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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Le ultime intercettazioni telefoniche pubblicate sull'Espresso raccontano, tra l'altro, di dialoghi tra elementi vicini all'opposizione di centrodestra e dirigenti televisivi in cui si evince che in tutti i modi si cerca di far saltare il precedente Governo anche blandendo uomini politici delle forze politiche di centrosinistra al Governo offrendo per le rispettive mogli parti (e quindi compensi, milionari tra l'altro) nei cast di fiction televisive dell'azienda di stato, la Rai, quindi pagati con soldi nostri. Insomma, estremizzando (ma nemmeno troppo) lo scenario (messo in piedi o solo ipotizzato, tutto da verificare) è che il Governo sia caduto (o sarebbe dovuto cadere) a spese (proprio materiali) di noi italiani. Anche di quelli che lo avevano votato. E questo si aggiunge alla considerazione che già avevo fatto che il Governo precedente è stato fatto cadere per partito preso e non necessariamente per fare gli interessi degli italiani. Un po' come Donadoni esonerato dal ruolo di Ct già mesi fa, in ogni caso sempre di soldi nostri si tratta perchè è la Federazione Gioco Calcio che paga l'ingaggio di Lippi, anche in questo caso con soldi nostri, essendo un ente pubblico (e meno male almeno che Donadoni, di sua volontà, ha rinunciato alla buonuscita). Ma questo è un altro discorso. Intanto proprio in questi giorni si sta studiando se dotare il Parlamento di un macchinario (chiamato rilevatore biometrico) del costo di 500mila euro (sempre soldi nostri), che rilevi le impronte digitali dei parlamentari per scongiurare il pericolo che un deputato possa votare (con l'altra mano) anche per il vicino di seggio assente. Evidentemente ce n'è alquanto bisogno (e questo già dovrebbe far riflettere); a maggior ragione se l'onestà della nostra classe politica si misura e si parametra con quanto detto al passaggio precedente.
Di Admin (del 26/06/2008 @ 22:36:36, in CALCIO, linkato 250 volte)
Prprio nel giorno in cui la Federcalcio si è affrettata ad annunciare l'ingaggio di Marcello Lippi sulla panchina dell'Italia, la Spagna ha battuto la Russia, da tutti definita fenomenale, ridicolizzandola, per 3-0 nella semifinale degli Europei di calcio, in una partita dove ha espresso un volume di gioco quasi montematico, asserragliando gli avversari per lughi tratti nella loro area di rigore, con un numero di tiri verso la porta avversaria risultanti numericamente il quadruplo. Ribadisco, noi mandiamo via il Ct dell'Italia Donadoni che contro questa squadra ha mantenuto la porta inviolata per 120 minuti e la cui squadra ha avutro anche le sue brave occasioni per far gol agli iberici, capitolando solo ai rigori. Che amarezza, per dirla con un termine in voga!
Dopo essere stato lo speaker dei Campionati italiani Uisp di atletica leggera di sabato e domenica scorsa a Spoleto, due importanti appuntamenti mi vedranno impegnato come speaker nei prossimi giorni. Giovedì 26 con inizio alle ore 18 al Mandela Forum (diretta su RaiSport Sat), palasport del Campo di Marte a Firenze, sarò lo speaker del match di World League Italia-Russia di volley maschile. Venerdì 25 e sabato 26, invece, allo stadio di atletica Luigi Ridolfi sempre a Firenze, stavolta insieme a Federico Bini, sarò la voce del Top Club Challenge di atletica leggera (anche in questo caso c'è la diretta su RaiSportSat e sabato anche su Rai Tre in chiaro. Questi gli orari delle dirette: Rai Sport più, venerdì 16.45-19; sabato 16.30-18.30; su Rai Tre: sabato, 15.30-17.30).
Ora siamo fuori dall’Europeo. Il titolo della Gazzetta di oggi mi è piaciuto ed è eloquente: “Tutto finito”. Proprio così, tutto finito. E’ finita la boria, l’euforia, ora ci toccherà vedere gli altri giocare, non siamo più dentro la giostra. Torniamo con i piedi per terra. Torniamo alla nostra realtà. Quella di un Paese abborracciato (come nel calcio), un Paese dove nel frattempo ancora una volta si è approfittato del fatto che tutti fossero distratti dall’euforia di una rassegna calcistica per mettere in circolo possibili disegni di legge di tipo personalistico e contrario alla decenza (era già successo con la “salvaladri” nel 94 e anche con l’indulto nel 2000, e in tante altre occasioni). Ora che è tutto finito, mi chiedo, l’Italia tornerà a pensare ai problemi veri del Paese? Gli italiani cominceranno davvero a preoccuparsi di quello che succede quotidianamente sulle loro teste e non a pensare se a maledire Toni che non la butta dentro, o Donadoni che sbaglia le scelte, o a se ci vogliono più milanisti o più romanisti a centrocampo? Ne dubito. L’Italia (squadra) è appena sbarcata alla Malpensa con circa duecento persone ad accoglierla e ad applaudirla. Ieri sera nel dopopartita a Milano ci sono stati scontri tra italiani e spagnoli, in qualche litorale italiano sono state staccate o tagliate dai bagni le bandiere di Francia e Spagna. Tristezze. Come è altrettanto triste che per due rigori sbagliati (peraltro mi sembra calciati discretamente bene, bravo invece il portiere spagnolo Casillas a intuirli) si sia già fatto il funerale al Ct Donadoni che pure un contratto ce l’ha. Ma è poco paraculo con i giornalisti. Come lo era Zoff, uno che non è passato alla storia solo perché al 90’ di una finale europea è stata persa una palla a centrocampo che ha cambiato i destini di quella partita che stava per essere vinta; e invece aveva fatto un ottimo lavoro. La Nazionale italiana che verrà riaffidata a Lippi è l’emblema di questo Paese. Se non altro perché affidata a un allenatore che aveva lasciato l’incarico dopo la vittoria della Coppa del Mondo (e quindi proprio quando sarebbe arrivato il momento sempre difficile per un Ct, gestire un dopomondiale vinto, vedi Bearzot) e che ora tornerebbe nella migliore condizione possibile per un allenatore, quella di non avere niente da perdere. Troppo comodo, troppo facile. Eppure sono mesi che non si parla d’altro sui giornali e si è tirata la volata al viareggino come nemmeno i gregari di Cipollini facevano al Giro. Siamo un piccolo Paese, senza orgoglio. Lo si capisce anche da queste cose.
Si è giocato ieri sera il triangolare "Un calcio per l'ATT" splendidamente organizato dall'ASD Futsal Fiorentina con la partecipazione delle squadre di Violanews, Radio Blu e dei Medici di Careggi. La vittoria è andata a Violanews che nella partita decisiva ha battuto per 2-0 la rappresentativa di Radio Blu dove ero in campo insieme a Giovanni Sardelli, Paolo Biagiotti, Tommaso Loreto, Roberto Vinciguerra e con le guest star Massimo Pieri, consigliere Comunale, "Rildo" il figlio di Amarildo, e Sara Colzi giocatrice della Reggiana di serie A femminile, oltre all'indispensabile portiere che ci hanno prestato i medici. Nel primo confronto la rappresentativa dei Medici e Informatori ha fatto tremare Violanews (1-0) poi è entrato nelle fila di Violanews Mario Faccenda, ex viola, che ha registrato la difesa e la squadra capitanata da Saverio Pestuggia (quasi un capitano non giocatore) ha così vinto per 2-1. Poi siamo scesi in campo noi e abbiamo vinto per 5-0 contro i Medici (sono perfino andato a segno!). Poi come detto la finale. Un gol per tempo subìto, con la classica fase centrale del match nella quale abbiamo tentato il tutto per tutto ma ci siamo scontrati contro una difesa invalicabile prima di subire il gol del definitivo 0-2 nella fase finale del match. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato e hanno voluto fare un'offerta per l'ATT (Associazione Tumori Toscana). Su www.violanews.com le foto delle formazioni delle squadre mentre sul sito della Futsal (www.futsalfiorentina.com), ora ci sono gli highlights della partita.
Di Admin (del 11/06/2008 @ 20:06:25, in CALCIO, linkato 253 volte)
Lascio per ora per strada (ci tornerò sopra presto) il caso Mutu e la tela di Penelope-Fiorentina. Non voglio soffermarmi nemmeno troppo sulla sconfitta della Nazionale contro l’Olanda e soprattutto le feroci critiche a Donadoni che ne sono seguite. Dico però che si conferma nel Dna e nella mentalità degli italiani trovare capri espiatori e individuare un singolo colpevole. Ora tutti professori. Ma c'è qualcuno che aveva lanciato gridi di allarme e può ora dire "io lo sapevo che sarebbe successo?". Eloquente e in controtendenza l’articolo sulla Gazzetta dello Sport di oggi di Arrigo Sacchi Ct dell’Italia vicecampione mondiale nel '94 nel quale si sottolinea, a questo proposito, tra l'altro, il clima di eccessiva tranquillità generale con il quale ci si avvicinava agli Europei. Del resto a Coverciano c’ero anche io quando la maggior parte delle domande ai giocatori e al Ct erano del tenore “se vincete anche gli Europei dopo i Mondiali entrate nella storia, vero?” e i giocatori si affrettavano a rispondere “prima bisogna vincere!”. In ogni caso non ditemi che gli osservatori si aspettavano una brutta Italia e che l’avevano detto prima! Sacchi cita anche Churchill che diceva: “Gli italiani perdono le guerre come fossero partite e giocano le partite come fossero guerre”. Non è cambiato molto da allora. Ho letto e sentito di processi a Donadoni da parte di tutti (Alba Pairetti compresa, e non ce l’ho con lei ma con chi decide di dare spazio al suo pensiero sul tema), mettere in crisi punti fermi che sembravano immobili tipo “non bisognava far giocare Gattuso, perché viene da una stagione lunga e difficile ed è stanco”. Ditemi nella fattispecie se alla vigilia della partita c’era un punto fermo più di Gattuso. Qui voglio solo sottolineare, perchè credo che ne valga di più la pena, il gesto del portoghese ex viola Nuno Gomes. Sia nella prima sfida che in quella che si è appena conclusa con la Repubblica Ceca (lusitani vittoriosi per 3-1 con terza rete frutto di un gesto tecnico di puro altruismo di Ronaldo) Nuno Gomes è stato sostituito dal Ct Scolari (che proprio oggi ha firmato un contratto milionario con il Chelsea) nel corso del secondo tempo. Lui, capitano (già capitano, eppure per Firenze era un mercenario!) non solo non ha fatto una piega ma in entrambi i casi si è tolto la fascia, è andato direttamente da colui che la doveva indossare dopo di lui, Cristiano Ronaldo, gliel’ha apposta con cura sul braccio e poi, dopo gli scambi di saluti e incoraggiamenti con Ronaldo stesso e con il compagno che subentrava è uscito, incitando il resto dei compagni di squadra. Sono questi i gesti da imitare che ci riconciliano col calcio. I processi, invece, acceleriamoli sulle questioni di mafia, delinquenza, eccetera. Non facciamo di una partita una guerra. Come diceva, prendendoci in giro già cinquanta anni fa, Churchill.
Non mi è piaciuta nè nella sostanza, nè nella tempistica, nè nella modalità, la richiesta fatta dal direttore sportivo della Fiorentina Pantaleo Corvino al Ct della Nazionale Under 21 e dell'Olimpica Pierluigi Casiraghi di non convocare Riccardo Montolivo per le Olimpiadi di Pechino. Anche perchè nessuno dei giornalisti presenti durante la presentazione del centrocampista brasiliano Melo aveva ancora posto alcuna domanda al Direttore. Che se n'è uscito così, da solo, con l'auspicio che Casiraghi faccia a meno di Montolivo, che è un giocatore nuovo del gruppo azzurro e che in quel periodo serve alla Fiorentina per i preliminari di Champions League. Corvino, oltre a dare l'impressione di fare indebitamente i conti tecnici in tasca del Commissario tecnico, è andato tra l'altro nella direzione opposta a quanto l'amministratore delegato viola Sandro Mencucci aveva detto (a Radio Blu) qualche settimana fa: che la convocazione in Nazionale (per le Olimpiadi poi...!) è sempre un onore per un calciatore e per la sua società, che è un momento di arrchhimento tecnico e come bagaglio di esperienza per un calciatore di cui beneficia indirettamente anche la propria società e che è in in ogni caso prematuro parlarne ora, dal momento che le convocazioni non sono imminenti. Parole e concetti, questi di Mencucci, che ho condiviso e che condivido in pieno. Stavolta credo che Corvino sia andato proprio fuori tema. Spero che non se ne offenda se lo scrivo.
Qualche giorno fa si è tenuto a Napoli il tanto sbandierato (in campagna elettorale) Consiglio dei Ministri a Napoli. Per l'occasione il presidente del Consiglio e la sua "squadra di governo" hanno trovato le strade di Napoli lungo il tragitto del loro passaggio che erano state sgomberate (dai sacchi dei rifiuti) ed erano linde e pinte come non mai. Insomma anche in questo caso problema risolto di un botto, dopo intervento drastico. Anche se la prima cosa che mi era venuta in mente quando avevo letto la notizia è stata: ma se il premier ha visto strade per l'occasione pulitissime intorno a se come fa a rendersi conto di quello che la città vive ordinariamente e porvi rimedio? Tra parentesi era comparso anche un megastriscione molto poco spontaneo. "Berlusconi santo subito, se risolve il problema della spazzatura". Appunto, se...
Silvio Berlusconi, il proprietario del Milan, ha acquistato un'oasi verde di settecento metri quadri nel cuore della maremma, la tenuta di Montecucco, che, dicono le cronache, "sembra destinata a diventare il prossimo luogo di ritiro del Milan". Si parla di un esborso di 18 milioni di euro , che comprende anche un'azienda che produce vino e olio con tanto di casa colonica al centro e dieci rustici intorno. E questo mentre a Firenze si discute da anni di permessi, concessioni comunali, trattative con le amministrazioni locali affinchè la Fiorentina dei Della Valle si possa dotare del fantomatico centro sportivo.
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