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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 20/02/2008 @ 00:02:00, in CALCIO, linkato 308 volte)
Il calcio è strano. Spesso lo specchio della vita. A ogni latitudine. Prendi Liverpool-Inter di Champions League. Il tecnico dell'Inter Mancini era orami considerato, a leggere e sentire, il nuovo genio degli allenatori, più che giustificato ormai il compenso record che Moratti gli elargisce ogni anno. Dall'altra parte il tecnico spagnolo dei "reds", nonostante le Coppe e i trionfi ancora non sbiaditi, è sempre sull'orlo del licenziamento, a leggere i tabloid inglesi, da settimane, anzi da mesi. Succede che l'Inter si ritrova presto in dieci perchè a Materazzi non perdonano più nulla, Mancini tenta la carta eroica ma italicamente spesso funzionante del meglio non prenderle, ne prende due, anche se solo nel finale di partita. Risultato: Benitez osannato su tutti i siti internet inglesi come un'eroe e un genio. Mancini, a sentire le opinioni a caldo in tv, di nuovo un brocco, che non ci ha capito nulla, che non si sa come Moratti possa ancora tenerlo. E' incredibile come la coerenza non sia di casa, da nessuna parte.
La trasferta dei tifosi viola del Nord Italia in Norvegia, raccontata da Marco Baratti (che ringrazio e a cui faccio i complimenti per l'affresco narrativo): un esempio eloquente e tangibile (loro l'hanno piacevolmente sperimentato sulla propria pelle) di come dovrebbe essere vissuto il calcio. L'Italia è lontana. E non per la distanza chilometrica... "Si parte la mattina prestissimo da Linate dopo essere
passati a prelevare Pelluca ... la settimana precedente un
vero macello per una mancata coincidenza tra i due
aeroporti di Oslo e annullo relativo di 4 voli e relative
lievitazione dei prezzi .. si fa tappa a Copenhagen in
Danimarca per poi proseguire verso Trondheim dove si
atterra sulla pista innevata .. all'uscita dall'aereo
freddo nuvole ma c'è il sole .. il tempo di informarsi in
aeroporto e si esce sotto una tormenta di neve fino al bus
che ci porterà in città a velocità folli per le strade
innevate su cui corre... nessun mezzo però scivola .. tutti
dotati di gomme da neve e strade su cui viene distribuito
sale e sabbia .. si arriva in centro .. si passa per caso
davanti all'albergo della squadra ... ci sono alcuni tifosi
che osservano divertiti i movimenti della squadra .. è un
albergo tutto vetri con solo qualche tenda in stile con
tutte le case di questa zona dove la luce è sempre
ricercata e persiane e tapparelle non esistono .. sembra la
casa delle Barbie alla faccia della Privacy ..
si raggiunge l'albergo dove ci attendono per il pranzo
Fulvio degli Alterati Firenze e i coniugi Aridolci di
Bergamo che si sono concessi questi giorni di ferie
lasciando a casa le tre figlie .. dopo un giro scopriamo
che i ristorantini consigliati sono tutti chiusi e aprono
alle 17 ... troppo tardi per la nostra fame ... si va ad un
pub pieno di viola vicino all'albergo .. Salmone gratinato
e una buona birra .. poi un giro per la città di 150000
abitanti .. poco più grossa della mia Novara .. molto
caratteristica con delle belle case che danno sul fiordo ..
i locali sono simpatici e ci guardano incuriositi ..
diversi i gruppi di viola tutti molto carichi ... anche di
alcolici .. si osservano le bellezze nordiche .. tanta
roba...
Arriva la telefonata degli amici di Violagol della
redazione di Fiorentina.it che ci mandano in diretta su
Radio Fiesole per tastare il polso della tifoseria viola in
trasferta ..
Il tempo per una bibita in un baruzzo dove ci si
intrattiene con un tifoso di Amburgo poi si torna
all'albergo per raggiungere in bus lo stadio con gli altri
... giunti sul luogo i paragoni con le assurdità italiane si
sprecano .. entriamo nel campo a fare foto .. anche in
panchina .. nessuno ci dice nulla .. i tifosi locali sono
gioviali e simpatici .. piazziamo lo striscione in campo ..
un salto nei bagni dove troviamo l'acqua calda .. sembra
una scoperta da poco ma solo per chi per non è mai stato
in un bagno di uno stadio italiano .. arriva la squadra ..
nessuna scorta .. i giocatori escono tra le pacche e gli
incitamenti dei tifosi presenti di entrambe le squadre ..
si va dietro la curva locale .. dove noi abbiamo i
prefiltraggi i tifosi locali si godono un concerto rock di
un gruppo attempato che ricava il suo palco su un TIR
apribile .. una birra al bar ricavato dentro la curva
accanto ad un megastore per il merchandising della squadra
locale .. in alto in curva anche un ristorante dove alcuni
tifosi facoltosi mangiano e vedono la partita al caldo ..
al pub siamo al tavolo con i tifosi locali sciarpati in
bianconero .. chi l'avrebbe mai detto ... viola e
bianconeri che bevono insieme parlandosi in inglese in
maniera amichevole .. l'unico blocco è per chi ha un
bicchiere di plastica di birra in mano: non può uscire
dalla zona dei tavoli della birreria .. chissà perchè?
Le cameriere della birreria girano a raccogliere i
bicchieri sotto la neve con su solo una t-shirt maniche
corte .. che coraggio!
Raggiungiamo il settore .. una decina di "Politi" a fare da
servizio insieme a una trentina di steward ... tra noi e il
campo solo una ringhiera alta poco più di un metro ..
Inizia la partita .. si passa in vantaggio .. si canta ..
si soffre al palo dei locali poi l'urlo liberatorio ..
Espugnato anche il nord Europa .. i giocatori stanchi per
il campo pesante e intirizziti per il freddo non disdegnano
di venire sotto la curva viola a gettare le maglie al
centinaio di folli che hanno intrapreso questa trasferta
avventurosa e onerosa .. tutto qua costa moltissimo .. una
birra media €10 .. giusto per farsi un'idea ..
All'uscita nessuno dei tifosi locali che faccia nemmeno una
battuta o ci urli qualcosa .. raggingiamo il solito pub che
sembra essere l'unico ancora aperto alle 11.30 di sera ..
si mangia qualcosa di veloce poi le 3 ore di sonno della
notte precedente e il pensiero di doversi alzare alle 5
alla mattina ci inducono ad andare subito sotto le coperte
... Dopo pochi minuti il sonno ha il sopravvento.
La mattina la sveglia è brutale .. non c'è più l'adrenalina
della partita a sostenerci .. arriva Aristide che ha
prenotato un taxi .. si vola su Oslo per poi trasferirsi in
treno lungo i 162 km che separano i due areoporti .. anche
un cambio di vagone a metà strada .. Bovius lascia la
digitale sul primo treno .. addio al mare di foto scattate
... Pelluca lo infama abbestia .. la sveglia ci permette di
non mancare la giusta fermata in piena campagna ..
scendiamo in ritardo traditi dalla mancanza di banchina ..
nella stazione in mezzo ai campi e alle fattorie c'è solo
il bus che ci porterà all'areoporto che dista solo cinqu
minuti di viaggio .. ritroviamo gli altri che hanno
viaggiato direttamente sull'areoporto giusto e saranno con
noi sul volo ryanair per Bergamo .. giunti nella città i
cui tifosi hanno "un solo sogno nel cuore ovvero comprare
un bel trattore" .. il fido autista dei viaggi in giro per
l'Italia ci ha predisposto un furgone che ci condurrà a
Linate .. sono le 17 di giovedì e per un incidente sulla
tangenziale nord di Milano ci troviamo ad attraversare la
città in ora di punta .. si arriva a casa stravolti .. alle
19 .. a casa c'è da organizzare in un giorno e mezzo la
trasferta di Firenze col Catania .. un allenamento con la
squadra amatori con partitella sabato pomeriggio poi di
nuovo a lavorare per il gruppo Alterto ... finirò di
effettuare gli ultimi cambi titolare sugli abbonamenti in
gestione alle 2 di notte .. alle 6 di nuovo in piedi per
raggiungere Firenze con l'alteratibus .. non si può andare
avanti così ... ma una bella vittoria e la stanchezza col
relativo mal di testa se ne va ..
Tutti a Roma!
Così scrive Claudio Gregori sulla Gazzetta dello Sport di oggi.: “Sono il presidente che ha vinto di più in tutto il mondo. Il secondo è Santiago Bernabeu che ha vinto meno della metà di me”. Lo ha detto a “Porta a Porta” Berlusconi. Senza trovare opposizione nello studio di Vespa. Tutti si sono inchinati al principio di autorità. Del resto avevano appena scoperto che Berlusconi è Superman.
SUPERMAN Il tono era impetuoso e persuasivo e gli ospiti di Vespa non avevano almanacchi da consultare o un sito internet da esplorare. Noi li abbiamo.. Così ci è toccato scoprire che Superman, come Pinocchio, dice le bugie. L’aritmetica non ha un linguaggio ambiguo. Si tratta di numeri. Semplici, evidenti, indiscutibili. Santiago Bernabeu ha vinto 16 scudetti contro 7 di Berlusconi e per sei volte la Copa del Rey contro l’unica Coppa Italia di Berlusconi. Anche nella Coppa Campioni Santiago Bernabeu batte Berlusconi 6 a 5. Solo nella Coppa Intercontinentale Berlusconi si impone per 3 a 1. Quindi, facendo la somma, il confronto finisce 29 a 16. E, in nessun caso, 29 è “meno della metà di 16”. Santiago Bernabeu, però, è rimasto alla presidenza per 35 anni, contro i 22 di Berlusconi. Anche in percentuale, però, batte Berlusconi. Senza contare che per i primi 12 anni Bernabeu non aveva la Coppa dei Campioni di cui fu uno dei fondatori. E che, dopo le sue sei Coppe dei Campioni, solo per due volte – contro le cinque di Berlusconi – ha potuto giocarsi la Coppa Intercontinentale, che si disputò soltanto a partire dal 1960. Ci possiamo anche mettere le 5 Supercoppe Europee e le 5 Supercoppe Italiane (che Santiago Bernabeu mai disputò). E perfino la Mitropa Cup che il Milan vinse nel 1981 e che il Real, mai retrocesso in Segunda Division, non disputò mai. Non c’è niente da fare. Santiago Bernabeu sconfigge sempre Berlusconi senza neppure ricorrere alle due Copa Latina e alle due Pequena Copa del Mundo che pure ha vinto in altri tempi. La verità è che quel nome, Santiago Bernabeu, è stregato per Berlusconi e anche per il Milan. In quello stadio, infatti, il Milan non ha mai vinto in Coppa dei Campioni. Come hanno saputo fare, invece, la Juventus di Sivori, l’Inter di Helenio Herrera, la Roma di Totti. Martedì Berlusconi ha spazzato quel tabù solo a parole. UN BLUFF Certo, altre cifre sono assai più importanti per i cittadini che il computo delle coppe. Quella è stata solo una bugia di calcio. Un bluff di gioco. Berlusconi ha fatto però una piccola offesa a quella dama virtuosa e spesso vilipesa, che si chiama Verità, davanti a due milioni e mezzo di spettatori. Così quell’allegro strafalcione, figlio dell’entusiasmo e dell’autostima, merita la matita rossa. Ma perché Berlusconi lo ha fatto? A noi piace credere che Berlusconi, anche da Vespa, si sia calato nella parte di Superman, come quando si esibisce per la gioie dei suoi splendidi nipotini. Portava la maschera. Aveva l’eleganza dell’illusionista, del prestigiatore. Si sentiva in una realtà virtuale. Dentro una bella fiaba. La sua fiaba.
Di Admin (del 07/02/2008 @ 23:20:00, in CALCIO, linkato 330 volte)
Carlo Mazzone allenava il Bologna nel campionato 2004-2005, che sancì la retrocessione in B dei rossoblu. Un campionato pesantemente viziato dalle vicende di Calciopoli, secondo l'allenatore romano, tornato oggi a Bologna per la presentazione del libro di Giuseppe Gazzoni Frascara. "Mi hanno fatto sentire intercettazioni - ha spiegato Mazzone - che hanno confermato i miei dubbi". Il tecnico si riferisce alla partita Fiorentina-Bologna del 5 dicembre 2004, diretta da De Santis persa dai rossoblu per 1-0. Quell'incontro precedeva il confronto tra Bologna e Juventus. "Nelle intercettazioni - ha detto Mazzone - ci fu la richiesta di ammonire i nostri quattro diffidati per far loro saltare la partita con la Juve. Quello stesso arbitro fu rimproverato perché riuscì ad ammonirne solo tre. Contro la Juventus giocammo con una difesa d'emergenza e perdemmo con un gol su punizione di Nedved, concesso perché due giocatori della Juventus si scontrarono al limite dell'area". (Fonte
repubblica.it)
Finisce con la vittoria del Milan, di misura, il confronto tra la Fiorentina e i rossoneri valevole come “finale anticipata” per un posto in zona Champion’s League. La Fiorentina questa finale l’ha persa, ma non è certo ancora fuori dall’Europa che conta. Alcune considerazioni però a questo punto si impongono. La prima è una semplice curiosità autocelebrativa: la settimana scorsa in radio, mentre riferivo la notizia che arrivava da Milano che il portiere del Milan Dida era in recupero e che con la Fiorentina avrebbe potuto essere presente, avevo considerato che questo avrebbe potuto essere un vantaggio per i viola. Commentando questa notizia alcuni dei miei interlocutori (non chiedetemi chi perché non me lo ricordo) avevano un po’ minimizzato. Ebbene stasera il portiere (di riserva) del Milan Kalac è stato il protagonista assoluto della gara, con almeno tre parate decisive, compresa quella all’ultimo minuto sul colpo di testa di Gamberini che ai commentatori di Sky ha ricordato addirittura quella di Zoff contro il Brasile nel Mundial 82. Detta questa cosa in parte futile (ma che ci serve anche come prima considerazione per leggere la gara) va detto che la differenza tra le due squadre l’ha fatta la diversa caratura tecnica media dei 14 giocatori che sono andati in campo. Superiore di certo quella del Milan che ha sostanzialmente imposto alla partita il suo gioco, fatto di fraseggi di prima intenzione su tutto il campo (fatta eccezione per gli ultimi dieci minuti del primo tempo e della prima mezz’ora della ripresa, fasi nelle quali la Fiorentina ha alzato ossessivamente il ritmo, come chiedeva Prandelli alla vigilia e come ha chiesto ai giocatori anche negli spogliatoi durante l’intervallo). E la differenza, alla fine, l’hanno fatta i colpi tecnici e le giocate dei singoli elementi. Non è un caso che il gol del Milan, che è arrivato sull’immediato rovesciamento di fronte dopo l’erroraccio in fase offensiva di Santana, era il frutto di un autentico colpo di genio di Pato, il talento 18enne pagato 20 milioni di euro. Ma il gol, oltre che da una prodezza individuale del brasiliano, è scaturito anche da una perfetta azione da manuale: verticalizzazione di Pirlo (non uno qualsiasi), cross di prima di Kaka (non un gesto tecnico qualsiasi) e poi la pregevole (come detto) finalizzazione di Pato. E qui veniamo agli aspetti extratecnici. Corvino, diesse viola, l’aveva (ri)spiegato accaloratamente e lungamente venerdì in sala stampa, mentre presentava il nuovo acquisto Da Costa e tracciava un bilancio della campagna acquisti e delle strategie societarie della società. “Il Milan ha un fatturato di 300 milioni di euro, la Fiorentina di 60. Noi dobbiamo stare tassativamente entro un monte ingaggi di 17 milioni di euro netti. Ci siamo dati delle regole per fare calcio con buon senso e senza sprechi. Non possiamo competere dal punto di vista economico con queste grandi squadre. Dobbiamo inventarci in casa il campione del futuro, pescandolo giovane.” Ha anche fatto, Corvino, un’affermazione che poteva sembrare fin troppo provocatoria, se non letta tra le righe: “Se voi giornalisti ritenete che in queste condizioni non si può fare il calcio che sognate, allora andate a seguire altre squadre”. Questa, invece - prendere atto - è la realtà. Che sul campo si sintetizza in un esempio significativo per contrapporre le due squadre che si sono sfidate stasera. Se da una parte il Milan toglieva dal campo nientemeno che Seedorf che usciva dal terreno di gioco senza passare dalla panchina (almeno inizialmente) in aperta contestazione alla scelta di Ancelotti e al suo posto entrava Pato (l’autore del gol) dall’altra parte la Fiorentina ha schierato dall’inizio Jorgensen in posizione di centrale di centrocampo (lui che nasce esterno, di centrocampo e ultimamente anche di difesa) e al momento di sostituirlo Prandelli ha pescato dalla panchina Gobbi. E allora si arriva alle conclusioni. I tifosi viola, almeno per questa stagione, hanno davanti a sé due alternative. O ammainare i propri sogni prendendo atto agnosticamente che la squadra e la società almeno per quest’anno più di tanto non potrà fare in queste condizioni, o raccolgono la sfida di raggiungere il posto tra le migliori quattro squadre italiane lottando con orgoglio (peraltro tipicamente fiorentino) sullo stile di Davide contro Golia, con la fantasia e le invenzioni di Prandelli, ma consapevoli di essere più deboli di quello che si poteva pensare se il risultato col Milan fosse stato favorevole. E per aderire a questa seconda opzione io ci metterei dentro una motivazione in più: la corsa, mi pare evidente, si fa sull’eternamente odiata (in senso sportivo, spero di non essere frainteso) Juve. Perché il Milan mi sembra destinato (mi spiace constatarlo) a completare la rincorsa. La sfida ai bianconeri (non per una singola partita come Firenze è abituata a fare, ma per il resto della stagione) è lanciata. “Chi mi ama mi segua!” forse stanno dicendo metaforicamente Corvino e Prandelli. Ora bisognerà vedere se la città/tifoseria li ama davvero.
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