare il volto della Firenze futura: è il 1171, col quale il cittadino si tutela “dal ragionevole timore di un danno futuro derivato dalla costruzione di una nuova opera, purchè questa non sia ancora terminata”. “I lavori dell’Alta velocità si devono bloccare”, ribadiscono dal comitato che protesta contro il tunnel di 8 chilometri che dovrebbe sottoattraversare Firenze, che sta per varare una duplice azione legale: “Per fermare tutto prima che si verifichino i danni”. L’iniziativa è stata lanciata presso il cinema teatro Faro di via Paoletti, immancabilmente gremito, presenti anche i consiglieri comunali Grassi (Spini) e Sabatini (Pdl).
E’ stato anche presentato il pool di tecnici e avvocati che fronteggeranno legalmente la corazzata Ferrovie dello Stato. Ne fanno parte gli avvocati Giampaolo Chiesi, Giuseppe Bonanno e Alfonso Bonafede. I professori universitari, ingegneri e urbanisti Piziolo, Vannucchi, Crespellani, Perini, Budini Gattai, Ziparo, l’ingegnere ferroviario Vincenzo Abruzzo, il medico Maurizio Romani.
L’azione cautelare preventiva civilistica sarà affiancata da un esposto alla Corte dei Conti. “Se si scava un tunnel di 8 chilometri sotto una città come Firenze – l’assunto - inevitabilmente ci saranno dei danni. E’ prevedibile l’imprevedibilità, nonostante le cautele”. Ci si tutela dai danni agli edifici (“che subiranno tra l’altro in ogni caso un deprezzamento”), alle persone e alla salute, per il trasporto dei materiali inerti (e il relativo innalzamento di polveri sottili) su camion per un periodo minimo di 9 anni (“probabilmente anche il doppio”). “L’azione preventiva - è stato ribadito - va al di là del semplice risarcimento di eventuali danni, ma obbliga il giudice a impedire il proseguimento dell’opera che si sta realizzando. I promotori sono convinti che ci sono già ad oggi gli elementi per bloccare i lavori (mancanza di Valutazione di impatto ambientale, verifiche preventive agli edifici che presentano sostanziali incongruenze, e così via). In subordine, se il giudice invece ordinasse la prosecuzione delle opere, sarebbe comunque obbligato a far rispettare cautele di natura tecnica ulteriori rispetto a quelle dell’Osservatorio ambientale, individuate da consulenti di parte, e di natura economica (fidejussioni a garanzia di futuri danni).
L’esposto alla corte dei Conti invece potrebbe obbligare gli amministratori pubblici a risarcire i danni erariali e portare al sequestro preventivo dell’opera durante lo svolgimento dei lavori. “Il giudice non potrà ignorare che per il (doppio) tunnel si spenderanno un miliardo e 800 milioni di euro (“destinati a salire”) contro i 300 milioni che costerebbe il progetto alternativo dell’attraversamento in superficie”.
Per aderire alla causa i possessori di immobili spenderanno dai 300 ai 500 euro a testa, a seconda della superficie. Si aderisce presso l’avvocato Bonafede (055-2657570, avvocatobonafede@gmail.com) che già in sala ha cominciato a prendere non pochi appuntamenti per i colloqui preventivi presso lo studio in Piazza Indipendenza. C’è tempo un mese, poi gli esposti partiranno. (Carlo Carotenuto, versione originale per Nuovo Corriere di Firenze di oggi)
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