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IL "B L O G" DI CARLO CAROTENUTO

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 Speaker alla World League di Volley Italia-Usa a Firenze... di Admin
 
 
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 21/05/2010 @ 06:54:29, in Attualità Firenze, linkato 149 volte)
C’è un articolo del codice penale che può cambiare il volto della Firenze futura: è il 1171, col quale il cittadino si tutela “dal ragionevole timore di un danno futuro derivato dalla costruzione di una nuova opera, purchè questa non sia ancora terminata”. “I lavori dell’Alta velocità si devono bloccare”, ribadiscono dal comitato che protesta contro il tunnel di 8 chilometri che dovrebbe sottoattraversare Firenze, che sta per varare una duplice azione legale: “Per fermare tutto prima che si verifichino i danni”. L’iniziativa è stata lanciata presso il cinema teatro Faro di via Paoletti, immancabilmente gremito, presenti anche i consiglieri comunali Grassi (Spini) e Sabatini (Pdl). E’ stato anche presentato il pool di tecnici e avvocati che fronteggeranno legalmente la corazzata Ferrovie dello Stato. Ne fanno parte gli avvocati Giampaolo Chiesi, Giuseppe Bonanno e Alfonso Bonafede. I professori universitari, ingegneri e urbanisti Piziolo, Vannucchi, Crespellani, Perini, Budini Gattai, Ziparo, l’ingegnere ferroviario Vincenzo Abruzzo, il medico Maurizio Romani. L’azione cautelare preventiva civilistica sarà affiancata da un esposto alla Corte dei Conti. “Se si scava un tunnel di 8 chilometri sotto una città come Firenze – l’assunto - inevitabilmente ci saranno dei danni. E’ prevedibile l’imprevedibilità, nonostante le cautele”. Ci si tutela dai danni agli edifici (“che subiranno tra l’altro in ogni caso un deprezzamento”), alle persone e alla salute, per il trasporto dei materiali inerti (e il relativo innalzamento di polveri sottili) su camion per un periodo minimo di 9 anni (“probabilmente anche il doppio”). “L’azione preventiva - è stato ribadito - va al di là del semplice risarcimento di eventuali danni, ma obbliga il giudice a impedire il proseguimento dell’opera che si sta realizzando. I promotori sono convinti che ci sono già ad oggi gli elementi per bloccare i lavori (mancanza di Valutazione di impatto ambientale, verifiche preventive agli edifici che presentano sostanziali incongruenze, e così via). In subordine, se il giudice invece ordinasse la prosecuzione delle opere, sarebbe comunque obbligato a far rispettare cautele di natura tecnica ulteriori rispetto a quelle dell’Osservatorio ambientale, individuate da consulenti di parte, e di natura economica (fidejussioni a garanzia di futuri danni). L’esposto alla corte dei Conti invece potrebbe obbligare gli amministratori pubblici a risarcire i danni erariali e portare al sequestro preventivo dell’opera durante lo svolgimento dei lavori. “Il giudice non potrà ignorare che per il (doppio) tunnel si spenderanno un miliardo e 800 milioni di euro (“destinati a salire”) contro i 300 milioni che costerebbe il progetto alternativo dell’attraversamento in superficie”. Per aderire alla causa i possessori di immobili spenderanno dai 300 ai 500 euro a testa, a seconda della superficie. Si aderisce presso l’avvocato Bonafede (055-2657570, avvocatobonafede@gmail.com) che già in sala ha cominciato a prendere non pochi appuntamenti per i colloqui preventivi presso lo studio in Piazza Indipendenza. C’è tempo un mese, poi gli esposti partiranno. (Carlo Carotenuto, versione originale per Nuovo Corriere di Firenze di oggi)
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Di Admin (del 18/05/2010 @ 11:21:15, in CALCIO, linkato 54 volte)
Tutti parlano dello striscione, quello che è stato visto sul pullman dell’Inter che festeggiava, in cui si consigliava Totti circa il dito, invece di metterselo in bocca, etc… La verità è che quello striscione, si è visto in un’immagine in televisione, viene lanciato dai tifosi verso il pullman. Alcuni giocatori dell’Inter lo prendono al volo, ignari circa il contenuto, poi lo espongono per qualche minuto rovesciato (proprio perchè nemmeno hanno letto cosa c’è scritto), poi lo hanno appeso per dritto (per una manciata di minuti): fino a che l’allarme non viene dato da in tv da Massimo De Luca che sta conducendo la domenica sportiva, che lancia trafelato e scomposto la notizia, zittendo tutte le altre discussioni che si stanno sviluppando in studio. Ansima, si fa largo. DEVE dirlo subito, DEVE dare la notizia, perché, come anticipa, “domani tutti parleranno di questa cosa”, anche se non svela il contenuto dello striscione, per più o meno autentico pudore. E infatti da ieri tutti continuano a sprecare i cosiddetti fiumi di inchiostro per raccogliere le reazioni e i commenti a questo episodio. Non ho visto la stessa sollecitudine quando alla vigilia di quest’ultima giornata di campionato è venuta fuori la notizia che la Juve e la Lazio avrebbero anticipato le rispettive gare al sabato, nonostante la prevista (e sacra!) concomitanza delle partite almeno alla penultima e all’ultima giornata, perché (incredibile?) altrimenti lungo l’autostrada si sarebbero potuti verificare incroci delle rispettive tifoserie che avrebbero potuto interferire violentemente con i festeggiamenti o della Roma o dell’Inter che rientravano dalle rispettive trasferte a Verona e Siena. E così i tifosi, che tengono in ostaggio il nostro calcio come ha eloquentemente ribadito Fabio Capello qualche settimana fa (guarda caso solo ora che è Ct dell’Inghilterra, prima non le esternava queste verità), hanno di nuovo vinto. Ma tutto è passato in cavalleria, senza che nessuno si sia scandalizzato, come se si trattasse ormai di un fatto normale, a cui ci dobbiamo assuefare. E ha vinto, ma solo dentro di sé, e se ne starà sicuramente vantando in questi giorni con tutti gli amici che ha, anche il poveretto che ha pensato, scritto e lanciato al pullman dell’Inter in festa (sciupandola) lo striscione in questione. Sarà stato contento per l’unica volta della sua vita, evidentemente per il resto scevra di soddisfazioni, dove si è sentito protagonista.
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Di Admin (del 11/05/2010 @ 00:34:11, in ATTUALITA', linkato 55 volte)
Il ministro Bondi ha detto che a Cannes non andrà proprio perchè c'è in concorso il film della Guzzanti, ma Draquila, qualunque sia l'orientamento politico che ognuno ha, è un film di grande qualità giornalistica, una meticolosa inchiesta a 360 gradi che scorre bene anche come storia. Ci mostra tutto quello che l'informazione la tv (nè di Stato, ovvero dei politici, nè privata, ovvero del Presidente del Consiglio) non ci hanno mostrato nell'ultimo anno. Un film che probabilmente vedrà tutto il mondo, che magari vincerà anche la Palma d'oro e che magari aprirà gli occhi a diversa gente, magari indirettamente contribuirà a provocare le dimissioni di Bertolaso, visto che ormai il giochino è stato scoperto. L'Italia è stata vicinissimo a diventare una nazione in mano a uno solo, e se questo non è successo lo dobbiamo forse ai giudici della Procura di Firenze. E poi dice "i giudici...", e poi dice "Firenze..."
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Lettera aperta all’Unione stampa sportiva e all’ordine dei giornalisti Il giochino che sta facendo il procuratore di Balotelli è un giochino che ormai non meraviglia più nessuno. Vuole dividere Balotelli dalla società, inasprire i rapporti con i tifosi per costringere la società a venderlo e intascare così una lauta percentuale. Così come lui stesso aveva fatto con Ibrahimovic e così cime spesso fanno i procuratori di calciatori, almeno alcuni. Il giochino era stato scoperto e reso palese a tutti dalle intercettazioni di calciopoli con il caso Cannavaro (dall’Inter alla Juve) operato dalla Gea e da Moggi per soffiare il giocatore ai nerazzurri e portarlo ai bianconeri. Da quel momento tutti sono venuti a conoscenza dei mezzi al limite del lecito che si adottano per cercare di ottenere che un giocatore si svincoli dal rispettare un contratto (spesso lauto). Lo stesso contratto che consente (tra l’altro) allo stesso Balotelli, per esempio, di circolare a 19 anni con il sedere sopra una macchina di 5200 cm cubici di cilindrata capace di sviluppare 525 cavalli dal costo di 168.500 euro che accelera da 0 a 100 in 3,9 secondi, come documenta oggi la Gazzetta dello Sport. Ora è evidente che il procuratore Raiola approfitta di tutte le occasioni per avere visibilità e per lanciare le sue provocazioni. Ieri ha approfittato della concentrazione di giornalisti alla riunione di Lega. E ha lanciato una serie di messaggi per lo più strumentali. I più clamorosi sono (cito la Gazzetta dello Sport): “Balotelli è stato picchiato nel tunnel e negli spogliatoi di San Siro” dopo Inter-Barcellona. Il giocatore non è stato picchiato ma è noto che i compagni erano imbufaliti con lui perché pochi minuti prima in campo stavano sputando sangue per resistere alle pressioni del Barcellona e Balotelli invece corricchiava indolentemente perché avrebbe voluto giocare dall’inizio. Raiola se la prende di nuovo con il tecnico Mourinho e dice che “anche dopo la partita di ritorno col Barcellona ha attaccato Balotelli”. Invece il tecnico ha risposto a una semplice domanda in diretta Rai sul perché Balotelli non avesse giocato: ha detto che il giocatore (la cosa è evidente dopo la partita di andata) ancora non è pronto a simili sacrifici e a battaglie difensive come questa, ma che lo ha portato in panchina e lo avrebbe forse schierato nel caso l’Inter si fosse travata sotto e avesse avuto la necessità di segnare una rete. Una semplice considerazione tecnica, oltre che un’attestazione di stima. Raiola tira fuori anche una storia del tutto da provare circa i bulloni della ruota che sarebbero stati svitati alla macchina del giocatore, senza dire né quando né dove è successa questa cosa. Non è sulla Gazzetta ma ieri dalle radio erano state diffuse altre dichiarazioni nelle quali Raiola si lamentava perché il giocatore si aspettava di giocare a Barcellona e che non trova spazio nell’Inter… così non va bene… e così via. Il tutto dopo che tutti noi avevamo avuto un barlume di ricomposizione secondo logica di questa vicenda con le dichiarazioni (finalmente sensate) dello stesso giocatore che aveva detto di essersi commosso e aver pianto dopo l’epica impresa di Barcellona fatta dalla sua squadra (sua, sì, perché, anche se era in panchina in questo caso, ne fa parte a pienissimo titolo) e dai suoi compagni. Io spero e credo che l’Inter nella fattispecie per uscire da questo cul de sac per prima cosa tolga definitivamente il giocatore dal mercato, e per seconda cosa congeli lo stipendio al giocatore fino a quando si ripeteranno le esternazioni del suo procuratore. Ma queste sono strategie loro. Ma anche i mezzi di informazione secondo me hanno il dovere di fare la loro parte e svolgere la loro funzione che è anche educativa, preventiva di ogni tipo di violenza. La già citata Gazzetta dello Sport (che prendo a titolo di esempio essendo il giornale più letto in Italia, ma naturalmente la notizia compare con evidenza sugli altri giornali e mezzi di informazione, sportiva e non) dà la prima pagina e le pagine 2 e 3 a queste esternazioni, peraltro senza un contrappeso, senza che nessuno stigmatizzi questo tipo di comportamento del procuratore, senza mettere in rilievo le banali controdeduzioni che ho fatto e che chiunque abbia seguito la vicenda è automatico che faccia. Io personalmente mi dissocio da questo modo di fare informazione, tanto più che ci sono decine e decine e decine di sport cosiddetti minori che si accontenterebbero e meriterebbero almeno un decimo dello spazio dato a queste vicende. Per fare un semplice esempio e rimanere nel calcio (anche se femminile) oggi potrebbe assegnarsi lo scudetto, visto che alla Torres impegnata a Reggio Emilia manca un punto per laurearsi campione d’Italia con due giornate di anticipo e sulla stessa Gazzetta la notizia trova lo spazio di un riquadro di soli 7 centimetri per 4 di altezza. Per questo giro questa istanza di carattere etico all’Ussi e all’Ordine dei Giornalisti con questa lettera aperta. Sicuramente la risposta sarà che non hanno nessun titolo per intervenire sulla questione e anche che i giornali sono scritti cercando argomenti che facciano presa e che stimolino a leggerli e a comprarli. Lo so, ed è giusto così. Io però penso che ci sia un limite a tutto e che il dovere dello stesso giornalista e dei giornali sia anche quello di dare equilibrio morale e giusti contrappesi (oltre che pluralismo) all’informazione, e non semplicemente di fare da megafono a colui che le spara più grosse. Spero di sensibilizzare almeno le coscienze dei colleghi e spero che queste mie righe aprano almeno un dibattito all’interno della categoria. Carlo Carotenuto www.carlocarotenuto.it
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