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IL "B L O G" DI CARLO CAROTENUTO

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 29/08/2009 @ 13:33:06, in APPUNTAMENTI, linkato 124 volte)
Semafori che spuntano, rotonde che spariscono. Sul nuovo Corriere di Firenze di oggi c'è il mio reportage sui disastri nel traffico a margine della linea uno della tranvia in prima pagina e sulla locandina.
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Di Admin (del 25/08/2009 @ 10:25:39, in CALCIO DONNE, linkato 119 volte)
La cura Padovan funziona. La nazionale di calcio femminile è partita per l’Europeo in Finlandia e finalmente è stata messa sotto la luce dei riflettori della stampa. Lanci di agenzia, giornali che intervistano il Ct, servizi in radio e tv, come è normale che sia per una rassegna continentale di qualsiasi disciplina. Il calcio femminile italiano è stato quindi trattato come una qualsiasi disciplina. Un bel passo avanti. Che ci voleva, era auspicato, ed era doveroso. Purtroppo però questa nazionale non è pronta per le luci della ribalta. E’ formata – per ammissione esplicita dello stesso Ct – da un gruppo di 10-12 titolari e il resto sono giocatrici accessorie (un tempo si diceva, “che portano le borse”). Chi ha composto la rosa l’ha fatto assecondando i desideri delle “senatrici” (anche questo è stato dichiarato esplicitamente dal Commissario tecnico, contando probabilmente su fatto che tanto anche stavolta nessuno si accorgerà se facciamo una figuraccia, abbiamo pronta la solita scusa che “il nostro movimento è troppo numericamente inferiore a quello delle altre concorrenti” e così via. Contando sul fatto che tanto poi nessuno scrive una riga di quello che succede nel mondo del calcio donne, e si va avanti, verso la successiva rassegna: lo stipendio e il posto del Ct è salvo, tanto non è colpa sua, fino alla successiva debacle. Stavolta non sarà così, non può essere cosi. Giancarlo Padovan, grande giornalista e neopresidente della Divisione Calcio Femminile è in Finlandia col ruolo di capodelegazione. Potrà monitorare da vicino quello che succede in casa azzurri. Il Ct Ghedin ha peraltro già messo le mani avanti e, costretto a farlo perché gli è stata organizzata una conferenza stampa con i fiocchi, ha dichiarato: “Siamo al 70 per cento della condizione e cercheremo di trovarla strada facendo”. Peccato che oggi ci sia già la prima partita e sono solo tre le gare del turno preliminare. Il Ct non ha chiarito perché in questo gruppo sono praticamente sparite dalla rosa quasi tutte le azzurre che solo un anno fa vincevano il titolo Europeo Under 19, uno dei massimi traguardi del calcio femminile italiano di tutti i tempi, e che doverosamente erano pronte al ricambio. Dove sono finite? Sono tutte diventate improvvisamente scarse? O sono tutte fuori forma? E perché? Chi le doveva seguire nel corso della stagione per monitorare che non si perdessero? E non ha chiarito perché sono state portate in Finlandia ragazze palesemente fuori dal peso forma di diversi chili. Anche perché il ritrovo della truppa è cominciato solo un mese fa (con un deleterio lungo intervallo tra la fine del campionato e la ripresa dei lavori). Non ha chiarito perché ha portato con se ragazze che non giocano nei rispettivi campionati o ragazze che non giocano nei ruoli per le quali sono state convocate, o ragazze che fino al momento della convocazione non si sono degnate di svolgere minimamente uno brandello del programma di pre-preparazione che gli era stato loro consegnato dallo staff (ma chi doveva monitorare su questo?), o perché sono state rimandate a casa e depennate dal gruppo finale ragazze di esperienza e doti riconosciute (già facenti parte da tempo del gruppo azzurro), che non meritavano di essere trattate come delle novelline che dovevano essere provate per dimostrare il loro valore. Non ha spiegato (ma anche su questo argomento nell’ambiente i motivi sono noti) perché nel gruppo iniziale è stata convocata per la prima volta un’atleta di serie B (due categorie sotto la serie A1) che evidentemente un fenomeno non era se è stata rimandata a casa e tagliata dal gruppo che è andato in Finlandia. Non c’era davvero tempo per convocarla in uno degli stage avvenuti durante il corso dell’anno? E ancora: il Ct non ha ancora spiegato con quale modulo giocherà. Ai giornali fa trapelare che sarà un offensivo 4-3-3, ma le notizie che circolano parlano di un (molto) più conservativo 5-4-1. vedremo. Peraltro venire buttati fuori al primo turno è praticamente impossibile: passano le prime due più le due terze migliori qualificate dei tre gironi da quattro squadre. Stavolta quindi non potrà funzionare la solita scusa. Quel che è certo è che il Ct azzurro (per la prima volta vivaddio) durante o a fine rassegna dovrà rispondere del suo operato e dovrà guadagnarsi la conferma. Come qualsiasi altro Ct di una qualsiasi altra nazionale. La pacchia è finita.
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Di Admin (del 22/08/2009 @ 20:39:52, in ATLETICA, linkato 148 volte)
Salta di qua, risalta di là, ora andiamo su "Raisportsat", ora siamo tornati su "Raidue", "Ora siamo solo su internet". Lo vogliamo dire? Il modo con cui la Rai ha seguito i Mondiali di atletica è deprimente, umiliante, indegno di un paese culturalmente e sportivamente avanzato. Battezzate una rete e dategli lo spazio! Invece no. Tutto un èassare da una parte all'altra. Lo stesso telecronista Franco Bragagna (un maniaco della precisione e della completezza) alla fine perdeva lui stesso la bussola, dai cambi di rete che doveva annunciare. "Ora linea al Tg2!", e invece partiva il film... A volte andavano in onda i programmi dell'accesso (ve li ricordate, quelli che andavano a notte fonda, con i professori che spiegavano l'algebra?) mentre tu sapevi che intanto (ma solo su internet!) stava andando in onda la De Martino che tentava la medaglia, o l'immediato dopogara di un record del mondo di un super Bolt (il giorno dopo tutti bravi a fare i servizi su di lui...!), oppure le staffette azzurre. Uno spiegamento di mezzi, saltelliti, tecnologia super per analizzare i risultati bellissima (altezza del lancio, velocità media, statistiche), tanti commentatori tecnici (e bravissimi e qualificati) che il calcio se li sogna! Tutto inutile. Lo sport che si vedeva era il salto! Sì, il salto di rete.
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Di Admin (del 19/08/2009 @ 12:43:48, in ATTUALITA', linkato 117 volte)
"Non ho mai fatto festini nè sono andato con minorenni, erano solo cene simpatiche. Anche la Chiesa ha creduto a notizie false". E così una cosa è certa, dal momento che abbiamo sentito con le nostre orecchie il presidente del Consiglio che dà consigli su come raggiungere l'orgasmo alla escort Patrizia D'Addario mentre erano a letto "quello di Putin" dopo aver "consumato" la prestazione come "utilizzatore finale": che il Presidente del Consiglio almeno un comandamento della Chiesa l'ha infranto: Almeno uno: non dire il falso. Vogliamo dirlo questo?
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Di Admin (del 19/08/2009 @ 08:00:00, in APPUNTAMENTI, linkato 181 volte)
Torno oggi in studio a Radio Blu per "pillole" e Pentasport. In diretta dalle 9.15 e poi ogni ora (9.15, 10.15 e così via) ad eccezione della pillola delle 13 in punto poi di nuovo 14.15 e così via fino alle 18 quando scattano le due ore di Pentasport fino alle 20. Le coordinate sono le solite: Fm 91,7- 91,9, 92,0 la nuova frequaenza per San Piero a Sieve con possibilità di ascolto anche in real audio via internet (vedi anche link a fondo pagina).
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Di Admin (del 17/08/2009 @ 11:29:00, in ATTUALITA', linkato 93 volte)
Sono, lo ammetto, in parte trasecolato, quando stamattina ho letto su alcuni quotidiani delle prime proteste che si sono scatenate dopo che il ministro dell'Interno Maroni prima di Ferragosto ha annunciato l'entrata in vigore della tessera del tifoso. I tifosi ultrà che hanno annunciato una manifestazione, Zamparini che sproloquia da par suo. Io pensavo invece che Maroni fosse in deficit di credibilità perchè ha annunciato che il provvedimento entrerà in vigore da gennaio, anzichè all'inizio del campionato, come era stato già annunciato l'anno scorso, per esempio a Coverciano, da Capo della Polizia Manganelli, e come era del resto più logico. Capisco l'affermazione di Zamparini che dice che dato che non si riescono a bloccare un centinaio di facinorosi si schedano tutti gli altri. Ma alla fine non mi sembra così drammatica una tessera nominale, peraltro ricaricabile e che dà diritto ad altre agevolazioni, che faccia per esempio risparmiare la coda e le beghe di fornire generalità e documenti quando si vanno a comprare i biglietti e che renda davvero identificabile ognuno di coloro che assistono alle partite di calcio o che vanno in trasferta. Se questo è necessario per vivere delle domeniche tranquille senza la macchia di dover apprendere puntulamente di incidenti da stadio che non hanno mai un colpevole mi va bene così. Vedremo gli sviluppi.
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Di Admin (del 06/08/2009 @ 08:51:15, in Attualità Firenze, linkato 117 volte)
Nell’area degli ex macelli, proprio al centro del grande cantiere che dovrebbe partire per i lavori di sottoattraversamento della Tav, c’è un parco storico artificiale creato dall’architetto Giuseppe Poggi, colui che ridisegnò gli attuali viali di circonvallazione, nell’ambito della riorganizzazione per Firenze capitale d’Italia negli anni immediatamente successivi al 1865. E’ uno degli elementi che sono emersi da un’affollata riunione dei numerosi Comitati che si battono per salvaguardare l’area e impedire che nei prossimi mesi si apra il megacantiere che metterebbe a rischio idrogeologico tutta l’area circostante, svoltasi l’altra sera a Rifredi presso il circolo l’Incontro di via Caccini. La novità è che si è formato un vero e proprio Coordinamento che riunisce in un solo organo i vari comitati che da anni si battono per questo scopo. Tra questi il Comitato No Tav, il Comitato dei genitori della scuola Rodari, quello della scuola Rosai, la Lista civica amici di Beppe Grillo, il Comitato San Salvi chi può e altre realtà, mentre al momento sembra che Mario Razzanelli e Ornella De Zordo con le rispettive liste in Consiglio comunale continuino le loro battaglie affiancati ma non integrati al coordinamento. Il Coordinamento sta lavorando a un progetto di riqualificazione, sviluppo e rilancio dell’area ex macelli e del “parco” esistente, aperto al quartiere ed alla città, auspicando così, anche con questa proposta, un generale ripensamento dell’intervento Alta Velocità in città con conseguente spostamento della stazione “Foster” in altra sede, l’abbandono del sotto-attraversamento e la proposta alternativa che il Comune e le Ferrovie adottino la soluzione dei sei binari ferroviari (due riservati all’alta velocità, due al traffico interregionale e due come metropolitana leggera) in superficie. “In questo modo – hanno calcolato i promotori – oltre allo scongiurato rischio idrogelologico la variante di superficie avrebbe una spesa che oscillerebbe dai 300 ai 500 mila euro, contro il miliardo e mezzo già previsto per l’attuale progetto. Differenza che potrebbe essere investita per migliorare la rete ferroviaria esistente e la sicurezza, per la costituzione del parco e altre migliorie”. Peraltro i Comitati chiedono uno studio approfondito sul numero degli edifici eventualmente da abbattere se si decidesse per il passaggio in superficie, che finora non è stato eseguito. Treo o quattro i punti critici come la zona del Ponte Rosso, il sovrappasso di viale Don Minzoni e ponte al Pino. Per settembre sono già previste una serie di iniziative per coinvolgere e informare sul problema il più alto numero possibile di cittadini e per dialogare con le istituzioni. Si parla di presidi permanenti davanti all’area che sarebbe interessata allo scavo, di esposti da consegnare alla magistratura, Si confida sul fatto che Renzi che ha già manifestato perplessità sui rischi che comporterebbe l’attuale progetto e che da quando si è insediato a Palazzo Vecchio, per vederci più chiaro, ha già avuto più di un contatto con l’Ad delle Ferrovie Moretti. Tra le iniziative che sono state proposte, non a caso, c’è anche una biciclettata lungo l'attraversamento in superficie per mostrare vedere al sindaco e ai cittadini quali sono i (pochi) punti critici del progetto di superficie. L’appuntamento per definire nel dettaglio le iniziative è fissato per il 25 di agosto. (articolo di Carlo Carotenuto, dal Nuovo Corriere di Firenze di sabato 1 agosto)
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Di Admin (del 01/08/2009 @ 15:38:23, in CALCIO DONNE, linkato 148 volte)
Nonostante la rinuncia della Laurenthiana nessuna altra squadra toscana la rimpiazzerà in serie B. Inoltre ci sono sempre meno squadre che partecipano ai campionati regionali di calcio femminile e questo fa porre interrogativi sul futuro del movimento. E’ quanto emerge dalla risposta del delegato regionale toscano della Divisione Calcio Femminile, la fiorentina Luciana Saturni, dopo le rimostranze fatte dal Valdarno Calcio per la mancata concessione del ripescaggio nel campionato di serie B nazionale, ripescaggio negato e motivato in questi giorni, come recita il comunicato ufficiale della Divisione nazionale calcio femminile, dalla presentazione di “documentazione incompleta”. L’incompletezza della documentazione è in realtà il nulla osta del Comitato regionale toscano della Figc presieduto da Fabio Bresci. “Il Valdarno – spiega la Saturni - era consapevole che per quanto riguarda i diritti non aveva i requisiti per poter ottenere un ripescaggio. Loro sono arrivati quarti in classifica e c’era il blocco dei ripescaggi per la stagione 2008-2009 ratificato per iscritto dal presidente precedente della Divisione calcio femminile Nazzarena Ceraso Levati. Ci siamo attenuti a quel documento”. “Inoltre – approfondisce Saturni - non c’erano i presupposti per andare a impoverire ulteriormente il parco delle squadre regionali. Noi già abbiamo fornito una squadra alla Divisione nazionale di diritto, ovvero la Scalese, quella che ha vinto il campionato regionale di serie C. Non potevamo ulteriormente impoverirci e togliere una ulteriore squadra al nostro movimento perché ne abbiamo attualmente solo 12 nella serie C. In Umbria, per fare un esempio, sono rimaste solo cinque le squadre nei campionati regionali. Il rischio è quello che non si possa mettere in piedi nemmeno un campionato. La Laurenthiana? Sì è vero non si è iscritta alla Serie B. Ma a parte il fatto che l’abbiamo saputo all’ultimo momento che rinunciava all’iscrizione, chi ci dà garanzie che si iscriva ora alla serie C? Ancora non l’ha fatto e la chiusura delle iscrizioni è fissata per il 21 agosto. Il Valdarno peraltro aveva molti requisiti importanti per aspirare al ripescaggio, era una delle poche società che dispone anche della squadra Primavera (a differenza, per esempio, della Scalese) e ha tradizioni, perché ha già partecipato per anni al campionato di serie A. Ma noi non potevamo rischiare di perdere un'altra squadra del nostro movimento. Auguro al Valdarno di vincere l’hanno prossimo il campionato e arrivare sul campo alla serie B”. Resta in ogni caso l’auspicio che il movimento si rimpingui ulteriormente. Che magari qualche società maschile che abbia un vivaio misto intraveda la possibilità di formare una squadra femminile che partecipi a un campionato di serie D o di serie C. Il nuovo corso della Divisione nazionale (con l’elezione la scorsa primavera come presidente del giornalista Giancarlo Padovan) si sta battendo affinché anche il calcio femminile abbia la propria visibilità, così che uno sponsor intenzionato a investire abbia il proprio ritorno di immagine. E’ la strada da percorrere e chissà che presto non ci un’inversione di tendenza. (Dal Nuovo Corriere di Firenze di oggi)
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