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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Ieri due ore con Sandro Mencucci, amministratore delegato della Fiorentina, e i capi delle tifoserie. Oggi l’incontro con la Commissione cultura del Comune di Firenze. Esito: quasi nullo. I rappresentanti dei tifosi della Fiorentina non garantiscono per il futuro di evitare incidenti e o multe alla società (al momento quest'anno siamo a quota 71mila euro). “Ci impegneremo ma noi non siamo gendarmi - è il messaggio che trapela, - non possiamo perquisire nessuno, non garantiamo per nessuno, non riveleremo mai gli autori di gesti non consoni, fumogeni e petardi allo stadio secondo noi ci devono essere”. La Fiorentina, con l'amministratore delegato Mencucci, commenta così: "È stata una riunione positiva e costruttiva, erano presenti non solo i gruppi più rappresentativi, ma anche quelli più importanti della tifoseria viola. Abbiamo analizzato vari aspetti, primo fra tutti il modo di esternare l'amore da parte dei nostri sostenitori. Da tutti è stato condiviso un elemento fondamentale, ossia la negazione di ogni forma di violenza, sia dentro che fuori dallo stadio. Ci hanno detto che tutto ciò è lontano dalla loro mentalità Per tutti l'obbiettivo è unitario: il bene della Fiorentina. Tutti sanno che l'esternazioni devo essere corrette e moderate. Ogni gruppo al suo interno si darà un codice di autoregolamentazione, dove i più ''grandi'' faranno educazione al tifo ai più giovani. Tutti hanno criticato i fatti successi prima di Fiorentina-Atalanta". Che in "politichese" vuol dire più o meno quanto scritto sopra. Status quo.
Ieri mi chiamano dal giornale per cui scrivo e mi comunicano che la redazione ha deciso che il giornale di oggi esce senza le firme per aderire all'agitazione dei giornalisti. "Ci sono problemi?" Mi viene chiesto, manifestandomi anche un pizzico di solidarietà. Rispondo di no, che tolgano pure la mia firma dal pezzo che è in pagina, ma che non sono disposto a prolungare questa abitudine se vi fossero dei seguiti nei prossimi giorni. Oggi tutti i giornali sono usciti senza le firme. E sembrano i giornali che escono nel giorno di sciopero, quelli forzatamente fatti uscire dagli editori, coortando e blandendo per lo più poligrafici e giornalisti ai primi passi con la minaccia o con la lusinga (di un miglioramento futuro della propria posizione). Questa faccenda della "non firma" non mi piace. Perchè mi sembra che si faccia proprio il gioco degli editori (che nessuno riesce a costringere a sedersi attorno a un tavolo per intavolare una trattativa degna che sblocchi la vertenza in corso in modo inerte da mesi e mesi). Anzi ancora di più che in caso di sciopero. Perchè il giornale esce comunque in edicola, al massimo delle possibilità di espressione di cui dispone (con tutti i giornalisti che ci hanno lavorato, non solo quelli, presumibilmente, più scarsi) e non c'è nessun danno per gli editori stessi. E in un contesto da vero far west come quello attuale (io non riscuoto da prima di quest'estate in almeno tre delle redazioni per le quali collaboro, ma sembra che la cosa sia fisiologica e non ci sono armi per farsi valere) almeno lasciatemi la firma. Lasciatemi l'unica possibilità di gratificazione che mi resta. E non per edonismo, ma per spirito di coscienza professionale: la firma testimonia il concetto "io sono io, ho scritto questo, e di quello che ho scritto mi assumo responsabilità e meriti". E', insomma, un mezzo di garanzia anche per il lettore, come a dire "qui nessuno scrive delle bischerate protetto dall'anonimato". Mentre i giornali che sono usciti oggi (e qualcuno in questa forma anche nei giorni scorsi) lanciano il messaggio: "state comprando solo dei pezzi di carta che potrebbero essere scritti da chiunque, premiando solo gli editori che fanno i loro giri, i loro affari e prendono i loro contributi statali e/o europei, perchè i giornalisti hanno alzato bandiera bianca e sono tutta una melassa". Tra l'altro gli episodi di pezzi scritti in un certo modo, con qualche concetto che, in caso di firma, forse non sarebbe stato scritto, affiorano già, ma li possono cogliere solo occhi attenti e abituati. Ma di tutto questo gli editori se ne fregano. E fanno anche bene, dal loro punto di vista. Non è loro compito, a quanto pare (come già dimostrato), garantire la correttezza, la libertà e l'imparzialità dell'informazione. Ecco perchè dico che questa non è un'agitazione sindacale, è un harakiri. E io non ci sto.
Di Admin (del 29/11/2006 @ 00:50:57, in CALCIO, linkato 349 volte)
Ho visto in tv uno paio di squarci (spippolando col telcomando) della partita di Coppa Italia Brescia-Milan, nella quale i rossoneri in formazione quasi sperimentale hanno chiuso presto la gara andando sul 2-0 (poi il Brescia ha accorciato le distanze, e così è finita). Facendo seguito ai precedenti due pezzi sull'argomento segnalo e riepilogo che alla fine la Rai ha acquistato i diritti della manifestazione per 11 milioni di euro (un altro milione di euro risparmiato rispetto all'ultima richiesta della Lega) e così si è chiusa la trattativa per vendere una scatola vuota. Le partite degli ottavi di finali, infatti, per esigenze televisive, sono addirittura "spalmate" in due settimane. In modo che tutti da casa possano ammirare le squadre... Primavera in campo e gli spalti... vuoti al limite della capienza. Il paradosso dei paradossi, perchè non c'è mai fine all'assurdo, è che a Brescia, in uno spicchio della tribuna praticamente deserta, campeggiava uno striscione che recitava: "Nessuno deve impedirci di sognare, fateci lo stadio". Quello che mi viene in mente è, cominciate a riempire quello che avete!
Ha fatto più rumore di un attentato di Al Qaeda (anche se è bene non scherzare su queste cose, lo dico solo per paradosso) l’autore del lancio della bottiglietta dal settore dove erano sistemati i tifosi fiorentini allo stadio Franchi di Siena che ha colpito uno dei due guardalinee della gara. Eh già perché oggi ne hanno parlato tutti di questo episodio e si sono scomodati dirigenti della società, rappresentanti delle associazioni dei tifosi, politici di ogni schieramento e ovviamente giornalisti. Perché si rischia la squalifica del campo (anche se l’amministratore delegato della società viola ha minimizzato le probabilità che questo avvenga) e si rischia che centinaia e centinaia di persone vengano private del giocattolino per antonomasia con cui distrarsi la domenica. Nulla (o meno) di tutto questo è successo invece in merito agli scontri di Fiorentina-Atalanta della settimana scorsa, quando, si è letto anche, le due tifoserie pare si fossero addirittura tenute in contatto telefonico per scontrarsi fra di loro, cosa che non sarebbe accaduta per l’intervento oculato (e massiccio) delle forze di Polizia (che, lo ricordo tra parentesi, sono pagate con i soldi nostri, dei contribuenti, fiumi di soldi che vanno in vacca ogni domenica). Ma ecco il festival delle parole spese oggi in merito all’episodio. (Mi dilungo ma penso che ne valga la pena). “Il sindaco intervenga a difesa della nostra squadra e della nostra città”, è il rutilante appello proveniente dall’“opposizione” in Consiglio Comunale (le virgolette sono d’uopo in questa città quando l’argomento è la Fiorentina). Nella lettera ufficiale inviata al Sindaco c’è scritto anche: «Non si può indugiare ed attendere che gli "estremisti" del calcio, che non amano né lo sport né la propria città, annullino tutti gli sforzi compiuti per recuperare la credibilità e la dignità della squadra. Dopo essere riusciti a restituire ai tifosi l'orgoglio di vedere la Fiorentina affrontare le competizioni sportive al massimo livello, è indispensabile intervenire per isolare coloro che, operando da teppisti, macchiano l'onore della città che si riconosce nella squadra e indeboliscono l'entusiasmo di tutti coloro che desiderano sinceramente un calcio pulito e privo di violenza. E' giunto il momento di convocare i Club organizzati quali l'Associazione Centro Coordinamento Viola Club, l'ATF e il Collettivo nonché una rappresentanza della Fiorentina, per invitarli a rompere l'omertà e contribuire ad individuare il responsabile del grave gesto compiuto. Solo con un'azione determinata di condanna da parte delle istituzioni appoggiata dalla volontà dei Club di tutelare l'immagine della tifoseria, sarà possibile far passare un messaggio forte diretto a coloro che potrebbero ripetere in futuro atti vandalici in grado di compromettere la squadra e l'immagine della città”. E dagli scranni della maggioranza arriva la concorde risposta del presidente della Commissione cultura: “Condivido pienamente l'appello dei colleghi dell'opposizione” (…) "La Fiorentina e la città di Firenze non meritano questo marchio di violenza, volgarità e intolleranza che deriva dalle azioni scellerate di pochi individui insulsi e disperati". "Da molti anni a Firenze siamo impegnati, squadra, società e istituzioni pubbliche a restituire allo sport e al calcio in particolare i valori sani dell'agonismo, della socialità, dell'educazione delle giovani generazioni. Il modello che dobbiamo difendere con ogni mezzo lecito è quello degli stadi aperti, a misura di famiglia e per questo episodi come quello domenica scorsa a Siena non possono essere più tollerati: il danno oltre che economico è di immagine e di sostanza. L'amministrazione comunale e le autorità di pubblica sicurezza devono prendere al più presto misure per impedire nuovamente fenomeni del genere. Pertanto convocherò in via urgente una audizione dei rappresentanti dei Club organizzati e della società Fiorentina lunedì prossimo in commissione per capire quale è il livello di impegno concreto che ciascuno è disposto a garantire, non solo per individuare i responsabili ma anche per prevenire altra violenza”. E intanto una riunione tra i rappresentati delle organizzazioni del tifo e la dirigenza della società è stata convocata, per mercoledì. Tra i rappresentanti dei tifosi c’è chi ha detto: “E' stato il gesto di un isolato, ma è un problema che si verifica puntualmente... Non è detto che chi fa certi gesti sia un associato, magari è qualche cane sciolto... Io ho sempre detto che in certe trasferte vengono cani e porci, gente che non viene abitudinalmente allo stadio e in trasferta...". “La Fiorentina – ha spiegato l'amministratore delegato della società viola - fa fronte ogni settimana a delle multe e rischia anche delle squalifiche. Questo non è accettabile. Ho convocato per questo tutti i rappresentanti del tifo. Quando io parlo con loro uno a uno nessuno dei capitifosi riconosce che certi episodi provengono dal proprio club, però certe cose succedono sempre... Non è possibile che i clubs non sappiano chi accende i fumogeni... Noi cerchiamo con tutte le nostre forze di prevenire. So però che anche il prefiltraggio è tutt'altro che impermeabile, infatti entrano striscioni vietati e petardi. Non dico si debba far passare la gente sotto il metal detector, è un problema di mentalità... Noi mandiamo la nostra security in trasferta anche per tutelare i nostri tifosi, a Roma abbiamo evitato qualche manganellata e qualche Daspo a qualcuno... Però, care associazioni dei tifosi, per la bottiglietta o la monetina bisogna assumersi le proprie responsabilità, altrimenti che ognuno dica che non ci sta e che vuole fare l'ultras... Io sono sicuro che le persone associate ai club di Tanturli, Pucci e Sartoni non sono quelli che generano problemi, dico però che non sono sicuro che le associazioni non sappiano individuare chi è l'autore di certi gesti... Mercoledì ci
guarderemo in faccia e proveremo a risolvere il problema...”. Non c’è che dire, a volte 33 centilitri d’acqua smuovono più che un corteo sulla finanziaria (per cui la città la scorsa settimana si era bloccata, ma tanto il traffico a Firenze è sempre congestionato...).
Uno a uno nel derby tra Siena e Fiorentina (Antonini e poi Mutu, grazie a uno svarione della difesa bianconera nel primo tempo) con i senesi che si lamentano per il gol del pareggio viola con Toni in fuorigioco e per un fallo in area netto subito dal senese Locatelli, che invece è stato ammonito per simulazione. "La sudditanza psicologica - ha detto a questo proposito il direttore sportivo senese Perinetti - non verrà mai debellata. E noi avremo possibilità mediatiche pari allo zero affinchè venga evidenziata l'ennesima ingiustizia. Ecco perchè il nostro obiettivo resta la salvezza. E cercheremo di conseguirla pur non avendo ancora mai avuto un rigore a favore". Archiviata, così, anche ufficilamente l'era di Moggiopoli anche per il Siena, la Fiorentina consegue, comunque, così, il secondo pareggio su sei confronti a Siena. Secondo pareggio del campionato per la Fiorentina che rischia anche la squalifica del campo per una bottiglietta galeotta che colpisce un guardalinee proveniente dal settore viola. In sintesi: un brodino. Per entrambe.
Di Admin (del 26/11/2006 @ 16:06:17, in PODISMO, linkato 445 volte)
La maratona di Firenze del record di partecipazione annunciato si è dunque chiusa con le parziali delusioni per gli atleti più attesi: Ingargiola “solo” secondo (dietro un nuovo fenomeno, James Kutto, partito per fare la lepre e vincitore in un ottimo 2:08'41", atleta keniano che non aveva mai corso una gara più lunga di 15 chilometri) e Gloria Marconi, vinta dalla sfortuna, dalla pressione del pronostico e da quella di giocare in casa che si è ritirata e ha ceduto a Vincenza Sicari. Ma lo spettacolo c’è stato. Per la fiumana di podisti e soprattutto di pubblico che non ha lasciato scoperta praticamente nessuna zona del percorso (unica parte vuota di spettatori il tratto che costeggiava la stazione di Campo di Marte, dal Ponte al Pino fino a via Lungol’Affrico). Ora per gli organizzatori si aprono dei (piacevoli) dilemmi e problemi di crescita. Visto che le iscrizioni sono state chiuse già due settimane abbondanti prima del giorno della gara a 7500 iscritti. Per la prossima edizione si aprono quindi due strade: o confermare l’arrivo in centro, in piazza Santa Croce, e allora si dovrà di nuovo mettere il numero chiuso (che magari scatterà come minimo un mese prima del giorno della gara) oppure si andrà all’arrivo allo stadio di atletica Luigi Ridolfi (soluzione caldeggiata già nel dopogara dall’assessore allo sport Eugenio Giani), che sarebbe comodo anche per la logistica, anche se si rinuncerebbe all’arrivo suggestivo in pieno centro. Se ne discuterà da oggi in poi. Intanto la diretta Rai (imponente la logistica messa in piedi dalla Tv di Stato) è stata “macchiata” da lunghi intervalli per dare spazio a Italia-Cuba, Mondiali di volley (ma non si poteva mandare i due eventi su due canali diversi?). A Toscana Tv il compito di porre parzialmente rimedio, con due speciali nei prossimi due giovedì, a partire dalle 22.20 all’interno di Atletica e Podismo in Toscana.
Arifacce! Su Repubblica di ieri ancora un'altra pagina su come cambierà la città con la tramvia che sarà (?) completata nel 2010. Venghino siori, a sognare con noi... Un particolare mi ha colpito: in un box che accompagnava l'articolo parla Elisabetta Tesi, attuale presidente dell'Ataf, l'azienda di autolinee fiorentine, che cita uno studio per cui gli autobous pubblici percorrono ogni anno a Firenze circa 23 milioni di chilometri e che quando la tramvia sarà attiva al completo, in tutte e tre le linee che sono state predisposte, "Ataf dovrà comunque percorrere ogni anno almeno 19 milioni di chilometri" oltre alla tramvia. Io nella mia ingenuità credevo che Ataf, a tramvia completata, avrebbe mantenuto invariati (se non aumentati) i numeri di chilometri da percorrere e che la tramvia avrebbe aggiunto un servizio in più alla mobilità fiorentina.
Su La Repubblica Firenze di oggi in prima pagina e a pagina 3 c'è un superservizio sulla tramvia. Il titolo: "Pali minimalisti per la tramvia al Duomo". Il sottotitolo: "Riprenderanno i colori del Battistero. E i fili aerei saranno quasi invisibili". Mega foto ricostruzione al computer con la tramvia che passa dal centro. Bellissimo. Da favola. Sembra realtà. Ma la prima linea della tramvia la vedremo fra circa tre anni, nella migliore delle ipotesi, e quella che passa dal duomo non prima dell'estate del 2010! Io faccio il giornalista per la carta stampata dal 1996 e mi ricordo che in quell'anno, quando mi occupavo della cosiddetta "cronaca bianca" andai a fare una conferenza stampa sulla futura tramvia. L'allora assessore alla mobilità del Comune di Firenze, Cecchi, ci fece vedere una foto. Era la tramvia di Amburgo, già attiva da anni. "A Firenze sarà così", disse Cecchi. Io nel parapiglia, da giovane arrembante quale ero (ma lo spirito non è cambiato...) con una sorta di supercazzola gestuale, presi quella foto e la portai in redazione. Fu pubblicata insieme al mio pezzo. E anche nelle settimane successive fu pubblicata più volte, anche in pezzi firmati da altri colleghi. Poi anche altri giornali (perchè era nato un piccolo caso, anche se è la prima volta che rivelo questo retroscena) si fecero dare quella foto dall'assessore. Mi sembra che a distanza di dieci anni siamo ancora alle foto e alle ricostruzioni. Forse sarebbe meglio fare un passo avanti e non dare in pasto ai lettori illusioni "tappapolemiche". Anche perchè i fiorentini sono tipi orgogliosi e non si fanno prendere troppo in giro. Sempre su Repubblica Firenze di oggi, a pagina 7, il titolo dice: "Alta Velocità, galleria rifatta"; sottotitolo: "Ma l'operario che ha parlato di "errori" è stato licenziato in tronco". L'occhiello dice: "Firenzuola: intervistato da "Le Iene" Giuseppe Antonacci aveva detto che qualcosa non andava nel progetto". Questo a quanto pare è il clima: una volta lo chiamavano regime, ma io non voglio sotoscrivere questo concetto nè fare accostamenti. Chi dice la verità, però, a quanto pare, viene stoppato. E non mi stupisce, dal momento che a me è successa la stessa (e per argomenti apparentemente molto più leggeri come lo sport, la Fiorentina). Tutto quanto soprascritto, tengo a precisare, non si inserisce nella campagna di opinione contraria a Tav e/o tramvia. E' solo per far notare, una volta di più, come noi cittadini siamo vittime della manipolazione dell'informazione, che a quanto pare è più importante delle cose fatte o non fatte. E non è una critica specifica al giornale in oggetto. E' solo un monito, da questo piccolo angolo di libertà, a vigilare. Sempre.
Di Admin (del 22/11/2006 @ 13:16:11, in CALCIO, linkato 316 volte)
Associazione a delinquere.finalizzata alla commissione di delitti di illecita concorrenza con violenza e minacce e violenza privata. Questi i principali capi d'accusa allegati alla notifica di chiusura delle indagini per Moggi junior e senior, Lippi junior e gli altri coinvolti nell'inchiesta sulla Gea portata avanti dai Pm romani Palaia e Palamara. I giornali si stanno ora sbizzarendo giorno dopo giorno a raccontare gli episodi e i racconti dei calciatori davanti ai magistrati e ne sta venendo fuori quel quadro squallido e paramafioso che in effetti era già noto a tutti coloro che in questi anni non si sono mai fermati all'esultanza per una vittoria della propria squadra del cuore ma che hanno voluto capire quello che c'era dietro, e che di fatto era già sotto gli occhi di tutti. In effetti, invece, quello che traspare dalle pagine dei giornali sono toni di meraviglia, come se tante cose che stanno emergendo fossero venute alla luce solo ora. E allora va bene anche così. Per chi non se ne fosse ancora accorto (almeno mediaticamente) si sta aprendo un altro filone di fango e veleno. Solo che adesso, come peraltro avevamo già anticipato anche da queste pagine, c'è di mezzo la giustizia ordinaria (anche se da domani Borrelli avrà accesso alle carte e quindi ci si muoverà anche a livello di giustizia sportiva). E questo è solo l'inizio. Perchè fra poco si concluderanno anche le inchieste (sempre penali) sulle intercettazioni da parte di Narducci e Beatrice, i Pm di Napoli, e altre sparse in altre procure d'Italia. Insomma chi pensava che con le sentenze di scontopoli degli arbitrati (a proposito, venerdì si concluderà con la Reggina) ci si fosse messo alle spalle tutto e si cominciasse a pensare solo al campo, alle moviole e ad altri più o meno stupidi dibattiti, si rassegni. Ricominciamo! Come urlava Pappalardo.
Di Admin (del 21/11/2006 @ 09:33:25, in VOLLEY, linkato 454 volte)
L'Edilesse Cavriago ha presentato il nuovo acquisto Luca Cantagalli, figura storica della pallavolo italiana e mondiale. Lo schiacciatore alla fine della stagione scorsa aveva dato l'addio al volley giocato (Codyeco Santa Croce il suo ultimo club), passando a commentare le partite per Sky. Proprio all'All Star Volley, il popolare "Bazooka" aveva eseguito a sorpresa la sua ultima battuta in Serie A, omaggio della Lega Pallavolo alla sua luminosa carriera. La standing ovation del pubblico di Montichiari gli ha probabilmente ridato il brivido del campo. Perché Cantagalli ha annunciato che tornerà a calcare un mondoflex, per la prima volta nella sua carriera, in Serie A2. "Vorrei solo precisare il motivo che mi ha spinto a scegliere di tornare in campo con Cavriago. Ormai ho detto addio ad un certo tipo di pallavolo professionistica e non è nelle mie i ntenzioni tornare sui miei passi, ma alla chiamata degli amici del mio paese e della società giallo-nera, che conosco bene, non ho potuto dire di no. E' un forte legame affettivo che mi ha convinto a tornare in campo per dare un aiuto all'Edilesse: l'unico modo che conosco per aiutarla è giocare a pallavolo, quello che ho sempre fatto".
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