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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 31/01/2007 @ 08:00:00, in PODISMO, linkato 445 volte)
E' nato da poche settimane e rappresenta uno strumento pratico e utile per i podisti e per chi vuole correre e tenersi in forma, per avere notizie e per conoscere sempre quali sono gli appuntamenti e le corse a disposizione con relative distanze e modalità per iscriversi. Si chiama www.incorsa.it, comodo, facile da consultare e aggiornato. Da visitare. In fondo alla pagina trovate il link.
Di Admin (del 30/01/2007 @ 10:17:17, in CALCIO, linkato 339 volte)
Sulla Gazzetta dello Sport di oggi nella rubrica delle lettere c'è una risposta alle mie considerazioni espresse ieri anche su questo blog sul caso Materazzi-Delvecchio. Si scagiona completamente il nerazzurro. Ho apprezzato la risposta e la citazione ma, senza nulla togliere alla colpevolezza di Delvecchio (che infatti era da me data per acquisita) il comportamento simulatorio di Materazzi, ribadisco, è evidente; secondo me è fuorviante dire che non ha simulato perché aveva il labbro insanguinato e non potevga esserselo morso da solo. Se rivediamo le immagini e anche la fotografia che pubblicata sulla stessa Gazzetta a corollario delle risposte agli interventi dei lettori si vede benissimo Delvecchio che colpisce il mento di Materazzi il quale invece stramazza immediatamente a terra toccandosi la fronte con entrambe le mani come se avesse preso una testata proprio lì. Per questo dire che “per una volta Materazzi non centra niente” mi pare eccessivo. Io insisto soprattutto sul concetto che simili comportamenti non sono un cristallino esempio su un campo sportivo per i ragazzi che, guardando la tv, emulano i grandi campioni, specie alla quale Materazzi ha già dimostrato, tecnicamente, di appartenere. Sarà che all’estero hanno concetti un po’ più ampi di cosa sia il fair-play e la sportività, ma non mi sento di condannare la tesi di Domenech, che aveva detto che "Materazzi deve essere particolarmente debole nella zona del corpo vicino allo sterno perchè come viene colpito lì cade a terra repentinamente".
Di Admin (del 29/01/2007 @ 10:51:32, in CALCIO, linkato 315 volte)
Per la Snai l'Inter è già campione d'Italia. Il principale concessionario di scommesse ha deciso di mettere subito in pagamento le vincite. Da domani si può incassare. Dopo 14 vittorie consecutive e 11 punti di distacco sulla Roma seconda in classifica, l'Inter e' considerata irraggiungibile da SNAI, principale concessionario italiano di scommesse, che ha deciso di mettere subito in pagamento le scommesse giocate sui nerazzurri campioni d'Italia.
A partire da domani, tutti coloro che hanno scommesso sullo scudetto 2007 vinto dalla squadra allenata da Roberto Mancini possono presentarlo presso il Punto SNAI dove lo hanno giocato e incassare subito la vincita.
Le scommesse sull'Inter campione d'Italia sono state aperte nella scorsa estate, non appena nota la composizione definitiva del campionato di serie A 2006/2007: al momento dell'apertura del gioco la quota offerta per i nerazzurri era 1,70, e poi e' progressivamente scesa sino a 1,03.
Da lunedi' 22 gennaio SNAI aveva sospeso le scommesse sulla squadra campione d'Italia, e proprio per questo motivo, coerentemente con la decisione assunta, ha disposto il pagamento anticipato delle scommesse sull'Inter.
Di Admin (del 29/01/2007 @ 08:31:56, in CALCIO, linkato 346 volte)
Ha proprio ragione Bruno Giordano, tecnico del Messina che aveva detto "ormai Materazzi si sente uno sceriffo, e siccome è campione del mondo gli permettono tutto". Ieri sera abbiamo assistito in Tv all'ennesima lezione di diseducazione sportiva. Marco Materazzi durante i primi minuti di Sampdoria-Inter vede il doriano Delvecchio che da terra in area tenta un falletto stupido nei confronti del portiere nerazzurro. Non perde occasione per andare a due centimetri dal giocatore per redarguirlo. Delvecchio si alza in piedi e mentre lo fa, per liberarsi di Materazzi, gli ammolla l'ormai classica testata di zidaniana memoria (ma molto più lieve rispetto a quella del francese) sullo sterno, sfiorandogli forse anche il mento con la testa. Ed ecco il Materazzi show: stramazza a terra toccandosi la fronte, unico punto del suo corpo dove nessuna testata, vista anche l'altezza, sarebbe mai potuta arrivare. Delvecchio è stato espulso e Materazzi ammonito, più o meno proporzionalmente rispetto alle sanzioni che Zidane e Materazzi presero dopo la finale mondiale (3 giornate al primo e 2 giorante di squalifica al secondo per la provocazione "la maglia la devi mettere nel c... di tua sorella" secondo le ultime ricostruzioni). Giusto così. Ma il punto non è nemmeno questo. La scena più scabrosa e inacettabile si è vista in Tv nel dopopartita: su Italia Uno per esempio una pletora di linguelunghe ha incensato Materazzi che era in collegamento in diretta ("non vi pare giusto che io difenda il mio portiere?" continuava a ripetere il difensore nerazzurro). Non uno che abbia stigmatizzato il comportamento simulatorio del nostro, non uno che gli abbia rimproverato che se continua a dare simili esempi ai ragazzini che lo guardano e che poi magari fanno come lui nella loro partite vanno contro le regole dell'etica sportiva, calpestano i valori di lealtà e di correttezza, vanno alla ricerca del risultato con la frode e non con le capacità tecniche. Ma Materazzi è un campione del mondo. Ci ha pure la figura della Coppa tatuata quasi a grandezza naturale sulla coscia. E allora come si fa a contraddirlo. Semplici e umili giornalisti e opinionisti, nani e ballerine (vedi anche il pezzo "Materazzi, esempio epr noi tutti" del 24 luglio scorso) non possono non inchinarsi al faraone che dà loro il pane quotidiano.
Di Admin (del 29/01/2007 @ 08:04:22, in CALCIO, linkato 340 volte)
L'amico Marco Liguori mi segnala questo suo pezzo - di cui pubblico un estratto sul mio blog - uscito oggi su Quotidiano.net. Che si legga con attenzione o a una lettura sommaria ci si rende conto che non siamo sulla strada giusta. Poi i tifosi dell'Inter potranno gioire delle vittorie della squadra, ma aprire gli occhi su quello che c'è dietro non sarebbe male. Ecco perchè, mi viene in mente, il rinnovo del contratto di Mancini può ancora aspettare. "L’Inter ha concluso l’ultima stagione con un profondo rosso di gruppo pari a 181,4 milioni di euro. Per la prima volta, la società nerazzurra ha stilato il bilancio consolidato al 30 giugno 2006, comprendente oltre ai conti della capogruppo Fc Internazionale spa, anche quelli delle controllate al 100% Inter Futura e Inter Brand.
Come si legge nel documento disponibile in Camera di commercio, ciò è una “fotografia” finalizzata “a fornire una adeguata informativa sull’andamento economico e patrimoniale del gruppo”. Nel consolidamento sono state eliminate tutte le transazioni con le controllate, come la cessione dei marchi dall’Inter a Inter Brand, che ha fruttato alla prima una plusvalenza di 158 milioni, ed è stato stornato il loro ammortamento (7,9 milioni).
Con queste operazioni, il risultato finale della capogruppo èin passivo di “soli” 31,1 milioni rispetto ai 118,7 del 2004/05. Il consolidato presenta una serie di dati molto pesanti: il patrimonio netto era negativo per 122,8 milioni (contro +27,4 milioni di Inter spa), l’indebitamento bancario era di oltre 209 milioni (89,1 milioni in Inter spa). La maggior parte dell’indebitamento complessivo del gruppo è riposta in Inter spa, schiacciata dal peso di 424,4 milioni, in aumento del +54,1% rispetto ai 275,3 milioni del 2004/05.
Preoccupante lo squilibrio debiti-crediti pari a oltre 434 milioni , contro la disponibilità liquida di soli 35 milioni. L’indebitamento bancario di Inter spa è diminuito del 34,15% a causa della cessione dei marchi alla Inter Brand, avvenuta il 29 dicembre 2005 “per un corrispettivo di 158 milioni”. Contestualmente “è stata redatta la relativa scrittura di licenza d’uso dei marchi del valore complessivo di 160 milioni” di durata decennale.
Ma ci sono due problemi gravi. “La vendita dei marchi dall’Inter alla controllata Inter Brand – spiega l’avvocato Domenico Latino, specializzato in diritto civile e sportivo – configura l’ipotesi del contratto con se stesso: quindi per la legge è nulla, anche se irrilevante essendo maturata all’interno del gruppo”. In pratica, è come se il marchio fosse passato dalla tasca destra alla sinistra.
“Inoltre, l’Inter al termine del contratto di licenza d’uso – prosegue Latino – perderà il marchio. La società avrà tre alternative per evitarlo: può incorporare la Inter Brand, rinnovare l’accordo o riacquistare il marchio”. Secondo il documento contabile, l’operazione “ha consentito di ottenere da un primario istituto di credito un finanziamento a medio-lungo termine per 120 milioni”.
L’Inter rivela in seguito la banca, specificando che a garanzia del prestito è stato acceso il “pegno, a favore di Banca Antonveneta sul 100% delle quote sociali di Inter Brand”. C’è però da evidenziare che l’azionista di riferimento e presidente della società nerazzurra, Massimo Moratti, è anche consigliere esecutivo di Interbanca, banca d’affari di AbnAmro Antonveneta. Al riguardo potrebbe esserci un conflitto d’interesse per Moratti, che riveste il contemporaneo ruolo di banchiere e cliente.
La società di revisione Kpmg ha rilevato che “sull’Irap accantonata non è stata compresa l’imposta relativa alla plusvalenza di 158 milioni”. L’Inter, avvalendosi di un parere della Lega Calcio, ha ritenuto di non dover anche assoggettare all’Irap i 7,5 milioni di plusvalenze da cessione calciatori, nonostante una risoluzione contraria dell’Agenzia delle Entrate del 2001.
I debiti tributari, ammontati a 19,7 milioni, sono aumentati del 13,3%.Le plusvalenze sono state inserite nei ricavi, mentre nei costi sono state incluse le minusvalenze (848 mila euro), contravvenendo in via di principio al Codice Civile. I giocatori sono un bene: la loro vendita rientra nei proventi straordinari e non ordinari. Infine, l’Inter ha accantonato 111,8 milioni per l’ammortamento per svalutazione calciatori fatta con il “salvacalcio” al 30 giugno 2003: dovrà pagare l’ultima rata per lo stesso importo il 30 giugno prossimo.
Stando al verbale di assemblea che ha approvato il bilancio al 30 giugno scorso, l’Inter è controllata da un patto di sindacato. In esso il socio di maggioranza al 95% è Internazionale Holding (che ha rilevato di recente il pacchetto da Inter Capital, che è stata fusa per incorporazione in Inter spa) controllata da Massimo Moratti: l’altro socio è la panamense Minmet Financing Company della famiglia Giulini. In Internazionale Holding è presente un mistero nerazzurro, riguardante la società lussemburghese Hellas Sport International che ne possiede l’1,74%: il suo rappresentante legale è Jean Hoffmann.
Secondo il Journal Officiel del Granducato l’azionista di maggioranza della Hellas Sport è la Ihf-International holding & financial company con sede a Tortola, nel paradiso fiscale delle Isole Vergini britanniche. Chi ci sia dietro quest’ultima società non è possibile saperlo, protetto dietro il muro di gomma della località caraibica.
L’operazione di cessione dei marchi nerazzurri ha anche un altro risvolto. Nel paragrafo “rapporti con parti correlate” si legge che “la società ha iscritto nei costi per servizi un importo pari a 200mila euro relativo ad una consulenza fornita da un componente del consiglio di amministrazione di Inter Brand”.
L’Inter non specifica su quale oggetto sia stata fornita la consulenza e il nominativo del membro del cda della sua controllata. Misure della Camera di commercio alla mano, nel consiglio di Inter Brand siedono il presidente Angelomario Moratti, figlio di Massimo e vicepresidente dell’Inter, Accursio Scorza, consigliere della società milanese, e Jantra Giulini, membro della omonima famiglia presente nel patto di sindacato: uno di questi tre è il beneficiario della consistente cifra di 200mila euro.
L’importo è pari al 6,70% della voce “consulenze esterne”, pari a complessivi 2,98 milioni. Tra i costi della produzione dell’Inter spa, si segnala un incremento del 20% delle spese per servizi (da 39,2 a 47 milioni). In esse, si segnala il boom di quelle amministrative, passate da 9,1 a 12 milioni. Nonostante i due esercizi in rosso in cui è stato in carica, risultano in rialzo anche i compensi per l’ex amministratore delegato e direttore generale Mauro Gambaro da 450mila a 650mila euro."
La Fiorentina rimonta il Livorno al Franchi dopo essere stata sotto per 1-0 ad opera di Lucarelli (ottavo gol personale contro i viola). Nel secondo tempo Prndelli, tra lo stupore generale, mette dentro Pazzini al posto di Liverani. Ci pensa Toni al 66' a pareggiare e poi serve all'80' un assist perfetto per Jorgensen (13esimo gol per lui in maglia viola) per il 2-1 finale che rimedia una prima parte di gara giocata sottotono, senza troppo mordente. E' la 33esima vittoria di Prandelli sulla panchina viola. La legge del Franchi si ripete, in ogni caso alla squadra manca una meta, una barra. In settimana si è parlato troppo. Di futuro, di scudetto possibile, di soldi che mancano, di introiti derivati dalla nuova legge sui diritti, di primi posti da mantenere, addirittura si è infamato Platini perchè, da neopresidente dell'Uefa, vorrebbe togliere un posto qualificazione in Champion's League, quasi come se fosse una legge fatta contro la Fiorentina. Per fortuna Prandelli e i suoi ragazzi riportano tutto sull'aspetto sportivo. E così si può respirare.
Di Admin (del 25/01/2007 @ 13:05:50, in CALCIO, linkato 337 volte)
L’ultima farsa è di Mediaset. Che si sarebbe fatta due conti e ha considerato che (leggo da Repubblica, ma la notizia è su tutti i giornali) in questo campionato la lotta per lo scudetto non è praticamente mai cominciata, per la Champion’s League sono in corsa squadre senza l’appeal dei grandi club, le partite sono funestate da fischietti che sembrano prendere delle decisioni a caso. Insomma il campionato italiano di calcio non vale più quei 61 milioni e spiccioli di euro l’anno per il quale erano stati acquistati i diritti con contratto triennale prima dello scandalo calciopoli. Ora bisogna dire questo: se vado in un grande magazzino o dal fruttivendolo o dal macellaio e compro una melanzana o una bistecca che poi si rivela meno buona di quello che mi aspettavo dopo averla guardata e scelta non torno dal negoziante per protestare. Inutile dire, come fa Mediaset, che “i tifosi della squadre retrocesse o penalizzate sono il 40% di quelli complessivi”. Per questo Mediaset calcola uno sconto da chiedere alla Lega di Matarrese (proprio lui!!, ironia della sorte) di circa 15mila euro. Ma chi ha deciso di investire in questo mondo che da anni si sa essere marcio lo ha fatto a suo rischio e pericolo. Peraltro Mediaset è emanazione di Milan o viceversa (stesso gruppo, no?) quindi entrambi potevano stare più attenti a quello che facevano. In realtà, come spiega Marco Mensurati su Repubblica, è evidente la strategia di Mediaset, di cercare di ottenere più peso nell’ottica della futura redistribuzione collettiva dei diritti televisivi. Una strategia, però, a cui Totò risponderebbe, “Cca’ nisciuno è fesso!”.
Il nostro lettore Marco Barattistuta interviene così sul post sulle multe prese dalla Fiorentina. "E’ un problema di cultura sportiva che in Italia non esiste .. mi sembra anche strano come la bottiglietta possa essere entrata in campo in quel punto visto che a San Siro le reti sono altissime .. non ti sembra comunque assurdo che quei soldi vengano ridivisi in Lega tra le società? Non sarebbe meglio darli in beneficenza? .. o si teme che poi inizino a tirare bottigliette per favorire le associazioni che ne dovrebbero beneficiare?"
RISPOSTA: Sono d'accordo con te. Aggiungo che un certo tipo di cultura sportiva agli ultras di tutte le squadre pare stia bene così, dato che protestano quando si decide di assegnare anche alle curve i posti a sedere, dato che non accettano di impegnarsi a non accendere fumogeni, petardi o simili come per esempio dopo l'ultimo confronto con Mencucci e con la dirigenza della Fiorentina. Leggo continuamente sulla Gazzetta lettere di tifosi e sportivi italiani che sempre più spesso decidono di comprarsi biglietti aerei low-cost per andare a vedere le partite del calcio inglese, dove ci si diverte, si sta a due metri dal campo senza rete, si sta comodi, si incita solo la propria squadra e non si inveisce contro quella avversaria, poi si esce dallo stadio tranquillamente al fischio finale (con le due tifoserie mischiate) e non solo dopo due ore, scortati come bestie dalle forze dell'ordine. Il problema è che le frange estreme delle tifoserie respingono a priori l'idea che si possa andare allo stadio come al cinema o a teatro, e così facendo tengono in ostaggio anche la maggior parte dei tifosi "civili". Tantomeno è inutile parlare di "famiglie allo stadio". Il resto lo fanno le norme e le leggi italiane che non consentono di punire severamente sul serio chi viene beccato e ritenuto responsabile di atti vandalici (se va in galera ci sta massimo uno o due giorni, il Daspo spesso è una farsa). Così facendo gli stadi si spopolano. Ma ai padroni del vapore non interessa: hanno i diritti televisivi. In Italia però a quanto pare, ripeto, il calcio non è gioia, è tristezza e sfogo delle frustrazioni. Sul discorso di devolvere i proventi delle multe, senza arrivare alla beneficenza (era solo una provocazione nel titolo), sarebbe il minimo distribuirli agli sport minori, o ai settori giovanili e non rimetterli nel calderone delle società che li hanno pagati. Ma mi pare che il nuovo governo del calcio abbia già preso in considerazione la questione e abbia in animo di cambiare questa formula.
Di Admin (del 24/01/2007 @ 00:55:56, in CALCIO, linkato 329 volte)
Totti con l'Inter ci sarà. Una sola giornata di squalifica. Moggi può tacere. Almeno stavolta.
Ammenda di settemila euro per la Fiorentina dopo la gara di San Siro contro l'Inter "per avere suoi sostenitori, nel corso del secondo tempo, lanciato ripetutamente sul terreno di giuoco numerosi oggetti di varia natura (bottigliette, accendini e altro), uno dei quali, al 33° del secondo tempo, colpiva al capo un calciatore avversario, senza conseguenze lesive; entità della sanzione attenuata trattandosi di gara disputata in trasferta; recidiva. Siamo a quota 93.000 dall'inizio dell'anno. Quante cose si possono comprare con 93.000 euro...
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