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IL "B L O G" DI CARLO CAROTENUTO

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 Speaker alla World League di Volley Italia-Usa a Firenze... di Admin
 
 
\\ PRIMA PAGINA DEL BLOG : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 20/11/2009 @ 22:04:12, in SPORT, linkato 115 volte)
“E’ un grande rammarico mio ma anche di tutto il mondo rugbistico fiorentino aver perso l’occasione della partita di domani che, invece che a Udine, avrebbe dovuto svolgersi a Firenze”. E’ quanto ha espresso il capogruppo del Gruppo Misto Stefano Di Puccio alla vigilia della partita di rugby Italia- Sud Africa. “L’eco del successo della partita degli All Black a Milano con la nostra Nazionale – ha detto Di Puccio- , sarà senz’altro arrivato anche alle orecchie dei più distratti. Per i tifosi del rugby -che per trovare trafiletti della loro disciplina aprono il giornale dal fondo-, è stata una vera e propria rivincita: addirittura le prime pagine e i titoli dei telegiornali nazionali”. Di Puccio ha poi voluto ribadire che al di là “del rammarico per la perdita dell’evento sportivo resta la consapevolezza del grosso danno economico per la città, danno che forse non tutti hanno ancora realmente percepito, soprattutto chi non ha mai seguito di persona le partite della Nazionale. Per il Torneo del 6 nazioni le tifoserie si spostano da tutta Europa e per i test match come in questo caso, da un continente all’altro. Tifoserie di livello socio economico elevato che invadendo pacificamente le città ospitanti apportano grossi flussi di denaro”. Il capogruppo Di Puccio ha anche sottolineato il fatto che “a Firenze chi viene dal Sud Africa non viene certo per un paio di giorni. Se poi si pensa che ai tifosi del Sud Africa si sarebbero aggiunti a quelli Neozelandesi, si può parlare quindi di diverse migliaia di presenze in città in un periodo di bassa stagione per giunta nel bel mezzo di una crisi economica ancora in atto”. Secondo Di Puccio è vero che abbiamo perso un’occasione unica, ma è anche vero che “Firenze può ancora diventare di diritto una delle sedi del Rugby Mondiale. Sono le federazioni rugbistiche internazionali a richiederlo. Basta pensare che il Sud Africa una volta svanita la possibilità di giocare a Firenze ha preferito spostare la propria tournè in Inghilterra, per poi giocare a la partita di domani ad Udine. “Non voglio – ha detto Di Puccio- alimentare sterili polemiche ma semmai focalizzare l’attenzione dell’amministrazione su questa disciplina che in Italia è diventato terzo sport per numero di praticanti dopo calcio e pallavolo ma prima della pallacanestro, e che viene presa ad esempio anche dalle altre discipline sportive come modello di educazione e lealtà . C’è bisogno di nuove strutture per soddisfare le esigenze di questa disciplina che a Firenze in particolare ma in tutta la Toscana è in costante e continua espansione, l’impianto del Padovani, sede storica del rugby fiorentino non basta più a contenere le richieste che il successo della Nazionale contribuisce ad incrementare”. (Ho preso pari pari il comunciato dalla rete civica del Comune di Firenze che esprime esattamente quale è il mio pensiero, praltro già espresso su questo blog. Bravo Di Puccio! Hai trovato un modo intelligente per uscire dall'anonimato).
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Di Admin (del 18/11/2009 @ 23:01:00, in CALCIO, linkato 104 volte)
Ancora su Lippi? Ancora su Lippi. Non si capisce una cosa: perchè prima della partita con la Svezia ha rispedito a casa, ad allenarsi con i propri club i vari Zambrotta, Buffon, Cannavaro e Pirlo (due per parte delle due squadre "importanti"), senza peraltro integrare il gruppo? Una cosa senza precedenti. Se sono in programma due partite il gruppo resta quello, fino alla fine, primo perchè negli allenamenti e nella collegialità il gruppo si cementa, si conosce, si integra e anche i giovani imparano da quelli più esperti. Secondo, per non creare disparità di trattamento verso le altre squadre e non dare adito a polemiche. Perchè, per esempio, Gilardino (come altri) è rimasto fino alla fine della spedizione (e poi non ha nemmeno giocato la seconda partita?). Delle tante domande che il Ct ha definito cavolate e a cui non ha mai risposto (pare sia di moda al giorno d'oggi) questa nessuno gliel'ha fatta. La risposta sarebbe stata d'obbligo e interessante.
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Di Admin (del 17/11/2009 @ 12:48:06, in ATTUALITA', linkato 96 volte)
Quando si leggono le cronache relative ai boss di mafia catturati dopo anni (come nell’ultimo caso di Mimmo Raccuglia, tre ergastoli definitivi e 15 anni di latitanza alle spalle) si resta sempre sconcertati dalle condizioni di vita in cui questi sono costretti a vivere: in questo caso, ad esempio, un covo fatiscente con mura annerite, con una lampadina attaccata alla meglio con un filo mobile a una trave, disordine ovunque, spazio vitale minimo, una lavatrice appoggiata in mezzo alla stanza, scaffali di metallo da ufficio come mobili, unico lusso un tapis roulant per tenersi in forma (come i topi o i criceti), i figli da poter vedere semmai solo nei giorni di vacanza dalla scuola, una parrucca da indossare quando usciva e uno zaino con 130mila euro in contanti e due pistole cariche che l’uomo portava sempre (e ci credo) con sé. Una vita peggiore delle bestie. E la domanda nasce puntuale: ma chi glielo ha fatto fare se non si poteva godere nemmeno i soldi. Da sottolineare anche che i poliziotti che lo hanno catturato, visti i tagli di bilancio che lo Stato ha stabilito negli ultimi tempi, si sono dovuti anticipare le spese da soli, e noleggiare automobili perché le auto civetta erano insufficienti. Da sottolineare anche infine che delle 100 ore di straordinari che i poliziotti hanno fatto nell’ultimo mese per gli appostamenti diurni e notturni anche sulle montagne ne saranno riconosciute solo 55 e pagate 36.
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Di Admin (del 11/11/2009 @ 17:47:50, in ATTUALITA', linkato 96 volte)
Non capisco una cosa. Perché in politica quando si parla di riscrivere le regole si parla sempre di riscriverle anche per le partite in corso. Nello sport se si decide una riforma dei campionati, allargando, per esempio il numero delle squadre che prendono parte alla serie A di un campionato di qualsiasi disciplina, si dice: bene, le squadre della serie A ora sono 12, vogliamo portarle a 14. Bene, fra due anni scatteranno dei meccanismi che faranno sì, cambiando i criteri delle retrocessioni o delle promozioni dalle serie inferiori, che si partirà con 14 squadre. Si è mai visto a metà del girone di andata che il presidente, mettiamo, della Federcalcio, dica: bene, abbiamo un campionato dove l’Inter è in testa con sette punti di vantaggio sulla seconda, ma io ora decido che il campionato da ora in poi si giocherà con regole nuove tipo 4 punti per tutte le squadre che pareggiano e 3 per chi vince. Si contano i risultati fin qui ottenuti. Viene fuori che magari l’Inter non è più al primo posto. Ve lo immaginate che sollevazione popolare ci sarebbe. Tutti i telegiornali, le Gazzette dello Sport varie e tutti i quotidiani, nazionali e non, farebbero paginate per dire che è uno scandalo, che è contro logica che si sta favorendo quello anziché quell’altro e che così non va. Etc. Ora io mi chiedo perché la stessa cosa non avviene con le leggi, per esempio, quando si parla di riforma della giustizia, di Lodo Schifani, Lodo Alfano, Legge Cirami, Cirielli, o altro. L’ultimo esempio riguarda il cosiddetto processo breve. Si decide che i processi non devono durare più di sei anni: due per ogni grado di giudizio. Ottimo! Era l’ora. Ci voleva! Bene, presumo: da ora in poi per tutti coloro che andranno sotto processo ci saranno due anni di tempo per portare a termine i singoli processi e i processi che si istituiranno non dovranno durare più di due anni, altrimenti “bomba libera tutti”. E invece no. Proprio come per l’esempio appena fatto sull’Inter, i campionati eccetera, la nuova regola (come negli analoghi casi Schifani, Alfano, Cirielli, falso in bilancio e così via) vale sempre anche per i processi in corso. Quindi per i processi che sono in corso si rifanno tutti i calcoli e si scopre che praticamente, di punto in bianco, non si porteranno a termine: il processo Mediaset a Berlusconi per frode fiscale per i diritti televisivi, che con le nuove norme decade a fine novembre; il processo Mills per corruzione in atti giudiziari sempre da parte di Silvio Berlusconi, che a riforma approvata decadrebbe a marzo 2010. Ecco non capisco perché in questi casi quando si fanno nuove regole queste valgono sempre anche per il passato. E nessuno dice nulla. Ecco cosa vuol dire essere un Paese manipolato dal calcio: se faccio dell’ironia su Corvino il blog viene inondato di messaggi di gente indignata. Ma quanti si indigneranno e vorranno lasciare il proprio post sotto questo articolo?
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Mentre si sta avviando (lentamente) alla conclusione il primo processo penale per le vicende di calciopoli anche l'Unione stampa sportiva prende ufficialmente le distanze dai metodi di Pairetto e Bergamo, nella fattispecie per il caso dei sorteggi. Sempre più revisionisti in questi anni, da quando si è materializato lo scandalo, hanno fatto a gara, come spesso succede in questo Paese, a ritornare sui propri passi e a rinnegare e a minimizzare lo scandalo (non questo blog, dove spulciando gli articoli più vecchi si possono trovare verità o presunte tali anche scomode, soprattutto per i tifosi delle singole squadre). ora viene fuori una ulteriore presa di posizione che (ri)alimenta più di un sospetto. Ecco il testo del comunicato: In merito alle dichiarazioni rilasciate dall'ex segretario della C.A.N. Manfredi Martino nell'ultima udienza del processo di Napoli a Calciopoli, il presidente dell'USSI Luigi Ferrajolo precisa: "La scelta di partecipare al sorteggio arbitrale organizzato ogni settimana da Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto fu presa dalla precedente presidenza e non c'è dubbio che fu, quantomeno, inopportuna. Sia perché su quei sorteggi c'erano molti sospetti e sia perché non è compito del giornalista sportivo collaborare con l'organizzazione arbitrale. Il suo compito è, se mai, quello di vigilare e denunciare. A quei tempi all’interno dell’Ussi ero all'opposizione e dissi chiaramente di non condividere quella decisione, quantomeno incauta. Ma questo non significa che i colleghi, a turno prestatisi al sorteggio, settimana dopo settimana, fossero a conoscenza di irregolarità. Era sempre presente, tra l'altro, un notaio ed è tutto da dimostrare che il sorteggio sia stato effettivamente manipolato. Premesso questo, ora chiediamo che sia fatta piena luce, se serve, anche interrogando quei giornalisti che in totale buona fede parteciparono al sorteggio. Nessuno, però, nel frattempo si permetta di sollevare dubbi sull’USSI, sulla categoria e sui giornalisti sportivi molti dei quali, tra l'altro, furono i primi a denunciare la discussa gestione arbitrale dei due designatori Bergamo e Pairetto".
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Di Admin (del 05/11/2009 @ 00:48:50, in FIORENTINA, linkato 130 volte)
Dainelli era un giocatore scarso. Vargas andava rimandato in Perù. Ora sono due eroi. Mi vanto di averli sempre difesi, anche quando erano nell'occhio del ciclone, in tutte le occasioni in cui ho potuto. Ci sono registrazioni e testimoni. E del resto "difeso" da chi e da cosa? Sono solo partite di calcio. Inoltre nella vita si può anche cambiare idea. Questa è la forza delle parole. Tutto scorre. E quelle che oggi sembrano sacrosante verità o autentiche idiozie magari domani possono non esserlo più. Basta ammettere a sè stessi che forse si è sbagliato. E non vivere di dogmi.
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Di Admin (del 02/11/2009 @ 21:00:42, in FIORENTINA, linkato 207 volte)
Rispondo. Secondo me è stato fatto un polverone per nulla. Se sono stato offensivo (e probabilmente lo sono stato) nei confronti di Corvino non era mia intenzione. Ho solo cercato in un blog piccolo come questo di rendere un po' più verosimile, un po' più colorito il tono e la cadenza delle sue parole. In senso bonario, e lui sa che è così. Questo non toglie a Corvino niente dei suoi meriti e del resto io sono uno di quelli che non si è mai sottratto al confronto con lui. Facendo domande e chiedendo spiegazioni quando lui parla alle conferenze stampa di fine mercato. Sempre con l'intenzione di capire i problemi e senza attaccare mai nessuno per partito preso. Con onestà intellettuale. Anche in questo caso non c'era nessuna intenzione di prendere in giro nessuno. Ma in questo è chiaro, ho sbagliato. L'articolo, nella parte riferita a Corvino, voleva essere solo una lettura di alcuni fatti, peraltro ricalcanti i pensieri anche di altri opinionisti che si sono espressi in modo analogo soprattutto a livello nazionale. Le prese di distanza su come si è mosso sono state fatte in tutta Italia. E questo è un fatto. Ma del resto è probabilmente anche legittimo che lui agisca come meglio crede. E alla fine mi sa che è a suo modo anche un abile comunicatore, se è vero come è vero che anche ieri ha eluso tutte le domande per far passare il suo messaggio. Inoltre nell’articolo non c'è stata offesa alla tifoseria viola, che ha fatto il suo dovere, facendo valere il fattore campo, parteggiando per i propri colori e contribuendo così a battere il Catania. Sicuramente però ci sono state anche delle scivolate di cattivo gusto che non erano certo le premesse del progetto Della Valle, anche questo credo si possa ammetterlo con onestà. Detto questo mi assumo le responsabilità di quello che ho scritto, non immaginando che un articolo su un semplice blog potesse scatenare determinate reazioni. In ogni caso ho tolto il post, perchè non era più un dialogo minimale fra me e i frequentatori di questo blog. Era diventato un caso e il senso goliardico del tutto rischiava di essere travisato. Una cosa però mi preme dire: fino a prova contraria siamo in democrazia e anche chi la pensa diversamente ha diritto di espressione e di portare il proprio contributo di idee. Che alla fine vanno nella direzione di evidenziare un problema e non di distruggere il lavoro degli altri. E questo vale nei due sensi (sia da parte di chi scrive sia da parte di chi commenta). Ci tengo però a ricordare che né Radio Blu né il Nuovo Corriere di Firenze hanno a che fare con quanto scrivo su questo blog. Per quanto dico alla radio o quanto scrivo sul giornale né rispondo in quella sede. E fin’ora non mi sembra di aver mai espresso opinioni o firmato articoli che possano giustificare alcuni degli epiteti che mi sono stati rivolti in queste ore. Dico anche che un po’ più di serenità e un po’ più di ironia forse farebbero bene. In fondo si tratta solo di pallone. Firenze ha davanti a sé problemi importanti da affrontare. Molto più grandi delle vicende della sua squadra di calcio. Se fossero affrontati con l'attenzione che molti fiorentini pongono nel farsi scudieri della Fiorentina come in questo caso forse non ci troveremmo ad avere a che fare, per esempio, con le inchieste che stanno venendo fuori anche in questi giorni. Certi abusi sarebbero stati evitati all'origine. E questo è un altro dato di fatto.
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Che fare di calciopoli? E’ stata voltata pagina?

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