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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Admin (del 25/05/2008 @ 16:17:28, in MOTORI, linkato 276 volte)
Vale sempre la pena fermarsi a guardare il Gp Premio di Monaco di Formula Uno, se non altro perchè la noia non è probabile e i colpi di scena sono in preventivo. E' stato così anche stavolta con gara quasi tutta bagnata e con diversi piloti che si sono alternati al comando, con la prima fila tutta Ferrari vanificata da una giornata no di Raikkonen, subito superato al via da Hamilton, che nel finale ha anche tamponato buttandolo fuori la sorpresa Sutil che era quarto con la matricola Force India e accarezzava un sogno poi finito in lacrime; giornata non felice anche per Massa, per la prima parte in testa fino all'errore alla curva Sante Devote (finito lungo per l'acquaplaning) e che comunque non si è inserito tra i primi otto per i giri veloci in corsa. Ha dato spettacolo anche Alonso, mandato allo sbaraglio con le gomme da asciutto quano ancora la pista era gran parte bagnata. La stessa cosa era stata tentata col compagno di squadra Piquet ma, come era facilmente prevedibile (ma non evidentemente per Briatore e per i tecnici della Renault) il ragazzo che corre con lo stesso casco del padre due volte Campione del mondo tempo due giri ed è andato a sbattere. Alla fine ha vinto il pilota tecnicamente al momento migliore del lotto, Hamilton, l'inglese della McLaren, che ha approfittato anche del nono posto di Raikkonen (che quindi non è andato a punti) si è riportato in testa alla clasifica piloti, dove in un fazzoletto di punti ci sono anche i due ferraristi e il polacco Kubica (oggi in testa per parte della gara) alla fine secondo davanti al brasiliano della Ferrari.
Di Admin (del 22/10/2007 @ 21:18:44, in MOTORI, linkato 321 volte)
Interessante la tesi di Renato D'Ulisse su Gazzetta.it. C'è dell'altro dietro alla vittoria del Mondiale della Ferrari, oltre la fatalità e la dabbenaggine del team McLaren? Ecco cosa scrive: "C’è qualcosa che mi sfugge. Ma come, uno azzecca per così dire scientificamente un risultato importante e subito salta su qualcuno a chiedere nientemeno che di spiegare come e perché è andata la faccenda. Questa è sfiducia, questo è sospetto, questo è quasi gettare fango su chi può definirsi un serio professionista, come suol dirsi.
D’accordo, non era facile né logico e diciamo pure neanche sensato pronosticare Kimi Raikkonen campione del mondo, però quando certe situazioni, leggi le classifiche, non sono ancora aritmeticamente definite, allora può accadere tutto, e magari il contrario di tutto. Così è la F.1, bellezze mie, lo sappiamo benissimo. Che poi ci siano stati altri elementi di giudizio e di valutazione, e siano successe cose difficilmente spiegabili, questo è un altro conto, che comunque si allinea con quello matematico.
Soddisfatti? Chiaramente no, quanto sopra non basta a chiarire lo strano caso del trionfo del finlandese della Ferrari, risultato sul quale anche i più accesi tifosi della rossa stentavano ormai a credere. Io ci ho creduto, e ho avuto ragione. Ancora insistenti voci dal fondo: sì, ma come e perché? Beh, potrei prenderla alla larga, farfugliando di una combinazione di cifre messa insieme con i pochi centimetri dell’altezza di Ecclestone, con i molti centimetri della lunghezza pinocchiesca del naso di Dennis, con la media dell’età dei candidati all’iride, amalgamare il tutto con una delle pinte di birra della razione quotidiana del tedesco Norbert Haug e via, sullo schermo apparve molto nitido il nome di Raikkonen.
Ri-soddisfatti? Temo ancora di no. Siamo seri? Siamo dunque seri, sempre entro gli stretti limiti imposti dalla paradossale vicenda. In sostanza, il pronostico su Raikkonen campione del mondo a dispetto della logica e della matematica mi è stato suggerito da varie motivazioni, che peraltro avrete già letto nella precedente missiva ante-Brasile. Mi sono sbilanciato su Kimi non a casaccio, ma sulla base di quanto di poco chiaro, di sospetto, di illegale la stagione 2007 di F.1 ci aveva offerto. Una certa esperienza dell’ambiente, e un po’ di cellule grigie non ancora atrofizzate hanno fatto il resto: ammettendo che un essere umano sappia ancora pensare ed abbia delle idee, perché se così non fosse saremmo davvero allo scisma, al caos, alla disperazione.
In breve. Dopo Monza la Fia, per la faccenda dello spionaggio ai danni della Ferrari, cancellò dalle classifiche la McLaren-Mercedes ma non i suoi piloti Alonso e Hamilton: questo, perché le Frecce d’argento potessero andare ancora in pista, non venissero penalizzati e umiliati gli stessi conduttori, i tecnici, i finanziatori, e lo stesso Mondiale non facesse un penoso, micidiale naufragio. Tutto qui? No: ed eccoci al centro delle mie considerazioni, ed a quello che ho definito il supercompromesso. La McLaren poteva continuare a correre alla condizione (non scritta, evidentemente) che il titolo mondiale andasse a un pilota ferrarista.
Sempre nella mia convinzione, non tutte le parti in causa dovevano sapere di questa segreta soluzione del campionato, essendo questa una condizione indispensabile per la riuscita di certi progetti, come il pugilato insegna. Se ricordate la sentenza parigina penalizzante la McLaren, la Fia si riservava la facoltà di infliggere altre sanzioni pecuniarie e sportive alla squadra anglo-tedesca, con ciò bloccando ogni velleità di ribellione dell’arrogante Ron. Dopo Monza c’è stato il Belgio, dove la Ferrari ha cominciato a puntellare la mia teoria dominando il campo.
In Giappone però le rosse si sono autopunite sbagliando tutto e restituendo fiducia a Lewis e Fernando; ma Kimi in Cina ha riportato le ruote sul binario giusto e – persosi per strada Felipe – ha potuto avviarsi alla trionfale volata di Interlagos, dove stranamente Alonso ha guidato non da campione del mondo e Hamilton ha subìto un arretramento per motivi che forse non sapremo mai. Tutto qui. Troppa fantasia, signora marchesa? Beh, a volte aiuta anche la fantasia. Ah, dimenticavo: avevo fatto una puntatina su Raikkonen e la sua vittoria brasiliana mi ha fruttato 175 euro, coi quali brinderò alla Ferrari e al neo-campione, con la sua vodka preferita."
Di Admin (del 21/10/2007 @ 23:27:00, in MOTORI, linkato 328 volte)
Ebbene sì, stavolta ho gufato. Ed ero anche ottimista, quasi percepissi che cosa sarebbe successo. Una sorta di giustizia è fatta? Forse. Perché all’inizio dell’anno tutti omaggiavano il campione precoce, il Predestinato, che aveva dato la svolta alla Formula Uno. Poi mi sono accorto che questo Hamilton era un figlio di papà, col papà troppo presente (l’avevo già scritto), con una Federazione troppo indulgente verso di lui (clamoroso il rientro in pista dopo l’uscita del Nurburgring tramite la gru, e altre situazioni). E allora ho guardato il Gran Premio del Brasile quasi consapevole che sarebbe stato foriero di sorprese positive per la Ferrari e per l’essenziale Raikkonen. E così è stato. Anche perché il Predestinato nelle ultime tappe del Mondiale era apparso troppo nervoso. Classica paura di vincere. E allora ecco l’errore subito dopo la partenza quando si mette a duellare senza motivo (bastava accodarsi) contro il “compagno” Alonso (l’ex Antipatico, nel finale di stagione l’implicito Complice ella Ferrari). Ecco anche all’ottavo giro il black-out del cambio. Quasi una nemesidel destino. Sembra finita. La McLaren del pilota dal casco giallo rallenta, in panne, arranca, come quando finisce la benzina: sembra cercare di accostare, ma miracolosamente (“deve aver resettato i sistemi elettronici!” ci dicono gli esperti dal microfono) si riavvia e riparte, ma ormai in diciassettesima posizione. Mentre le Ferrari marciano sicure davanti con Massa e Raikkonen nell’ordine e Alonso terzo Hamilton comincia la sua (inevitabile) rimonta. All’ultimo pit-stop, le Ferrari, senza dare troppo nell’occhio, si scambiano le posizioni. Solo il primo posto avrebbe dato il Mondiale a Raikkonen. Hamilton per vincere avrebbe dovuto arrivare almeno sesto. Finisce ottavo, ma tremiamo perché davanti a lui Rosberg e Kubica stanno duellando e rischiano più volte di buttarsi fuori a vicenda. Raikkonen, l’Introverso, al primo anno di Ferrari, vince gara e Mondiale. Massa è secondo e si rammarica perché avrebbe voluto lottare lui per il Mondiale. Alonso è terzo e sul podio sembra il più felice di tutti: non ha vinto la McLaren, che obiettivamente gliene ha combinate di tutti i colori, e ha favorito più volte il suo compagno di squadra. La McLaren riesce a perdere un titolo che aveva in pugno con due piloti (prima per non aver voluto puntare su uno dei due, poi per aver voluto puntare proprio su uno dei due) come la Williams che dominava negli anni 80 (vedi Piquet e Mansell, poi vinse Prost). Classifica: 110 punti per Raikkonen, 109 per Alonso e e Hamilton. Hamilton non si vede nelle immagini finali. Ce lo immaginiamo in un cantuccio a rimuginare con gli occhi sbarrati. A pensare che sì, sono stato il primo pilota debuttante ad andare in testa a un Mondiale, ma non sono stato il primo debuttante a vincerlo un Mondiale. E non si vede soprattutto l’invadente papà. A fine serata si apre il “giallo” carburanti: sembrerebbero irregolari (temperature più alte del normale) i carburanti di Sauber Bmw e Williams (che hanno preceduto Hamilton). Se squalificati il Mondiale tornerebbe ad Hamilton. Non vorrei che fosse l’ennesimo tentativo di fare un altro regalo al Predestinato. Non credo che succederà. Per me comunque il Mondiale l’ha vinto l’Introverso.
Di Admin (del 30/09/2007 @ 08:43:50, in MOTORI, linkato 322 volte)
Naufragio. Diluvio in Giappone nel terz'ultimo Gran Premio di Formula 1 della stagione (durato pochi secondi dopo le due ore). Vince Hamilton, e ipoteca il titolo mondiale, anche perchè Alonso fa un errore e sbatte (primo ritiro stagionale della Mc Laren, nel giorno più importante). Ma l'errore clamoroso è quello di valutazione della Ferrari (anche se è più facile dirlo col senno di poi) che, in difficoltà rispetto alla rivale nelle prove, tenta il tutto per tutto e schiera al via le due vetture con le gomme intermedie (anzichè quelle da bagnato pieno) e le rosse non stanno in strada già nei primi giri fatti dietro alla safety-car. Cambio di gomme già nelle prime fasi per entrambi i piloti e addio gara. Inutile quindi la rimonta di Raikkonen che arriva terzo lottando fino all'ultimo con Kovalainen per il secondo posto. Da segnalare anche che la Ferrrari ha disatteso (tra mille cavilli) a non rispettare l'ordine della Federazione di fara partire tutte le auto con le gomme da piena pioggia. La stessa Federazione avrebbe poi subito dopo obbligato le rossea fermarsi per conformarsi. In ogni caso la scelta era sbagliata. Un ennesimo errore che avvalora la tesi che sia finita l'era di Todt alla guida del Cavallino. Vedremo. Da segnalare anche il vomito nell'abitacolo di uno dei piloti del lotto, a causa del pesce giapponese (crudo?) mangiato la sera prima. Del fantoziano episodio si dice il peccato ma non il peccatore.
Di Admin (del 23/09/2007 @ 10:33:32, in MOTORI, linkato 253 volte)
Trionfo in casa del nemico. La Ducati prende gara (con Capirossi) e titolo mondiale (con Stoner) a Motegi nel Gran Premio del Giappone. Vince Capirossi (per il terzo anno consecutivo su questa pista) che ha ancicipato tutti nel cambio delle gomme (da intermedie a slick) e si è avvantaggiato mentre la pista era già quasi asciutta e i primi (Melandri, Stoner e Rossi) si marcavano e si controllavano in testa. Rossi era stato artefice di una bella rimonta ancora con le gomme intermedie, aveva preso la testa ma dopo il cambio moto ha cominciato ad avere dei problemi sull'anteriore che lo hanno mandato anche fuori pista e ha chiuso tredicesimo. Stoner, sesto, vince matematicamente il Mondiale e una moto italiana torna iridata dopo 33 anni. Un po' di sano nazionalismo stavolta non guasta.
Di Admin (del 16/09/2007 @ 00:11:16, in MOTORI, linkato 264 volte)
La spy story e la vicenda Ferrari McLaren divide gli sportivi. Da una parte coloro che dicono che il campionato era bello ed equilibrato e che la McLaren sta vincendo in pista ed è quello che conta. Dall'altra parte quelli che dicono che se la McLaren ha barato è giusto che paghi, anche perchè se sta vincendo lo sta facendo anche grazie alla "frode" e ai segreti carpiti alla Ferrari. E' un po' come per Moggiopoli. Gli oltranzisti reclamano la leggittimità degli scudetti vinti sul campo dalla Juventus. Gli altri dicono che quegli scudetti sono stati vinti con la frode e quindi era giusto restituirli. Chi ha tesi non omologhe tra le due vicende penso che debba cominciare a fare un'analisi approfondita del proprio pensiero.
Di Admin (del 04/08/2007 @ 12:33:27, in MOTORI, linkato 389 volte)
Dalla prima pagina della Gazzetta di oggi, "Il rompipallone" di Gene Gnocchi: "Nuovo capitolo della saga Ferrari-McLaren: secondo alcune testimonianze Alonso avrebbe copiato il tema di Massa alla maturità".
Di Admin (del 22/07/2007 @ 16:04:21, in MOTORI, linkato 373 volte)
Pioggia subito dopo la partenza, pioggia nel finale, caos ed emozioni nel Gran Premio di Germania di Formula 1. Hamilton miracolato per due volte nel fine settimana (indenne dall'incidente in prova, volato fuori nell'acquazzone al primo giro e rimesso in pista dalla gru dopo aver mantenuto il motore acceso) ma azzarda troppo per un leader del Mondiale perchè mette su le gomme da asciutto quando la pista era ancora una risaia e per la prima volta nell'anno non va sul podio, anzi nemmeno a punti (per una posizione, è nono). Hakkinen rompe il motore mentre era terzo e l'addetto stampa Ferrari Luca Colaianni, solitamente un acrobata nel non dire nulla di compromenttente parlando per minuti, rompe il consueto aplomb e spara un "noi dobbiamo sempre fare le cose perfette e dobbiamo smettere di fare degli errori". Massa sembrava aver fatto la gara perfetta ma quando ha ricominciato a piovere, negli ultimi sette giri, dopo il cambio gomme, si è visto superare da un grintosissimo Alonso che, senza il rivale guastafeste in famiglia, ha potuto esprimere tutta la sua classe e mettere a segno un successo importantissimo. Poi subito dopo aver parcheggiato la sua auto indica alla telecamera il danno subito sulla fiancata dovuto al contatto con Massa durante il sorpasso e fa segno col ditino che no, non si fa così. Poi va da Massa, gli dice qualcosa, Massa spiega che è incolpevole (in effetti era stato più Alonso a colpire il ferrarista che viceversa), il brasiliano lo manda a quel paese e gli dice: "Cerca di imparare, va". Per ironia della sorte il cerimoniere, sul podio, è stato Michael Schumacher, che, a muso lungo, ha premiato i primi tre, dopo essersi messo a tempo di record in borghese dopo aver smesso la tuta della Ferrari con la quale aveva seguito la gara al box. Alla faccia del conflitto di interessi.
Di Admin (del 15/07/2007 @ 14:34:00, in MOTORI, linkato 331 volte)
La motivazione è tutto. Nella vita e nello sport. Anche in una disciplina tecnologica come il motociclismo, la MotoGp. Nel Gran premio di Germania, il leader del Mondiale, l'ausraliano Stoner, era secondo in lotta con Pedrosa quando è caduto Valentino Rossi, che in quel momento era ottavo e provava la rimonta. Puntauale esce il cartello dal Team Ducati ("Rossi Out"). Stoner lo vede, pensa a mantenere la testa del campionato, gli viene il "braccino", rallenta il ritmo (eloquenti i riscontri crnometrici) e si fa rimontare. Alla fine sarà quinto. Il compagno di squadra Capirossi, invece, che per tutto l'anno ha preso "la paga" da Stoner, una volta messo in discussione dalle voci (che sono ormai quasi certezze) che l'anno prossimo sarà sostituito da Melandri) ha invece messo in pista (quasi) tutta la sua classe e ha concluso al secondo posto, dietro Pedrosa (alla sua prima vittoria dell'anno). Poi ci sono le favole delle gomme: a fine gara erano usurate sia quelle di Stoner che quelle di Capirossi. E' la testa che fa la differenza.
Di Admin (del 07/07/2007 @ 15:02:02, in MOTORI, linkato 299 volte)
Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1. Ancora una volta Hamilton è dietro ad Alonso in tutte le sessioni di prove libere e nelle prime due delle tre sessioni delle prove valide per la qualificazione, poi nell'ultimo "stint", all'ultimo giro batte tutti, conquista la pole-position, davanti a Raikkonen (che aveva fatto la pole provvisoria mettendo due ruote sulla terra), al compagno Alonso e all'altro ferrarista Massa. Quello che non mi piace di questo campione è che a ogni suo successo, parziale o finale, esca sempre fuori suo padre che si prende subito inquadrature in mondovisione e riflettori. Anche oggi, appena Hamilton ha tagliato il traguardo il padre è uscito dal box McLaren ed è andato verso il pubblico a braccia alzate e con una telecamera piazzata sul viso. Come se fosse lui l'autore dell'impresa Non mi piace. Genitori al proprio posto. Quando è il momento dei figli.
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