|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Una Fiorentina davvero… da zona Uefa. Come ieri del resto aveva detto provocatoriamente Prandelli in sala stampa. Ebbene sì, le due squadre viste stasera al Franchi non sono sembrate affatto due squadre in lotta per un posto tra le prime quattro. Del resto l’allenatore del Napoli Reja e il direttore generale azzurro Marino hanno ribadito anche oggi stesso prima e dopo la partita che la squadra partenopea non ha mai dichiarato né pensato che l’obiettivo fosse arrivare così in alto. La Fiorentina, invece, ieri ha tentato la fuga all’indietro, a sentire il suo tecnico: ha tentato di defilarsi e di rientrare nella pancia del plotone e rinunciare alla fuga al vento (per fare un paragone ciclistico). E ha fatto peraltro anche una partita da squadra senza ambizioni. Un primo tempo caratterizzato da uno sterile possesso palla con il Napoli per gran parte del tempo di gioco schierato dietro la linea della palla. La Fiorentina ha sbagliato tutto il possibile nei cross (o bassi o fuori misura) e non ha mai fatto un solo tiro nello specchio della porta (incrementando la leadership della classifica dei tiri fuori), nonostante il Napoli abbia giocato per circa venticinque minuti con un portiere che aveva una coscia in disordine e che non si sarebbe potuto tuffare sulla sua sinistra (come ha rivelato a fine partita lo stesso Marino). Poi nel secondo tempo Prandelli tenta la carta Bonazzoli (per la prima volta con un tempo intero da giocare dopo due spezzoni di partita da 18 minuti ciascuno) ad affiancare Gilardino (in luogo di un impreciso Jovetic) per una coppia d’attacco che (i rimpianti si sprecavano) non si era mai completata con Pazzini, che pure forse l’avrebbe voluta provare. Ma la fortuna ha voluto che, pronti via, appena iniziata la ripresa, per uno svarione della difesa del Napoli la palla sia capitata a Santana che ha messo dentro il gol del vantaggio. Sembrava fatta, ma un minuto dopo la più grossa papera di Frey da quando è in viola riportava il Napoli in parità. Buono che nel finale Montolivo si inventava dal nulla una rete complice il 18enne portiere azzurro Sepe (il quarto portiere della rosa del Napoli) che battezzava amaramente il suo debutto facendosi passare la palla sotto la pancia. Il risultato positivo, va detto, ha mitigato e ha annacquato molte polemiche pronte a scoppiare in casa viola, perché stavolta non c’erano scusanti arbitrali da mettere avanti (come col Lecce). Anzi Rizzoli di Modena si è dimostrato un arbitro dal grande futuro: ha mimato spiegando in modo eloquente a giocatori e pubblico quasi tutte le sue decisioni. E ha convinto tutti, nonostante le bordate di fischi che hanno subissato la terna prima della partita, con gli spalti contrappuntati da striscioni tra cui: “Saccani – Rosetti, 1 cervello, 2 fischietti”, “Rosetti e Saccani, il rigore te lo dà domani”, “Prima c’era Moggi, ora come si chiama?” e, il più bello secondo me,: “Il wrestling è più realistico”. La conclusione della serata è stata appannaggio dei fratelli Della Valle. Prima Diego, che a Tommaso Loreto di Radio Blu che si era preso la consueta razione di freddo per aspettarlo e incontrarlo riusciva addirittura a dire una frase di ben undici secondi: “Risultato importante. Bene l’arbitro”. Andrea invece si faceva trascinare in una reiterata polemica su Sky con Mario Sconcerti, che lo ha stuzzicato a lungo, forse soprattutto per togliergli la gioia di fare una semplice e rilassante passerella per dire (trasversalmente) a Collina che stavolta l’arbitro era quello giusto.
Dal Corriere di Firenze di oggi. FIRENZE - “Siamo carichi e arrabbiati, vogliamo che contro il Napoli il pubblico ci sostenga e ci dia una mano più del solito perché vogliamo riscattarci dopo le vicende degli ultimi giorni”. Cesare Prandelli chiama Firenze e cerca la bolgia per aiutare i suoi ragazzi a superare il momento di delusione seguito ai fatti di Torino (e Milano, e magari del match col Lecce). Ma tira fuori anche altri due nuoviconcetti: basta parlare di zona Champions, e sì alla moviola in campo. “L’obiettivo – ha detto ieri a più riprese Prandelli, non senza destare sorpresa - ora è mantenere al zona Uefa: è un obiettivo difficile di per sé e dobbiamo perseguire quello. Alla Champions non pensiamo più. Solo a fine anno, se saremo stati bravi, determinati in campo, abili a motivarci a motivare i nostri tifosi, faremo i conti e magari nelle ultime giornate, se saremo ancora lì a poter lottare, un pensierino ce lo faremo. Ma fino ad allora è meglio non parlarne più. Al quarto posto ci pensino gli altri”. Sulla nuova strategia di comunicazione si è convenuto anche dopo l’incontro con la proprietà rappresentata da Andrea Della Valle. E il ragionamento sottotraccia è che dal momento che ci potrebbe essere la possibilità che alle grandi squadre dia fastidio il fatto che la Fiorentina sia alla fine ancora una volta tra le prime quattro ecco il ridimensionamento degli obiettivi e degli annunci. Già nel dopogara di stasera avremo la conferma che il gruppo è tutto allineato su questo concetto. E sulla posizione di società e squadra Prandelli ha anche modo di precisare: “Non c’è nessun cambio di programmi, almeno per il momento. La società continua a investire. Poi a giugno tireremo tutti le somme”.
Poi c’è il discorso sul calcio da modernizzare. “Vorrei sapere – dice Prandelli – chi davvero non vuole l’utilizzo delle nuove tecnologie. Ormai in tempo reale tutti sanno davvero cosa è appena successo in campo, gli stessi tifosi, collegati col telefonino sono avvertiti da casa se era o non era rigore, se c’era o non c’era fuorigioco e così via. Allora mi chiedo perché non si possa andare avanti e sfruttare questi supporti. Se vogliamo togliere un po’ di sudditanza e di tensione psicologica agli arbitri potremo aiutarli col la tecnologia. Così alla fine chi è più bravo vince. E qualsiasi squadra potrà sognare di vincere i campionati e di competere per le posizioni più prestigiose. Altrimenti così è più difficile”. Concetto chiaro. Prandelli a proposito aggiunge: “Gli arbitri stanno facendo grandi passi avanti. Il rapporto con i direttori di gara è migliorato, dal punto di vista della comunicazione per esempio; e poi si fischia di meno, il gioco è più scorrevole. Non è un problema di designatore arbitrale. Collina da arbitro era il più bravo in assoluto. Ma forse la difficoltà è far crescere dei ragazzi che hanno ognuno la propria personalità. Io credo che da parte nostra dovremo continuare a contribuire a stemperare le tensioni e togliere pressione all’arbitro. Solo così viene fuori il vero gioco del calcio”.
Intanto c’è da affrontare un ostacolo difficile, il Napoli, reduce da cinque sconfitte consecutive in trasferta, cerca a sua volta riscatto. E la Fiorentina è in emergenza. La febbre che aveva già stoppato Vargas, ha fermato quasi del tutto Pasqual e Kroldrup (peraltro era già pronto Dainelli) e ha lasciato in precarie condizioni diversi altri. Prandelli ha convocato i tre Primavera Diakhate, Gulan e Tagliani. Almeno uno di questi potrebbe finire in panchina. Il Napoli falcidiato dalle squalifiche schiererà tutti e tre gli ex in campo. “Dobbiamo essere più forti di tutto” ripete Prandelli con sguardo sicuro.
Carlo Carotenuto
Richieste di protesta via fax e via mail contro il designatore degli arbitri Collina, richieste di audizioni e spiegazioni pubbliche dello stesso. Putiferio, prime pagine dei giornali. Tabelle. Secondo Il Corriere Fiorentino, conti alla mano, la Fiorentina dovrebbe avere in classifica 8 punti in più senza le decisioni errate degli arbitri. Secondo il Corriere di Firenze sono invece 14 i punti in meno. C’è la gara ad arruolare truppe di guastatori: “Arbitri, a Firenze monta la rabbia” è il titolo sulla prima pagina del Corriere dello Sport-Stadio”. La Gazza invece dice: “Arbitri, Firenze aspetta la mossa di Della Valle” vestendo il presidente della Fiorentina nei panni (improbabili, va detto) di nuovo Masaniello della Protesta. Ecco che c’è chi venderà le magliette (con ricavato in parte devoluto alla Fondazione Borgonovo) con su scritto: “Tre indizi fanno una prova”. Si accavallano le prese di posizione. Ci sono anche i pompieri: ''Ho visto errori tecnici al di là di qualsiasi pregiudizio. Non vedo complotti, solo errori'' dice il vicepresidente Figc Alberini, che osserva: ''Ci sono stati diversi errori arbitrali. Si può sbagliare: come succede ai giocatori, può succedere anche agli arbitri''. Ecco Cellino presidente del Cagliari, felice per aver espugnato sonoramente il campo della Lazio. Il suo giudizio è ospitato guardacaso su Tuttosport, il giornale di Torino: “Credo che nel calcio esista la sfortuna, anche quando si parla degli arbitri. Se Andrea Della Valle non capisce questo non fa altro che mettere tutti i direttori di gara sotto pressione. Io sono convinto che tutti siano in buonafede, Della Valle deve rilassarsi un attimo''. Fa il pompiere anche Dino Zoff, che a violanews.com dice: “Sicuramente la squadra viola ha accumulato molti errori che hanno finito per penalizzarla in diverse partite facendole perdere dei punti in classifica. Non vedo analogie però con quella stagione, diciamo che la Fiorentina in questo periodo è molto sfortunata... Calciopoli? Non tiriamolo fuori, diciamo che arbitrare è molto difficile e questo genererà sempre degli errori. Non so se i Della Valle abbiano fatto bene a lamentarsi pubblicamente, ognuno agisce nel modo che ritiene più opportuno”. E poi arrivano i temi geopolitici. Il regista Zeffirelli si infiamma: “Quello che sta accadendo è un fatto gravissimo, il calcio è in mano a tre puttane: Inter, Milan e Juventus. Qualcuno ha deciso che i bianconeri dovevano rimontare e si è andati avanti su questa strada. Io però non ci sto''. ''E' uno schifo - prosegue - anzi ringrazio il presidente Andrea Della Valle per essere subito uscito allo scoperto. Una situazione simile è inaccettabile, non tanto per la Fiorentina, quanto per chi ama ancora il calcio. Io dico che Firenze è compressa tra gli interessi del nord e quelli del sud dell'Italia. Le bastonate arrivano esattamente nella stessa misura, in più qualcuno vorrebbe pure che stessimo zitti. E' impossibile. Come si fa a tacere davanti ad una situazione simile?”. Il mio amico Roberto Vinciguerra tira fuori il termine Skyopoli e fa un raffronto tra l’attuale classifica e quella dell’audience televisivo di Sky diviso per squadre, dove le tre “strisciate” sono ai primi tre posti, e al quarto c’è la Roma, solo settima la Fiorentina. “Non è proprio la classifica che sul campo si sta delineando?” Si chiede Vinciguerra. Vero, dico io, è che se un arbitro sbaglia a sfavore delle cosiddette grandi si trova per una settimana intera subissato da superdibattiti televisivi sulle reti nazionali, mentre se sbaglia a sfavore di una delle altre squadre, di latrati sul collo ne sente molti meno.
Su La Repubblica, cronaca fiorentina però, Benedetto Ferrara fa un’analisi a 360 gradi. Che inizia in modo eloquente così: “Il mondo del calcio è un sistema integrato, costruito per far rischiare il meno possibile i più potenti, vivere bene quelli che a turno investono un bel po’, sopravvivere più o meno dignitosamente tutti gli altri”. E poi anche: “Ma questo mondo distribuisce anche onori: chi entra nel calcio ottiene un passaporto mediatico che prima non possedeva, ance se imprenditore affermato. (…) Il calcio ti tocca e tu di venti pop”. Ed è successo anche con i Della Valle, se è vero, per fare l’esempio emblematico ormai classico, che il giorno della presentazione in Palazzo Vecchio l’assessore Giani prima di entrare in conferenza stampa sii confidò con i giornalisti con l’ormai famosa gaffe: “La Fiorentina l’ha presa Della Valle, quello della Valleverde”. Ferrara conclude il suo ragionamento auspicando una crescita della città intera di Firenze, che stia al passo delle altre grandi. E trapela anche il ragionamento che forse i Della Valle hanno scelto per la loro squadra di calcio una città non troppo grande e importante per le loro potenzialità e capacità di sviluppo.
Va anche aggiunto che la Fiorentina in Lega Calcio sembra abbia perso il vecchio appeal di squadra simpatia. Il ricorso, a freddo, contro la squalifica di Gilardino (lo dissi subito, era inutile e controproducente, controlla su questo blog, 28 ottobre 2008, il pezzo dal titolo "Vicenda Gilardino, c'è dell'imbarazzo") ha finito di alienare i residui appoggi. Sintomatica la battuta di Adriano Galliani: “I Della Valle fanno bene al calcio, peccato che alle riunioni di Lega non vengano mai”.
Ma eccoci al punto. Cosa fare? Io dico che a questo punto Andrea Della Valle deve dire chiaro e tondo quello che sa. La Fiorentina è vittima di un complotto? Se è così lo denunci. A differenza di quanto fece proprio nel campionato 2004-2005 quando il modo di reagire alle vessazioni lo trovò proprio avvicinandosi al polo da cui derivava il marcio (leggi Moggi-Mazzini). E poi nel giorno della salvezza ottenuta e del pericolo scampato disse in sala stampa la famosa frase: “Abbiamo capito che non possiamo fare battaglie per moralizzare il mondo del calcio da soli. Le nostre battaglie finiscono qui”. C’è un processo penale in corso che fra qualche settimana entrerà nel vivo e che dovrà completare il nostro quadro della conoscenza dei fatti. Se si tratta sono solo di errori arbitrali casuali allora ha ragione Cellino, a chiedere più attenzione si rischia solo di mettere più pressione sugli arbitri.
Intanto la ricetta per uscirne, nel suo ambito di lavoro, il campo, l’ha data Cesre Prandelli in sala stampa alla vigilia della sfida con la Juventus. “Dobbiamo essere più forti delle eventuali decisioni arbitrali avverse e ingiuste. Le grandi squadre fanno così, in questi casi vanno oltre e sanno imporre il loro gioco comunque”. Chissà se dopo Torino ha cambiato idea visto che è stato ascoltato sbottare col quarto uomo dicendo: “Ma almeno una a favore fischiatecela!”. Domani forse quando tornerà a parlare ce lo dirà.
P.S. Piccolo inciso sfogo personale finale. Mi sono dilungato a lungo anche perché questa settimana non sarò mai di turno a Radio Blu e quindi non avrò modo di esprimere nemmeno una piccola percentuale di questi concetti via radio. Il direttore così ha deciso. Peccato, c’era la possibilità di arricchire il dibattito, ci saremmo divertiti. Ma non griderò al complotto per questo.
P.S. N°2. Sono a metà del libro "calcio e mafia". Quando l'avrò finito ne darò conto.
Di Admin (del 17/01/2009 @ 10:52:00, in SPORT, linkato 215 volte)
Roberta Antignozzi, calciatrice dell'Inter femminile, mi ha appena mandato attraverso Facebook un articolo tratto da www.affaritaliani.it.scritto a fine dicembre: il titolo è "La stampa e gli sport minori". E' emblematico ed eloquente. Ci tengo a dire che la situazione descritta non si verifica alla Canottieri Comunali Firenze, la società fiorentina che da un anno mi ha scelto per fargli da addetto stampa, con reciproca soddisfazione. Di seguito l'articolo Lunedí 29.12.2008 18:08
di Luca De Franco. Lo sfogo di Roberta Antignozzi sulla scarsa organizzazione del calcio femminile, porta alla luce un problema comune a tutti gli sport considerati minori: la mancanza di professionalità. Essere professionali significa svolgere un lavoro di livello medio-alto e venire pagati (nessuno riceve soldi per un lavoro di basso livello). Negli sport minori, i soldi distribuiti agli atleti sono pochissimi. Allora, perchè dovrebbero allenarsi e gareggiare? Per lo stesso motivo, gli sport minori sono ignorati dai mezzi di comunicazione. Nessun addetto stampa esperto, accetta di lavorare gratis. Per questo, le squadre, le federazioni, gli atleti nominano addetto stampa un giornalista alle prime armi (oppure un amico, un parente senza esperienza giornalistica). Però, il titolo non fa il professionista.
Per svolgere il lavoro di addetto stampa, sono necessari anni di esperienza ed una grande credibilità presso i media. Un novellino, può telefonare a tutti i giornali, ma nessuno gli darà mai retta. A un addetto stampa esperto, bastano due minuti al telefono per fare pubblicare una notizia o rimediare una partecipazione televisiva per il suo cliente. Senza un bravo addetto stampa, niente media. Senza passaggi sui media, niente sponsor. Senza sponsor, niente soldi. E' un circolo vizioso dal quale gli sport minori possono uscire solo iniziando a fare quello che fanno gli sport importanti: premiare la professionalità. Finchè non lo faranno, continueranno a frignare di essere ignorati dai media, dagli sponsor e dai loro stessi atleti.
Dopo tre minuti avevo già capito l’andazzo e mi veniva voglia di spegnere le televisione, se non di spaccarla. Sembra quasi inutile ribadirlo, e non poteva che andare così. Ma ieri sera da Bruno Vespa a Porta a Porta abbiamo assistito a uno dei più grandi affastellamenti di verità che si potevano ipotizzare. Puntata riservata a Moggi, trattato dal conduttore come un povero e onesto lavoratore contro cui tutti si sono accaniti ingiustamente. Calciopoli? Ma mica è esistita se è vero (l’assioma portato in qualche modo avanti da vespa) che al processo di Roma per concorrenza sleale contro la Gea, l’associazione dei procuratori dentro cui c’era anche Moggi junior, l’accusa di associazione per delinquere è decaduta e sono stati condannati per violenza privata (“ma solo per quattro casi” si affrettava a dire il presentatore) Luciano e Alessandro Moggi con pena “condonata” (così diceva Vespa, con Moggi pronto a specificare: “no, non per il condono, ma per i benefici della condizionale”). Solo dopo che sono entrati in studio Antonio Capranica, capo dei servizi giornalistici della Rai, e il presidente del Bologna Gazzoni Frascara si è assistito a un minimo di contraddittorio ed è emersa qualche verità in più, anche perché Vespa, con la scusa che “non mi intendo di calcio” si è permesso di mosso muoversi come un elefante in una cristalleria in fatto di competenza specifica, veramente affastellando di tutto e facendo confusione in modo assolutamente superficiale tra i vari processi, fra quelli sportivi e non, fra i vari episodi. Gli altri ospiti? Galeazzi ringraziava perché in occasione dello scudetto del Napoli chiuse tutti i giornalisti fuori dello spogliatoio e fece entrare solo lui con la telecamera (per forza la Rai allora contava qualcosa…), mentre Mughini portava avanti il canonico qualunquismo di fede bianconera, Cucci e Beha pacati come educande, non incidevano. Un po’ di interviste folcloristiche ai tifosi di Roma, Juve e Inter (chissà perché allora solo proprio queste squadre) con tanto di sciarpe e cappellini da stadio indossati, qualche servizio per riassumere situazioni e capi d’accusa (veramente tagliati e montati male, Toscana Tv fa molto meglio, davvero). E questo era quanto. Non pagare il canone, la solita cosa che si dice in questi casi. A maggior ragione se penso che per condurre circa due ore di uno spettacolo così indegno e revisionista il conduttore si è intascato quasi 19mila euro, che sono (rapportate efficacemente alle vecchie lire) poco meno di 38 milioni. (Il compenso di Bruno vespa è di 187.851 euro l’anno, compenso minimo garantito per un centinaio di puntate, fonte Corriere della Sera del 22-9-2006, sempre ammesso che nel frattempo le cifre non siano state ritoccate in alto). Per una cifra del genere voglio come minimo che tu mi dica la verità.
“Bello il progetto della tua nuova casa con giardino, ci hai lavorato per 10 anni ora tutto è pronto, i permessi sono approvati e puoi cominciare i lavori. Ma io dico che è meglio che al posto del giardino ci devi mettere una bella sala giochi con le slot-machine. Pazienza se non c’è più verde intorno, se ti mancherà l’ossigeno. Il progetto della sala giochi te lo pago io, anche le slot le pago io, la casa diventerà più bella e poi con gli introiti delle macchinette io potrò fare più bella la squadra di calcio della città. La cosa per me è indispensabile. Sarebbe un vantaggio per tutti. Non capisco come fate a pensarci su e ad avere dei dubbi. Se la cosa non va in porto io dovrò rivedere tutti i piani relativi alla squadra di calcio. Non vincerete più nulla, scordatevi la Champions League. Prandelli? Può andare pure alla Juve. Io prenderò Oronzo Canà.” Non è questo (estremizzando) il ragionamento che Diego Della valle ha proposto-imposto anche ieri a tutti i fiorentini a margine del convegno sul futuro della Toscana?
Lo striscione scritto in nero sul lenzuolo bianco, nell’angolo basso tra la Fiesole e la Maratona, recita: “Una città unita nel dolore. Firenze piange i suoi angeli”. E’ lì che prima di entrare in campo Sebastian Frey, capitano per l’occasione, va a depositare un mazzo di fiori, seguito dai compagni di squadra. Contemporaneamente parte dagli altoparlanti l’inno della Fiorentina, come se le squadre fossero davvero entrate in campo, e questo stride un po’ col messaggio di lutto che il gesto dei viola voleva sottolineare. Poi entrano le squadre in campo. Tutto lo stadio è in religioso silenzio, rotto solo dall’applauso che accompagna l’ingresso sul tappeto verde di Cesare Prandelli. Le squadre vanno a centrocampo per il minuto di silenzio dedicato ai tre ragazzi scomparsi nell’incidente di via Pistoiese, i primi a riunirsi ed abbracciarsi sono i giocatori viola, baciati dal sole caldo, spalle alla Fiesole. Il silenzio è tombale, come non mai. Si sentono solo gli schiamazzi scomposti dei sostenitori del Lecce, rinchiusi nel “formaggino” che agitano le bandiere giallorosse. Poi provano a fare i fenomeni e intonano un “Lecce, Lecce!” che suona un po’ vigliacco. Lo stadio attende qualche attimo ancora, la fine del minuto di silenzio, e poi fa partire un’ondata di fischi da tsunami. Arriva subito dopo il coro da parte dello stadio intero “Serie B, Serie B” (per una volta nella vita forse meritato) e poi anche un coro di stampo un po’ razzista. Il clima campionato è tornato così.
C. Car.
Ecco la classifica finale del sondaggio su violanews.com che ha mobilitato amici, parenti, truppe cammellate e non. Insomma oltre 2300 voti per una sfida molto agguerrita. Ringrazio tutti voi che mi avete votato consentendomi di arrivare a una posizione onorevole. Soprattutto ringrazio la redazione di violanews.com che mi ha inserito tra i giornalisti giovani ed emergenti. Questo mi lascia speranza in miglioramenti ulteriori futuri di carriera. Di seguito i risultati completi del sondaggio.
Quale tra questi giovani giornalisti è il più bravo? [ 2315 votes total]
Leonardo Bardazzi - Canale 10 (267) 12%
Fabio Russo - Radio Blu (164) 7%
Simone Bargellini - Violanews (145) 6%
Giovanni Sardelli - Radio Blu (142) 6%
Andrea Pratellesi - La Nazione (136) 6%
Tommaso Loreto - Radio Blu (131) 6%
Niccolò Gramigni - Corriere di Firenze (126) 5%
Niccolò Ceccarini - Radio Toscana (126) 5%
Leonardo Petri - La Repubblica (101) 4%
Roberto Vinciguerra - Violanews (99) 4%
Leonardo Batistini - Tuttoradio (86) 4%
Ernesto Poesio - Corriere Fiorentino (84) 4%
Stefano Prizio - Fiorentina.it (81) 3%
Carlo Carotenuto - Corriere di Firenze (72) 3%
Luca Cellini - Agi-Italpress (61) 3%
Alessandra Gozzini - La Gazzetta dello Sport (56) 2%
Tommaso Mattei - Italia 7 (46) 2%
Giulia Bonci - Violanews (33) 1%
Ilaria Masini - Canale 10 (31) 1%
Irene Calonaci - Tuttoradio (26) 1%
Marco Dell'Olio - Fiorentina.it (26) 1%
Stefano Borgi - Firenze Viola (26) 1%
Lorenzo Marucci - Corriere Fiorentino (25) 1%
Cristiano Puccetti Lady Radio (25) 1%
Francesca Bandinelli - CorSport Stadio (24) 1%
Tommaso Fabiani - Calcio Più (22) 1%
Francesca Romeo - Rete 37 (20) 1%
Marco Conterio - Firenze Viola (17) 1%
Francesco Gensini - CorSport Stadio (17) 1%
Andrea Capretti - Lady Radio (15) 1%
Stefano Del Corona - Fiorentinanews (11) 0%
Alessandro Di Maria - La Repubblica (11) 0%
Sara Meini - Rai (9) 0%
Maurizio Mannucci - Fiorentinanews (9) 0%
Massimiliano Mugnaini - Giornale della Toscana (7) 0%
Andrea Monti - Violanews (6) 0%
Michela Lanza - Fiorentinanews (6) 0%
Nicola Vasai - Rtv 38 (5) 0%
Gianni Ceccarelli - Il Firenze (5) 0%
Luciana Magistrato - Corriere di Firenze (5) 0%
Simone Pagnini - Toscana Tv (4) 0%
Lorenzo Cassigoli - Tvr (4) 0%
Raffaella Bon - Violaplanet (3) 0%
Di Admin (del 03/01/2009 @ 10:17:22, in SPORT, linkato 183 volte)
Nella pallanuoto donne la Fiorentina Waterpolo si conferma ai vertici anche se non è riuscita a ripetere l’accoppiata scudetto-Coppa campioni. Ma nel campionato in corso ha già battuto tutti compreso l’Orizzonte Catania e, grazie ai finanziamenti di Comune e Provincia, ha scongiurato anche il pericolo di non partecipare per mancanza di fondi alla trasferta per il girone di Coppa Campioni negli Urali. In ripresa anche le pioniere della Rari Femminile, mentre per i maschi di Cosmin Radu dopo la fine del ciclo di coach Risso la lotta per non retrocedere sembra durissima, anche se segnali di ripresa sono arrivati proprio a fine anno. Firenze ha perso anche la terza squadra femminile della serie A, la Firenze McDonald’s, nello spareggio fratricida proprio con le Rari girls.
Il volley vive ad alto livello come sempre solo negli eventi. Ben due quest’anno. La sfida di World League Italia-Russia (l’unica vinta dagli azzurri in tutta la stagione contro i russi) che ha riempito ancora una volta di entusiasmo il Mandela Forum e poi la Supercoppa italiana.
Per l’atletica ancora un grande evento ospitato al Ridolfi: il Top Club Challenge. La stagione ha consacrato la stellina nascente della velocità, Audrey Alloh, portacolori della Firenze Marathon che ha fatto il record italiano nella staffetta ed è poi volata alle Olimpiadi.
E’ stata anche la grande annata della canoa con la Comunali Firenze diretta ora in modo manageriale dal presidente Francesco Conforti, che è ora la terza società italiana, e che quest’anno ha fatto il record conquistato 24 titoli tricolori (oltre a 20 convocazioni in azzurro). Susanna Cicali (Mondiale di categoria in canoa marathon) è orami la degna erede della sorella Stefania, che alle Olimpiadi ha portato per la prima volta in finale un k4 azzurro femminile.
Poi c’è il caso del basket. Finita l’era Bastagli la principale società fiorentina ha evitato di fallire rinascendo in extremis come una chimera col marchio Smarthouse. I risultati per ora per lo più latitano, ma i conti si faranno a fine stagione. Bene invece tra le donne: il Fotoamatore ha conquistato la salvezza in A2 senza passare dagli spareggi: un’autentica impresa per una neopromossa. Nel calcio donne, invece, il Gioiello dopo due anni di serie A è retrocesso in A2 ma ha chiari propositi di rilancio: i dirigenti hanno tenuto in organico alcune delle atlete migliori della rosa e annunciato ufficialmente la volontà di lottare per lo scudetto nel giro di tre anni. Agrodolce il primo campionato di serie A dopo 30 anni del Ciatt Firenze nel tennistavolo. Tanto pubblico a vedere gli incontri ma una fila ininterrotta di sconfitte per la scelta (provocatoria ma anche obbligata da motivi economici) di giocare senza stranieri in un campionato dove gli stranieri (forti) sono quasi la totalità. (Carlo Carotenuto: dal Nuovo Corriere di Firenze)
Caro visitatore del mio blog, chiunque tu sia, ti auguro un anno 2009 migliore di quello passato. Credo che per molte questioni non sarà difficile. E quindi: ottimismo!
|
|
Ci sono 4 persone collegate

|
<
|
settembre 2010
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | 1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
18 |
19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
09/09/2010 @ 22.09.19
script eseguito in 156 ms
|