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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Stasera torno in studio per il Pentasport di Radio Blu (Fm 91,7- 91,9 con possibilità di ascolto anche in real audio via internet, vedi link a fondo pagina) insieme a Fabio Russo. Naturalmente su Violanews.com anche "Il meglio del Pentasport" disponibile tutti i giorni dalle 20.
E’ finita con la vittoria delle ragazze per 6-3 la sfida tra il Gioiello Firenze (serie A del calcio femminile) e i giornalisti fiorentini. Era la terza edizione della sfida dopo che le prime due si erano concluse con la vittoria delle ragazze per 8-3 e per 5-3. Per i giornalisti una prestazione sopra la media, soprattutto nel secondo tempo, con il risultato che forse è un po’ troppo pesante. Nel primo tempo infatti i giornalisti, oltre a cogliere due traverse e sbagliare qualche gol di troppo (Petri per esempio cerca di fare il Messi e superare anche il portiere Leoni che gli sradica la palla buona dai piedi) sono andati subito sotto per 2-0 e poi per 4-0 (svarione difensivo e due gol direttamente su calcio d’angolo tra le prime tre reti subite). Le autrici sono state Francesca Baglieri, Alia Guagni, Serena Patu e ancora Alia Guagni. Prima della fine della frazione il lancio di Carotenuto in verticale a pescare Franceschino Dj che metteva dentro il gol della bandiera.
Nel secondo tempo si è ripreso a giocare su ritmi intensi (da partita maschile). I giornalisti si sono organizzati meglio e sono andati vicino alla clamorosa rimonta anche se hanno subìto il gol del 5-1 di Francesca Baglieri che appoggiava da pochi passi (di fatto è stata un’autorete di Simon che nel secondo tempo ha giocato in difesa). Poi ancora in gol Franceschino; poi sugli sviluppi di un calcio d’angolo Bargellini insaccava il gol del 5-3. Nel finale entrava anche l’assessore allo sport Eugenio Giani (trattenuto a Pistoia da una riunione che si è protratta oltre le previsioni). I giornalisti ormai esausti subiscono il gol del definitivo 6-3 firmato da Alia Guagni.
Per le ragazze comunque è stato un test probante, in mezzo a una preparazione intensa che proseguirà ancora in questa settimana fino all’amichevole di sabato fissata alle ore 17 a San Marcellino contro il Livorno, serie B femminile.
Questa la formazione (iniziale) dei giornalisti: Simon di Radio Studio 54 in porta (nel secondo tempo Andrea Pratellesi di Radio Blu e La Nazione). Cellini dell’Italpress, Nardi di Firenze Sport, Pericoli di Radio Studio 54 e Vinciguerra di Fisport in difesa; Petri di Canale 10 e Radio Blu, Nicoli dell’ufficio stampa della Prefettura, Carotenuto di Radio Blu, Corriere di Firenze e Toscana Tv e David Guetta direttore di Radio Blu a centrocampo; Franco Ligas di Mediaset e Mossani di Freepress in attacco. A partita in corso, preziosissimi, sono entrati Franceschino di Radio Studio 54, Sardelli di Radio Blu, Bargellini di Violanews.com, Cecchini di Firenze Sport. (Sul sito www.fdl71.it, a cui si può accedere anche cliccando in fondo a questa pagina, a testimonianza che l'evento è successo davvero, un servizio fotografico sul match).
Tre denti levati. La prima rete ufficiale che è proprio di Pazzini, da dedicare a chi lo metteva in dubbio. La rete del raddoppio di Mutu, da dedicare a chi gli aveva ripetuto più volte che il leader assoluto era lui dopo la dipartita di Toni. Il suggello capolavoro di Montolivo, da dedicare a chi gli chiedeva se era pronto a fare il leader (e lui aveva risposto da leader, dicendo che il leader lo designa il campo). La Fiorentina batte l'Empoli e batte anche la calura. Oggi le piscine comunali del circondario non registravano il pienone rispetto alle domeniche passate. Chi non era lì era allo stadio, a elemosinare una gocce d'acqua dagli idranti dei Vigili del Fuoco. Che avesse avuto davvero ragione Galliani dicendo che il campionato non poteva ripartire troppo presto? Nel secondo tempo il gol dell'Empoli, a risultato acquisito. Notavo che il 3-1 finale dei viola oggi ha avuto lo stesso andamento della prima uscita stagionale della squadra femminile di calcio di Firenze. Ieri il Gioiello Firenze, nell'amichevole-test di Firenzuola nell'ambito della prima festa del calcio femminle, ha concluso a reti inviolate il primo tempo, poi tre gol in rapida successione e il gol della bandiera della squadra dell'Imolese. Un accostamento blasfemo tra le due discipline? Forse sì, certo provocatorio. Ma solo perchè siamo in Italia. Chiedete alla tv tedesca, per esempio, se si occupa con la stessa dignità del Bayern Monaco di Luca Toni e del Bayern Monaco dove milita la fiorentina Carolina Pini.
I tornelli allora non servivano? Serviva fare le corse per metterli? Serviva minacciare di incriminare i romanisti che avevano fischiato e voltato le spalle all'Olimpico al minuto di silenzio per Raciti? Serviva fermarsi e poi ripartire perchè "ora le condizioni ci sono"? Serviva biasimare Matarrese perchè aveva detto "i morti fanno parte del sistema"? Serviva parlare di "modello inglese"? Serviva che il ministro Melandri con la sua vocina flebile ma decisa promettesse rigore e fermezza, per esempio vietando gli striscioni allo stadio? Serviva tutto questo e anche altro se poi, dopo pochi mesi, e per giunta alla prima di campionato, i tifosi del Milan non possono entrare allo stadio di Genova perchè "c'è il rischio di una vendetta per il morto di dieci anni fa"? E come ha scritto Maurizio Crosetti sulla Repubblica, se siamo fermi ai fatti di dodici anni fa vuol dire che in dodici anni non si è fatto nulla. Logico sillogismo. Lapalissianamente logico. "La logica - disse il tenente Cupido, mio istruttore a Viterbo, al Car, quando ero militare - qui è rimasta fuori del cancello". Anche il cancello dell'Italia è rimasto chiuso e alla frontiera non fa transitare la logica".
Di Admin (del 19/08/2007 @ 17:51:32, in CALCIO, linkato 271 volte)
Cassano che parla come un libro stampato (e bene) alla presentazione della Samp, emanando umili concetti che sembrano frutto di un indottrinamento ben eseguito; Valentino Rossi che dopo lo scandalo della (per ora ancora presunta) superevasione fiscale parla solo attraverso comunicati stampa; ma sopratttutto Materazzi che a “Sorrisi e canzoni” svela che presto uscirà la sua autobiografia nella quale si leggerà (ma chi la comprerà se ormai si sa già tutto?) cosa diavolo disse a Zidane per provocarne la reazione: il francese nella finale mondiale di 13 mesi fa dopo essere stato strattonato disse spavaldamente (e questo si sapeva) “Se vuoi la mia maglia te la do a fine partita”. Pensava di aver fatto una battutina ironica, ad effetto, ma il nostro, continuando ad avanzare a testa alta (la Gazzetta di oggi pubblica addirittura una pagina di sequenza fotografica con tanto di fumetti) rispose, da oggi si sa (in modo molto zotico e senza poetica eleganza o fine fantasia alcuna): “Preferisco la puttana di tua sorella”. Il francese si stupì di tanto ardire, di tanta mancanza di rispetto ed educazione e sportività. Testata! E oggi i giornali pubblicano la foto di sua sorella… Che poi non centra nulla, perché sicuramente il Matrix, orgoglio del calcio italiano, colui che ci ha fatto vincere i Mondiali, si riferiva a una sorella metafisica di Zidane e non credo proprio a lei, l’unica femmina dei cinque fratelli della famiglia Zidane. E giù commenti, editoriali, opinioni su giornali e tv. Stasera ne sentiremo (tante) altre nelle interviste del dopopartita dopo la Supercoppa italiana. In ogni caso sono tre episodi in cui scopriamo una volta di più che i calciatori e gli sportivi in genere hanno imparato alla grande l’arte della comunicazione e del marketing (nel caso di Materazzi non nei confronti di Zidane!) Il suo piano strategico di comunicazione è in funzione da oltre un anno (prima il sito internet, poi il libro con le cento frasi, non giuste, che potrebbe avergli detto) e culminerà con l’uscita del libro, fra qualche mese. Quando Ottavio Bianchi era allenatore della Fiorentina, in un momento tribolatissimo (ancora più dell'usuale) di quella stagione amara per i colori viola, che avrebbe portato alla retrocessione in serie B (e poi al fallimento), in una sala stampa semideserta e informale (eravamo intorno al tecnico, sparsi disordinatamente sulle sedie o addirittura a sedere sui tavoli, come una scolaresca nel quarto d’ora dell’intervallo) il tecnico, che dopo i fasti degli scudetti con Maradona era tornato ad allenare con molto spirito di guadagno e probabilmente poca vera vocazione, mentre fuori pioveva a dirotto e si sentiva lo strepitio della pioggia sulle vetrate del Franchi, (in un raro momento di loquacità spinta) ci spiegava (come un messia ai discepoli) che “il calcio ormai è inesorabilmente cambiato”, che “ormai l’allenatore non deve gestire 22 calciatori, ma 22 piccole e medie imprese”, perché attorno a ognuno dei calciatori ruota una piccola o grande pletora di uomini che gli stanno intorno, dal manager, al fiscalista, all’uomo immagine, all’uomo dello sponsor e così via. Insomma una serie di stelle con i rispettivi satelliti intorno che l'allenatore aveva l'obbligo di armionizzare per far funzionare il sistema solare costituito dalla sua squadra. Problemi da risolvere prima impensabili per un allenatore. Guardavo Bianchi parlare e capii che era in parte non poco sorpreso e spiazzato da quello che aveva trovato rientrando nel calcio. E pensavo che quindi la Fiorentina aveva pochissime speranze di salvarsi sul campo. Lo dissi anche nel collegamento serale a Radio Blu. E da allora tutti i miei resoconti radiofonici del lavoro sul campo della Fiorentina si ammantarono di fatalismo e “pessimismo cosmico”. Mi viene in mente ricordando quell’episodio, che fu la stessa sensazione che provai qualche anno dopo, alla presentazione ufficiale di Zoff, nuovo allenatore della Fiorentina. Feci a lui un paio di domande, per capire se sostanzialmente si rendesse conto che non poteva essere l’uomo che avrebbe salvato la squadra dal baratro delle vendette in cui era finita, proprio lui, oltretutto, che in passato aveva avuto anche qualche problema col “Palazzo” (con il futuro inquilino di Palazzo Chigi, nella fattispecie, colui di cui l’allora presidente di Lega Galliani era il ventriloquo). Mi disse, ho ancora la registrazione, che le mie considerazioni tutto sommato erano giuste, ma che il calcio nel rettangolo di gioco non era cambiato, che le regole erano sempre le stesse, uguali per tutti. Poi arrivarono le quattro (“strane”) sconfitte consecutive e anche lui cominciò a esternare di “cattivi pensieri”. Moggiopoli a quei tempi non era ancora un caso giudiziario ma era lì sotto gli occhi di tutti quelli che non erano miopi.
La Fiorentina, fermo restando che lo stesso Ct dell'Under 21 Casiraghi la elogia dicendo che "è l'unica squadra italiana che adotta la politica dei giovani", poteva essere la culla di alcuni giovani talenti italiani che invece hanno "preferito" andare al'estero. E' successo con De Rossi, è successo, come rivela la Gazzetta dello Sport di oggi, anche con Rolando Bianchi. La rosea scrive: "I giovani lasciano l'Italia per soldi? Non sempre è così. La Gazzetta dello Sport rivela oggi che mercoledì 11 luglio, mentre Rolando Bianchi sta partendo per firmare con il Manchester City telefona la Fiorentina: «Non andare, ti prendiamo noi. Ti diamo 600 mila euro». Il Manchester City offre a Bianchi 1,5 milioni all'anno, 1,8 con i premi. Tre volte tanto. Ma al bergamasco non dispiacerebbe restare in Italia. Pensa che Eriksson ha fatto molto per averlo e non vuole deluderlo, ma l'Italia è l'Italia, quindi risponde: «Mi sta bene. Prima però accordatevi con Foti, deve ottenere il massimo visto che ha creduto in me quando ero in difficoltà». Il club viola offre alla Reggina 10 milioni, 5 in meno del Manchester City. Lillo Foti telefona a Bianchi: «Non possiamo rifiutare l'offerta degli inglesi, mi spiace». Così Rolando lascia il ritiro di Brusson e prende l'aereo. Destinazione: Manchester.". In giro c'era anche Pellè, altro azzurro Under 21, che è andato a gocare in Olanda, nella non certo blasonatizzima Az Alkmaar. Chissà se fra qualche giorno o settimana verrà fuori un retroscena legato ai viola che riguarderà anche lui. Resta il gioco del gatto mordicoda: il tetto agli ingaggi fissato dalla FIorentina 1,5 milioni di euro. Da una parte si dice "era l'ora che qualcuno applicasse fermamente questa politica", dall'altra si dice, lo ha detto e spiegato a chiare lettere anche il ds Corvino, "inutile illudere i tifosi, con questa politica i grandissimi campioni non verranno mai a Firenze". Normale che lo stesso presidente Andrea Della Valle dica con soddisfazione: "siamo più forti dello scorso anno, potremo aspirare dal quarto al sesto posto". Ovvero un (bel) limbo. Non fuori dall'Europa, ma non dichiaratamente in lotta esclusivamente e dichiaratamente per la Champions League (nè tantomeno per lo scudetto...). Per il momento probabilmente va bene così. Firenze in ogni caso basa il suo grande appeal (parlando solo dal punto di vista economico) sul fatto che alla scadenza mensile puntualmente i giocatori riscuotono. Che dovrebbe tra l'altro essere la regola, ma che non è nemmeno poco, per chi conosce un minimo il filibustiero e selvaggio mondo dello sport in Italia. Basterà questo? E fino a quando?
Di Admin (del 04/08/2007 @ 12:33:27, in MOTORI, linkato 389 volte)
Dalla prima pagina della Gazzetta di oggi, "Il rompipallone" di Gene Gnocchi: "Nuovo capitolo della saga Ferrari-McLaren: secondo alcune testimonianze Alonso avrebbe copiato il tema di Massa alla maturità".
C’è chi mi ha guardato in modo strano, chi mi ha telefonato, chi mi ha chiesto, incontrandomi. “Ma ora sei tornato a Radio Blu?”. La cosa va avanti da almeno un mese e mezzo. Prima rispondevo che ero tornato nella redazione sportiva di Radio Blu (dove già ero stato qualche anno fa) ma che avrei proseguito anche la mia collaborazione con Radio Studio 54 per l’appuntamento trisettimanale con Musicalmente Sport. Questi erano i patti (chiari) sia con David Guetta, direttore della redazione sportiva di Radio Blu, sia con Guido Gheri, proprietario di Radio Studio 54. Tra i due c’era una sorta di “accordo di buon vicinato”, di rispetto, non so come definirlo; comunque non sono fatti miei. Poi (non sto a farla lunga su questo punto) questi equilibri si sono modificati. Per me arrivava il momento di una scelta. Decidere di entrare stabilmente a lavorare in una redazione formata da professionisti scelti e guidata puntigliosamente (e con un bacino di ascolto, non dimentichiamolo, molto importante) oppure continuare a collaborare con una radio che mi aveva permesso di esprimere la mia creatività e nella quale avevo messo in piedi un programma che dopo quattro anni di piccoli ritocchi e limature aveva il carattere e il sound che cercavo e che avevo in testa, probabilmente da anni (e con un pubblico di ascoltatori, non dimentichiamolo, stabilmente fidelizzato con molti dei quali si era aperto un vero e proprio dialogo interpersonale). Senza aggiungere (i tanti) altri “pro” e “contro” che avevo dovuto mettere sul piatto della bilancia, ho scelto la serietà professionale, ho scelto di rimettermi in gioco ancora una volta. Mancava l’annuncio ufficiale da parte mia. Troppe persone da avvisare, troppe persone a cui dover spiegare, tra cui anche lo stesso Guido. Che in ogni caso sanno già, perché attraverso l’etere, attraverso i blog, le notizie rimbalzano. Carlo Carotenuto è “in esclusiva” a Radio Blu. Chiuso il rapporto (dal punto di vista professionale) con Radio Studio 54. Mancava il mio annuncio. Che (sebbene nel mio piccolo) comunque capisco che è importante. Ora c’è. E sono a disposizione di chi vuole ulteriori chiarimenti. Non mancheranno, comunque, ulteriori novità. Stiamo lavorando per voi. E dico stiamo (al plurale).
Uno speciale Fiorentina da San Piero a Sieve andrà in onda stasera su Toscana Tv a partire dalle 22.40.
Ci rifugiamo nello sport anche per dimenticare e non pensare ai controsensi e alle incomprensioni della politica. Dall’ambito nazionale a quello locale. Il festino a base di droga e prostitute che ha visto protagonista l’onorevole dell’Udc Mele ha scatenato, tra l’altro, il dibattito su se concedere ai parlamentari l’indennità di congiungimento delle mogli (15mila euro in più al mese) e ha messo in fila i politici a fare test antidroga, dove lo spunto della discussione-divisione è stato se è meglio il prelievo di sangue o l'esame tricologico. In ambito provinciale ho visto di recente in Tv il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi teorizzare, con la sua consueta espressione blandente ferreamente fissa verso la telecamera, i vantaggi degli eterni cantieri sulla Firenze-Pisa-Livorno e delle decine di autovelox di cui ora è disseminata; poi ho ascoltato la sua promessa che a lavori terminati si potrà rialzare riportandolo ai vecchi 120 all’ora (contro i 90 attuali) il limite di velocità su quella strada di grande comunicazione. Me lo sono annotato, attendo di sapere quando questo avverrà, intanto mi sono gustato le ennesime code percorrendola. In ambito ancora più locale, fiorentino per la precisione, ho registrato, senza sussultare perché non trattavasi purtroppo di novità, gli ennesimi articoli di giornale che descrivevano che sulla costruenda linea 1 della tramvia (a me piace scritto con la “m”) da Scandicci al centro, c’erano soltanto 9 operai al lavoro. Ho registrato la presa di posizione dell’assessore Matulli che spiegava che di venerdì, a volte, alcune squadre di operai, di pomeriggio, rientrano alle rispettive sedi, e continuo a pensare che al cittadino poco importa di chi rientra in sede e di chi rimane a lavorare, ma probabilmente pagherebbe perfino una sovrattassa per togliersi di mezzo incolonnamenti e ingorghi eterni, che fa sempre più fatica a comprendere e a giustificare. Soprattutto quando dall’altra parte della città si tagliano, a luglio inoltrato e alle cinque del mattino, gli alberi del viale Morgagni per far posto alla linea 3 (nemmeno alla due) della tramvia, che tra l’altro deve ancora passare anche il vaglio di un referendum popolare già programmato. Buttarsi nello sport? Ci si imbatte in un Tour de France di ciclismo conclusosi con un’esclusione al giorno di corridori “beccati” col sorcio del doping in bocca, maglia gialla compresa, e con un vincitore già implicato in precedenti inchieste che rispecchia il copione già visto e si dichiara "pulito". Oppure in una (troppo) enfatizzata vicenda di spie Ferrari-McLaren per quanto riguarda la formula Uno. Ieri ho intervistato per Radio Blu Beppe Signori, uno dei protagonisti del calcio degli ultimi anni, tra l’altro finalista ai Mondiali di Usa '94 che, in un’intervista che andrà in onda in una puntata del Pentasport in questa settimana, dice tra l’altro: “Non credo che basterà un campionato dove nessuna squadra partirà con punti di penalizzazione nel mondo del calcio. Purtroppo in Italia si è da sempre abituati a fregare il prossimo prima che l’altro freghi noi stessi. Va avanti così da anni. Bisognerebbe riscoprire dei valori e cambiare mentalità. In Inghilterra ce l’hanno fatta, ma occorrono dei decenni”. Il quesito, quindi, si pone in questi termini: ci metterà meno tempo lo sport a darsi una ripulita consistente e a tornare a quei valori di lealtà e correttezza che venivano raccontati ai nostri nonni e padri o faranno prima gli operai a ultimare tramvia forentina, Fi-Pi-Li, terza corsia sulla Firenze-Bologna, Tav, Salerno-Reggio Calabria e così via?
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