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IL "B L O G" DI CARLO CAROTENUTO

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 BENVENUTI NEL BLOG DI CARLO CAROTENUTO... di Admin
 
 
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 30/08/2008 @ 11:06:06, in Attualità, linkato 204 volte)
"E' impensabile che la Rai rinunci a trasmettere lo sport in chiaro" è una delle frasi di qualche uomo politico non mi ricordo nemmeno più chi, lette in questi giorni non mi ricordo più nemmeno in quale giornale. Impensabile. L'accordo, come volevasi dimostrare per chi ha letto il post precedente, è stato trovato. Proprio così "lo sport in chiaro" ci sarà. Ma il dettaglio, minimo, è che trattasi di calcio e non di sport. L'equivoco però è freudiano. Perchè come scritto qualche giorno fa da Nino Rizzo Nervo su Europa il favore la Rai lo ha fatto al mondo del calcio e non viceversa. "Perchè - dice Rizzo Nervo citando le parole di Sandro Mazzola - togliere il calcio in chiaro agli italiani rischia di far avere sempre meno voglia di questo sport, a detrimento delle stesse società di calcio". Insomma se il calcio guadagna centinaia di milioni dalle pay-tv è perchè è lo sport più popolare e per continuare ad esserlo bisogna che inondi le tv in chiaro di calcio. Senza dare alternative e possibilità agli altri sport. L'accordo trovato ha anche un altro aspetto da tenere presente. Mediaset, che negli ultimi anni aveva speso un'ottantina di milioni di euro per avere un l'esclusiva dei gol del pomeriggio non sapendone che farsene e perdendo ascolti a go-go, ha ottenuto dalla Rai la non esclusiva proprio della fascia serale. Così l'inondazione è completa. Domenica sportiva e Controcampo in contemporanea, a fare a chi urla di più. Gli italiani che cambiano canale, non trovando molto di meglio in giro, continueranno a imbottirsi di calcio senza capire che stanno andando inevitabilmente in overdose, col cervello che sempre più si ottenebra. Tutto come al solito e come previsto.
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Di Admin (del 28/08/2008 @ 11:51:32, in Attualità, linkato 193 volte)
E’ una grande occasione quella che si prospetta a questo Paese. Un’occasione che si è già presentata più volte, che ricorre puntualmente. Per il momento, per l’offerta che si aggira di non molto sopra i 20 milioni di euro e giudicata troppo bassa dalla Lega Calcio (il consorzio che riunisce i presidenti delle società di Serie A e B) i diritti televisivi cosiddetti “in chiaro” (quelli visibili a tutti, senza Pay Tv) non sono stati assegnati. Con tempistica da ultim’ora tutta italiana siamo al momento dei tentativi di emergenza di trovare una soluzione (per dirla con le parole di Zamparini, presidente del Palermo) “all’italiana”. Altrimenti domenica gli italiani non vedranno accendendo la tv né 90° minuto (o cosa per esso), né Controcampo. E troveranno una Domenica Sportiva che (al pari di tutte le altre tv) non potrà far vedere altro che un totale di 4 minuti di immagini sulle partite svoltesi nella giornata. E allora dove sta la grande occasione? Il direttore della testata sportiva della Rai, Massimo De Luca, ha lanciato gridi di battaglia e ha detto a chiare lettere che se la trattativa non si sblocca (ovvero se il mondo del pallone smette di avere un atteggiamento di ingordigia ingiustificata) per quelle che Antonio Dipollina su Repubblica ha definito “le briciole del pallone” (perché il grosso del boccone è già stato venduto ed è coperto dalle tv a pagamento) la Rai cadrà in piedi lo stesso e la Domenica Sportiva “farà vedere quegli sport di cui dispone le immagini”. Così parlò De Luca (e non so quanto ci crede fino in fondo) fresco anche del buon successo di ascolti (il migliore da Atlanta 1996) delle Olimpiadi appena trasmesse. Con una discreto/ottima competenza e qualità (nonostante qualche giovane inviato che è apparso abbastanza “raccomandato” e nonostante l’oscuramento quasi totale di alcune discipline che avremmo voluto vedere (non sempre il solito beach-volley) anche se non erano presenti degli italiani in gara. Sarà la volta buona che la Rai torni a offrire un vero e proprio servizio pubblico di informazione completa e a 360 gradi su tutto lo sport senza la relativa propinazione di moviole e dibattiti urlati che nulla aggiungono alla bellezza indiscussa del calcio? Lo sapremo nelle prossime puntate. Ma temo cha alla fine prevalga la linea demagogica e populista, con la politica che (sempre più timidamente rispetto agli anni scorsi perché ha capito che i tempi sono cambiati) comincia già a spingere perché la Rai offra di più e che alla fine trovi un accordo che favorisca (ovviamente) anche la concorrente Mediaset (concorrente lo potrei mettere anche fra virgolette a maggior ragione dopo le intercettazioni telefoniche di qualche mese fa) che potrà alla fine mandare in onda il suo Controcampo serale avendo nel frattempo risparmiato oltre 75 milioni di euro che aveva sborsato negli ultimi anni per fare un dispetto alla Rai.
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Di Admin (del 26/08/2008 @ 19:25:43, in CALCIO, linkato 195 volte)
«In alcuni casi Calciopoli non è stata storia di pura corruzione, ma di pressioni psicologiche sugli arbitri. Ciò è dovuto alla enorme potenza di alcune squadre che hanno incassato enormi somme dai diritti televisivi che le fa disporre di un enorme capitale da utilizzare per questa influenza. Esse sono principalmente Inter, Milan e Juventus: a queste si aggiungono le squadre di fascia media come Roma, Lazio e Fiorentina». E’ questa la spiegazione fornita dal professore Battista Severgnini, ricercatore alla Humboldt Universitat di Berlino, a “Il pallone in confusione” riguardo allo scandalo più scottante degli ultimi anni del campionato di serie A. Spiegazione che è tra le conclusioni dello studio “The italian job: partite truccate, preoccupazioni per la carriera e concentrazione dei media in Serie A” che sarà presentata domani durante la prima giornata del convegno annuale dell'European Economic Association e della Econometric Society che si terrà presso l'Università Bocconi di Milano. L’indagine è stata condotta da Severgnini assieme al professore Tito Boeri, docente ordinario della Bocconi. Lo studio, basato su modelli matematici, oltre a evidenziare il controllo o la partecipazione dei presidenti del mondo del calcio in giornali e televisioni, elenca 12 partite sospette del campionato 2004/05 (quello revocato alla Juventus e assegnato all’Inter) che non sono sotto osservazione della giustizia sportiva. Secondo i due studiosi esse avrebbero il 100% di probabilità di essere state deviate. Tra esse si segnalano i big match Inter-Lazio 1-1 (9a giornata), Juventus-Lazio 2-1 (14a giornata), Milan-Lazio 2-1 (23° giornata) e Juventus-Inter 0-1 (32a giornata). A ciò si aggiunge un ulteriore elenco di 77 partite dello stesso torneo che avrebbero l’ipotesi di consistenti probabilità di aver subito la stessa sorte. Come avete svolto la vostra indagine? «Abbiamo raccolto tutti i dati a partire dal 1990. Però ci siamo concentrati soprattutto attorno ai campionati di serie A del 2003/04 e 2004/05, ossia quello dello scandalo di Calciopoli e quello successivo». Fino anche al campionato scorso? «No, perché a causa della retrocessione della Juventus mancavano numerose informazioni di tipo matematico da poter inserire nel nostro modello». Su cosa si basa il modello? «C’è un primo stadio in cui abbiamo analizzato le cause della corruzione delle partite. I fattori sono diversi. I primi due elementi sono abbastanza prevedibili. Innanzitutto il tempo: un match può essere corrotto più facilmente verso metà o nel giorno di ritorno del campionato. Secondo elemento è la posizione della squadre. Molto più interessante è l’analisi delle carriere arbitrali. In essa abbiamo trovato che le partite maggiormente coinvolte in Calciopoli sono quelle arbitrate da direttori di gara di media classe che sono presenti da alcuni anni e intendono far carriera. Non ci sono gli internazionali o quelli che per la prima volta si affacciavano in serie A. Questo tipo di arbitro può essere maggiormente sottomesso ai poteri delle società di calcio». Non esisistono nomi di arbitri nello studio? «Assolutamente no. Abbiamo espresso solo giudizi quantitativi e non qualitativi». Nello studio c’è un atto di accusa verso il mondo dei media per le possibili influenze sugli arbitri: è proprio così? «I presidenti delle squadre di calcio molto spesso vanno a braccetto con l’editoria. Basta vedere documenti pubblici, come le intercettazioni, per comprendere che ci sia un innesto di persone che vogliono far modificare il giudizio dei giornalisti. Non vogliamo dire che tutti giornalisti sportivi siano stati coinvolti, però bisogna dire che pochissimi hanno accennato a eventuali episodi di corruzione. Riteniamo che un elemento che abbia molto favorito tutto questo sia la concentrazione del potere mediatico da parte delle società di calcio. Si riferisce anche alla contrattazione dei diritti televisivi? «Proprio così. Anche oggi le grandi squadre percepiscono gran parte della torta: ciò contribuisce ad aumentare la loro forza non solo dal punto di vista competitivo con i campionati dominati solo da esse, risultando estremamente noioso per i tifosi delle piccole società. Per riassumere questo intreccio tra potere mediatico e potere sportivo che falsa non solo l’esito del campionato ma anche l’informazione legata agli avvenimenti sportivi». C’è anche un ruolo del calciomercato in questo sistema? «Il settore degli agenti sportivi italiano è praticamente un oligopolio, per non parlare di un duopolio. Ciò, unito a tutti gli eventi che ho descritto prima, costituiscono il terreno fertile per l’eventuale manomissione dei risultati delle partite». (Tratto da www.margoliguori.blogspot.it)
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Di Admin (del 24/08/2008 @ 16:16:40, in SPORT, linkato 219 volte)
Dopo oltre due ore di cerimonia di chiusura dei Giochi di Pechino e relativo dibattito sui diritti civili più o meno rispettati in Cina, sullo spettacolo da Truman Show offerto dal comitato organizzatore, sui messaggi di fratellanza e di integrazione tra il popolo cinese e il resto del mondo, la Rai manda in una uno slow-slow motion dellle fasi più cruente e spettacolari del confronto di pugilato per la categoria supermassimi tra il nostro Cammarelle di azzurro vestito e il cinese Zhang, in rosso con tanto di bandierina con falce e martello sul petto, un colosso di 2 metri per 96 chili di peso. E' l'ultima medaglia assegnata alle Olimpiadi, Cammarelle vince addirittura per ko. Come ad Atene con Baldini nella maratona l'ultima medaglia dei Giochi è dell'Italia. Vedo le immagini rallentatissime dove traballa spesso la mascella del cinese, che oscilla come un vascello nella tempesta per i colpi che gli piovono addosso e non posso fare a meno di pensare al film Rocky 4, quando Stallone-Balboa combatte col russo ti-spiezzo-in-due. Nel film fumettone-politico nato sul finire della "guerra fredda" dell'era Reagan, Rocky, con i pantaloncini a stelle e strisce, sul ring dopo il combattimento, urla al pubblico sovietico: "Se voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare!". Mentre scrivo ecco in onda l'intervista a Cammarelle che risponde a chi gli chiede se prima del match avesse avuto paura di non vincere l'oro perchè davanti aveva un cinese che poteva essere favorito dalla giuria, dice: "Io ho sconfitto i cinesi e forse un giorno cambieranno anche loro". Sembra tutto un po' tragicomico. Non certo per colpa di Cammarelle. Adrianaaaaa!
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Di Admin (del 23/08/2008 @ 11:30:50, in CANOA, linkato 235 volte)
Che lo sport è emozioni (e poi alla fine dovrebbe essere la cosa che conta di più al di là del risultato, capisco peraltro che sia retorico dirlo) ne abbiamo avuto oggi una prova al quadrato. E Josefa Idem oggi ci ha fatto fare una ricca doccia di emozioni. Seconda come tempo di qualificazione nella finale olimpica del k1 500 metri, l’azzurra cerca di partire meglio che può, e parte bene, anche se non davanti, è leggermente attardata rispetto ad almeno quattro imbarcazioni. Poi l’allungo, la sua canoa che fila liscia sull’acqua, le pagaiate alzano solo pochi spruzzi dietro di se. Nessun gesto muscolare che non sia utile ad avanzare sull’acqua che sembra un olio azzurro. La canoa dell’ungherese che è davanti invece oscilla un po’ troppo su se stessa, Josefa passa davanti dopo metà gara, allunga, incrementa il vantaggio. Alla sua sinistra le tiene testa l’ucraina, alla sua destra Ungheria e Germania. Federico Calcagno in telecronaca comincia a urlare il suo nome, ma poi comincia a urlare anche il nome dell’ucraina che rimonta, rimonta, affianca Josefa e minaccia di toglierle un oro che in questo momento ci sembra sacrosanto e straordinario. Arrivano le canoe sul traguardo. A tutti noi ci si spegne un urlo in gola. Anche a Calcagno. Fotofinish. Le barche sembrano arrivate praticamente insieme anche dal replay. I primi sussurri del collega a “bordocampo” ci dicono Ucraina. Anche Calcagno comincia a sancire un verdetto che sembra lì per lì terribile. Nessuno in acqua si affretta a esultare. L’ucraina si guarda intorno con aria interrogativa e seria. Si fa un misurato e rispettoso segno della croce e non esulta smanacciando come un’ossessa come ci saremmo anche potuti aspettare quando sembra che abbia davvero vinto lei. Apprezziamo questo spirito “olimpico”. Noi intanto siamo gelati. Abbiamo perso. Ma l’inquadratura va su Josefa, che sorride, ora sorride, abbraccia i suoi figli che le sono corsi incontro festanti guardandoli come solo una mamma sa fare. La felicità cede spazio alla commozione. Si allarga il cuore e il sorriso anche a chi sta alla tv. Che cavolo, alla sua settima partecipazione olimpica ha vinto un’altra medaglia, la quarta consecutiva: un grande argento! Le emozioni e i contrasti proseguono ancora, pochi istanti dopo. Quando la Idem viene intervistata. “Ho perso per soli 4 centesimi? Cavolo, allora un po’ mi dispiace!” Mentre parla al microfono si scambia abbracci e complimenti con la tedesca che ha chiuso alle sue spalle e che sorride a sua volta. Anche questo è molto bello. Apre il cuore. “Ho fatto un grande percorso – dice lei – di meglio non si poteva fare”. Lo sport è proprio questo. Grazie Josefa. E non tanto per la medaglia.
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Di Admin (del 11/08/2008 @ 19:37:05, in CALCIO DONNE, linkato 181 volte)
Il televideo alla pagina del calcio donne è fermo a "La Torres vince la Womens Cup"; sul sito della Divisione nemmeno una riga sul successo dell’Italia Under 19. I giornali nazionali dopo essere stati costretti a dare, anche con bella evidenza, la notizia ora hanno altro di cui occuparsi. A sentire le dichiarazioni di alcune delle protagoniste della vittoria di Tours si percepisce la sensazione che invece che un successo che serva a lanciare definitivamente il movimento del calcio donne in Italia la vittoria dell’Europeo abbia creato un certo “scompiglio” nella Federazione Gioco Calcio. Già, perché anche l’Italia maschile Under 19 si è arresa in finale della rassegna continentale e così dovrebbero essere proprio le ragazze di Corradini ad avere l’onore e l’onere di portare in alto il nome del calcio italiano. E questo crea sicuramente un certo imbarazzo in Federazione. Come Cenerentola che solitamente fa le pulizie ed è sottoposta alle angherie delle sorelle che è più bella e “acchiappa” di più di loro. Insopportabile. Meglio buttare via la scarpina di cristallo. Del resto dobbiamo renderci conto (ed è una conferma una volta di più) che questo è un Paese calciocratico. Governato dal calcio. Non a caso storicamente durante le grandi rassegne calcistiche internazionali, che siano Mondiali o Europei, i Governi di turno ne hanno sempre approfittato per far passare in Parlamento le leggi più scabrose e più lobbystiche. Gli italiani “devono” pensare alla rivalità tra Inter e Milan, tra Juventus e Inter, tra Milan e Roma e così via. Così quando il lunedì mattina si incontrano fra loro nelle metropolitane o sui mezzi pubblici che non funzionano o sui luoghi di lavoro si sfottono a vicenda come i polli di Renzo invece che notare che il traffico è paralizzato, che il Governo fa gli interessi di pochi o della mafia (sto parlando in genere, tanto per fare esempi astratti) e così per tutti gli altri problemi esistenti. Ecco perché non è accettabile che il calcio femminile (così come anche i cosiddetti “altri sport”) prenda piede e sia trattato con la dignità che merita. Non sia mai che l’italiano si accorga che esiste anche un altro tipo di calcio, che “apra un po’ la mente”, che esiste anche altro intorno alla propria esistenza che non i problemi di Ancelotti, di Mourino e così via. E’ questa una premessa volutamente estrema e provocatoria di cui però bisogna tenere conto per cercare nuovi e indispensabili spazi di visibilità e di crescita. La speranza è l’avvento di Giancarlo Padovan alla guida della Divisione? E sia. Le sue idee in questo primo scorcio di campagna elettorale vanno in questa direzione: sinergia con il mondo dei media e convenzioni per crescere ulteriormente dal punto di vista economico. Poi però occorrerà un ingrediente ancora più importante. La volontà da parte delle singole società di crescere. A 360 gradi. E di cambiare mentalità. Negli ultimi anni ho seguito il calcio femminile prima da semplice giornalista per radio, televisioni e giornali locali (fedele alla mia filosofia ed etica professionale che vuole, sul modello di quello che avviene in tutte le principali nazioni europee, che tutti gli sport hanno pari dignità e che il parametro per interessarsi di questa o quell’altra disciplina sia solo la serie e la categoria di militanza e che non ci sono discipline a prescindere più importanti di altre), poi anche più dall’interno, come responsabile di un ufficio stampa (esperienza che si è ormai conclusa) e mi sono fatto la precisa idea che in genere (e con le dovute eccezioni) la filosofia che impera nella maggior parte delle società è quella di curarsi il proprio orticello, in maniera prevalentemente “familiare”. Insomma, vuoi per razionale calcolo, vuoi per mancanza di capacità organizzativa (spesso con la scusa che i fondi economici sono limitati), vuoi perché vige la filosofia del “decide chi porta i soldi in società” la tendenza è quella di affidare le strutture societarie a poche o pochissime persone (talvolta troviamo anche un presidente factotum). Poi magari si spiega alla “dirigenza” in riunioni affollatissime “quello che ha deciso il Consiglio” (decisioni già prese, che gli altri, spesso genitori un po’ più attivi di alcune ragazze, devono solo ratificare e accettare così come sono). Dotarsi di una struttura dove a ognuno è delegato un compito? Impossibile. Il famoso “Consiglio” deve avere voce in capitolo su tutto, ha il diritto e il dovere di interferire su qualsiasi aspetto o questione, anche quelle che dovrebbero spettare per competenza ad altri. E questo lo si può fare a maggior ragione perché è lo stesso movimento tutto del calcio femminile ad avere scarsa visibilità. A navigare nell’ombra. Appunto, nell’ombra gli occhi esterni vedono poco. Un esempio banale? Se Corvino prova a vendere Mutu senza l’avallo dell’allenatore Prandelli se ne occupano i network nazionali; se a una ragazza di una squadra di serie A viene detto di trovarsi un’altra squadra dopo che le era già stata promessa la riconferma chi lo viene a sapere? Le atlete sono alla mercè delle dirigenze. O bere o affogare. Molte società (e non parlo di quelle organizzate) a volte magari (parlo sempre in genere e senza riferimenti a realtà specifiche) si dotano di un ufficio stampa che “butti fuori” le “veline” partorite dalla dirigenza: qualche giornale compiacente (una cena a un caporedattore costa poco ed è anche fatturabile) le pubblica, senza chiedersi e senza verificare niente (talvolta anche i nomi sbagliati nel comunicato stampa vanno pari pari sbagliati sul giornale). E la verità è sempre sommersa. Lì per lì si è contenti, si fa contento lo sponsor che vede il suo nome sul giornale, ma intanto il movimento non cresce. Perché non c’è un vero coinvolgimento dell’ambiente, media compresi. Fino a quando questi ed altri comportamenti staranno bene ai dirigenti che dovranno governare il calcio femminile per il prossimo quadriennio? Lo vogliamo fare il salto di qualità? Bisogna però avere tutti il coraggio di cambiare mentalità. Bisogna che siano accesi i riflettori sul calcio femminile. Spero che le cose cambino. Intanto vedo che in serie A e A2 sempre più squadre “puntano sulle giovani” (che spesso è un modo più elegante per dire “non abbiamo o non vogliamo tirare più fuori i soldi per le giocatrici più brave” e magari più di personalità, quelle che hanno da dire la loro su comportamenti sbagliati o scorretti delle società o, talvolta, sulle negligenze e omissioni economiche); vedo anche che in serie B si farà addirittura un girone in meno perché tante squadre hanno rinunciato, e ripescarne altre dalla serie C sarebbe stato effettivamente e francamente ridicolo. Parlando una volta con il direttore di un giornale nazionale per spiegargli l’importanza di una notizia che volevo convincerlo a pubblicare mi rispose: “Carlo, il calcio femminile è un mondino, lascia perdere, non mi interessa”. Una risposta che mi amareggiò molto. Per un paio di anni non sono riuscito a farmene una ragione e mi sono interrogato sui motivi di quella risposta. Ora credo di averli trovati. Ma spero che nessuno in futuro si senta più in diritto di darla. Spero che ci sia una presa di coscienza collettiva, che il movimento, sfruttando magari l’Eurosuccesso, prenda coscienza dei limiti attuali e faccia uno scatto d’orgoglio. Sono un utopista? Se lo sono credo però di essere in numerosa compagnia.
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Di Admin (del 04/08/2008 @ 00:07:22, in Attualità, linkato 206 volte)
Hanno cominciato assurdamente molto presto i tifosi calcistici a far capire subito che, in clima di Olimpiadi e di fratellanza mondiale fra tutti gli sport e gli sportivi (leggiamo molto in questo periodo su questi argomenti), il calcio rimane anomalo e diverso; un mondo a sè stante. Eloquenti le poche righe tratte dal sito della Gazzetta. "NORCIA (Pg), 3 agosto 2008 - Sospesa l'amichevole tra Siena e Cosenza di questo pomeriggio, per un'aggressione dei sostenitori calabresi nei confronti dei toscani. Prima del fischio di inizio una quarantina di tifosi del Cosenza sono arrivati con aste, cinture, oggetti di fortuna e sassi trovati sul posto. Ma anche con bombolette spray urticanti, testimonianza di premeditazione. Noto l'astio tra le due tifoserie, il precedente cinque anni fa: nella stagione 2002-03 (l'anno in cui i toscani centrarono la promozione in serie A e i cosentini retrocessero), durante un fronteggiamento a Siena, i tifosi bianconeri rubarono uno striscione ai cosentini. FILMATI - Il bilancio è di diversi feriti. Grave il senese P.C., con una ferita alla testa e fratture al setto nasale. Lussazione alla spalla per un cineoperatore romano, F.N., 36 anni. Sei i fermi, ma prosegue, da parte della questura di Norcia, l'analisi dei filmati realizzati per l'individuazione dei responsabili. Le due squadre sono state concordi nel sospendere l'incontro e anche l'arbitro dell'incontro Valeri ha dichiarato di non volersi prendere la responsabilità di dirigere l'amichevole. (fonte gazzetta.it)."
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Di Admin (del 01/08/2008 @ 11:16:41, in ATTUALITA', linkato 250 volte)
Su www.calciodonne.it Walter Pettinati ha pubblicato un mio pezzo con alcune considerazioni su quello che è cambiato nel femminile dopo la vittoria dell'Italia nell'Europeo Under 19 donne: niente. Appassionati (e non) possono fare un salto lì per leggerlo. Credo che sia interessante. P.S. Pubblicherò il pezzo su questo blog solo fara alcuni giorni.
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Che fare di calciopoli? E’ stata voltata pagina?

 Sì, ora è tutto alle spalle e si va verso un campionato regolare e interessante
 No, la magistratura sta ancora indagando e deve scoperchiare altri verminai





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